La fibra spinge lo streaming video: in aumento utenti e abbonati

Scritto da Ettore Benigni
Giornalista

Secondi i dati dell’Osservatorio Servizi Video Ott di EY il settore sta vivendo un momento di crescita. Aumentano i clienti dei servizi gratuiti ma anche di quelli a pagamento, nonostante i prezzi in salita. Il device preferito resta ancora la Tv, poi Pc e smartphone

Uno dei fattori che ha contribuito in maniera decisiva all’aumento della fruizione dei servizi di video on demand in Italia è stato negli ultimi due anni l’emergenza sanitaria, che ha generato una crescita del numero di utenti e dei tempi di fruizione dei contenuti video che utilizzano la rete internet come canale di distribuzione, i cosiddetti operatori “over the top”. Nella maggior parte dei casi, in concomitanza con questa dinamica, c’è anche da aggiungere che a favorire la diffusione di questi servizi ha contribuito la diffusione di connessioni di rete sempre più performanti, a partire da quelle in fibra, che consentono una migliore qualità dei collegamenti e quindi una migliore qualità di fruizione dei contenuti.

Di cosa parliamo?

Video on demand: sale a 32,8 milioni la quota dei fruitori

A dare un quadro di cosa sta succedendo in Italia in questo campo sono i dati dell’ultimo Osservatorio sui Servizi Video Ott di EY, da cui emerge che a gennaio 2022 il numero di utenti – sia di chi utilizza servizi gratuiti sia di chi paga un abbonamento – ha toccato quota 32,8 milioni.
Della rilevazione di EY fanno parte, da luglio 2021, Netflix, TimVision, Mediaset Infinity, Now, Prime Video, Eurosport Player, Dazn, più – da luglio 2020 – Disney+ e Apple TV+ e da gennaio 2021 Discovery+.
In crescita il numero di chi accetta di pagare per abbonarsi a una piattaforma di streaming: in un anno gli abbonati sono infatti passati dai 16,4 milioni di gennaio 2021 ai 17,8 milioni di gennaio 2022, con un saldo positivo di 1,4 milioni di utenti. Se poi si va ad analizzare il numero dei sottoscrittori unici, parliamo di 7,9 milioni di persone, quasi la metà delle quali però ha sottoscritto due o più abbonamenti a servizi di streaming: proprio questo della sovrapposizione di più servizi è un’altra delle tendenze in crescita nell’ultimo periodo. Considerando infine il numero di abbonamenti, che ovviamente è inferiore al numero degli utenti, perché più persone possono guardare la stessa piattaforma usufruendo di un solo account, a gennaio 2021 se ne contavano complessivamente 14,5 milioni.

La risposta degli operatori di streaming

“Prosegue l’avanzata degli operatori streaming – spiega Irene Pipola, Italy TMT Leader di EY – Al 31 gennaio in Italia si contavano 14,5 milioni di abbonamenti alle piattaforme di video on demand (Vod) a pagamento, a fronte di 17,8 milioni di utenti (un abbonamento può essere fruito da più persone) e 7,9 milioni di sottoscrittori unici. Parliamo di 3,2 milioni di abbonamenti in più, 1,4 milioni di utenti in più e 800mila sottoscrittori paganti in più, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La pandemia ha accelerato un percorso già avviato, per cui il pubblico preferisce sempre più modalità di fruizione senza vincoli di orario, di luogo e di dispositivo”.
A fronte di questi numeri che testimoniano un mercato che ha ancora fette di mercato da conquistare, la seconda parte del 2021 è stata caratterizzata – secondo l’osservatorio EY – anche da un’altra tendenza: quella dell’aumento dei prezzi. Soltanto per fare qualche esempio, l’abbonamento a Netflix è passato da 11,99 a 12,99 euro al mese per il pacchetto standard e da 15,99 a 17,99 euro al mese per il premium. Allo stesso modo DisneyPlus è passata dai 6,99 agli 8,99 euro al mese, o da 69,99 a 89,99 euro per l’abbonamento annuale. “A fronte degli ingenti investimenti in contenuti che i player Ott di piattaforme a pagamento stanno facendo – spiega Ey – c’è stato quindi un aumento dei pricing e un minor utilizzo del try and buy”, il periodo di prova gratuito con cui i player di questo mercato provano a fidelizzare nuovi clienti.

Piattaforme gratuite: YouTube rimane in testa ma cresce RaiPlay

Spostando lo sguardo sulle piattaforme video gratuite, la protagonista incontrastata del mercato è in questo momento YouTube, anche se nell’ultimo anno si è registrato un aumento importante degli utenti che si sono serviti delle piattaforme online gratuite dei principali broadcaster italiani, come ad esempio RaiPlay o Mediaset Infinity.

Migliorata la qualità dei contenuti, aumentano i tempi medi di fruizione

A testimoniare il crescente interesse degli italiani – e anche l’aumento della qualità dei contenuti – c’è un altro fattore emergente: l’aumento dei tempi medi di fruizione. Per le piattaforme a pagamento si passa dall’ora e 26 minuti nell’arco di una giornata che si registrava a luglio 2021 all’ora e 36 minuti di gennaio 2022. Quanto agli utenti dei contenuti gratuiti, trascorrono in media in quest’attività un’ora ogni giorno.

Quali sono i dispositivi preferiti dagli italiani?

Ultimo aspetto importante da sottolineare rispetto alle rilevazioni dell’Osservatorio EY è la panoramica dei dispositivi preferiti degli italiani per guardare i contenuti in streaming video: l’80% del campione degli utenti “pay” continua a rimanere ancorato al tradizionale schermo televisivo, per quanto smart. Ma un abbonato su quattro utilizza per questo scopo lo schermo del Pc, e una percentuale leggermente minore, iI 23%, usa anche lo smartphone. Uno scenario che cambia sensibilmente se si prendono in considerazione le persone che guardano i servizi video gratuiti: si tratta in questo caso di contenuti più brevi, per i quali il dispositivo più utilizzato, nel 44% dei casi, è lo smartphone.