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Viaggio nell’oasi di Sir Becker, l’inglese che amava gli Appennini

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Non lontano da Roma, negli Altipiani di Arcinazzo, la Forestale apre al pubblico un ex vivaio: qui si coltivavano pini e abeti per il rimboschimento delle foreste italiane

Il villino ocra, che presto diventerà una foresteria, sorge all’ombra di un cedro dell’atlante. Non si vede tanto spesso una pianta così, una conifera altissima con gli aghi di colore verde azzurro, negli Appennini. Come ogni estate, quando il caldo delle città richiama i turisti sull’altopiano a cavallo tra le province di Roma e Frosinone, il giardino della Fondazione Sir Walter Becker si apre al pubblico per visite guidate e passeggiate didattiche.

 

Siamo agli Altipiani di Arcinazzo, a sette chilometri dalla più conosciuta città termale di Fiuggi. Un’oasi di verde e tranquillità a 900 metri sul livello del mare, nella zona dei monti Simbruini, a due passi dai monasteri benedettini e vicino alla bellissima villa romana che fu costruita dall’imperatore Traiano. Qui nel 1925 Sir Walter Becker, diplomatico e mecenate inglese con la passione per l’Italia, diede vita a un’associazione pro silvicoltura con lo scopo di proteggere e rinvigorire il patrimonio boschivo italiano.

 

“Il parco nasce come vivaio per il rimboschimento delle foreste” spiega a Energie Sensibili il Vice Questore Lorenza Colletti, Capo dell’Ufficio territoriale per la biodiversità del Corpo forestale dello Stato. “Negli anni Venti l’Italia era un Paese agricolo e lo sfruttamento del territorio per la raccolta del legno e i pascoli avevano ridotto drasticamente la superficie boschiva. Questo vivaio produceva piantine di conifere che venivano impiantate nelle foreste, per favorirne il rimboschimento. Il parco è servito anche come centro sperimentale per la coltivazione di piante esotiche”.

 

È per questo che nel cuore dell’Appennino laziale troviamo pini neri, pini silvestri, abeti rossi e bianchi, piante assai più tipiche del panorama alpino, e ancora cedri e douglasie. “Oggi – continua il Vice Questore Colletti – il Corpo forestale dello Stato gestisce la tenuta della Fondazione, che non è più un vivaio ma è diventata un centro di educazione ambientale e ricerca forestale aperto al pubblico”.

 

Alle visite partecipano decine di bambini e adulti che desiderano scoprire il bosco, le sue piante e gli animali. “Cominciamo dalla vipera”, spiega il Comandante Paolo Ottaviani, docente del Corpo forestale dello Stato. “Negli ultimi anni il numero di questi rettili è aumentato, così come quello di alcuni rapaci suoi predatori. Ad esempio è tornata a volare nei nostri cieli l’aquila reale. La vipera è un animale protetto, ucciderla è reato penale”. Come comportarsi, chiede qualcuno, in caso di un morso? “Non si usa più né il laccio emostatico né l’antidoto – precisa il Comandante Ottaviani – la cosa migliore è comprimere la parte morsa con una fasciatura e recarsi subito in ospedale. Un altro pericolo è rappresentato dagli imenotteri: dall’inizio del 2013 in Italia ci sono state circa 40 morti per punture di vespe e calabroni”.

 

Passeggiando per i dieci ettari di parco della Fondazione, all’ombra di conifere altissime e profumate, si trovano funghi e altre specie vegetali tipiche del sottobosco locale su cui svolazzano farfalle viola e bianche. Pannelli esplicativi raccontano con delle vignette le attività del Corpo forestale dello Stato.

 

Rimboschimento, divulgazione della cultura forestale e, come tristemente ci viene ricordato ogni anno durante l’estate, lotta agli incendi boschivi. “Un dato positivo nel 2013 c’è stato – sottolinea il Vice Questore Colletti – Abbiamo avuto circa due terzi di incendi in meno rispetto all’anno scorso, grazie anche al clima più fresco e piovoso di questa estate”.

 

Oltre alla tenuta di Sir Walter Becker agli Altipiani di Arcinazzo, l’Ufficio territoriale per la biodiversità di Roma gestisce altri due parchi: le Saline di Tarquinia, in provincia di Viterbo, e il Canale della Lingua a Castel Fusano, tra Roma e Ostia.