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Podcast che passione: aumentano gli ascolti

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Il trend era già positivo a fine febbraio, ma l’emergenza coronavirus ha contribuito a un’ulteriore crescita degli utenti. Per la musica in streaming invece non c’è il boom

Essere costretti tutto il giorno dentro casa significa per forza di cose avere più tempo libero, e a lungo andare vuol dire anche mettersi alla ricerca di un modo interessante per trascorrerlo. Tra le varie possibilità ce n’è una che sta riscuotendo sempre più successo: i podcast. A dir la verità il trend sull’apprezzamento di questa forma di intrattenimento in streaming era già molto positivo prima che esplodesse l’emergenza Covid-19, come fotografato da un’analisi pubblicata da Nielsen a fine febbraio, proprio pochi giorni prima del lockdown generalizzato per impedire il diffondersi del contagio. Ma il periodo di quarantena forzata ha contribuito a rafforzare questa tendenza su scala internazionale. Curioso inoltre che questo stesso fenomeno non si sia verificato per l’ascolto della musica in streaming: a provarlo ci sono le statistiche che provengono da Spotify, e che testimoniano come - ad esempio - l’ascolto delle top hits sia nelle ultime settimane addirittura diminuito, probabilmente a causa dell’azzeramento dei tempi di trasferimento da casa al lavoro, uno dei momenti preferiti dagli utenti per ascoltare musica.

COS’È UN PODCAST

I podcast sono programmi audio a episodi che possono essere ascoltati in streaming o in download attraverso lo smartphone o altri device connessi a Internet, a partire dai computer. Possono essere la riproduzione di programmi radiofonici da ascoltare in modalità on-demand, ma anche contenuti autoprodotti da appassionati. Hanno iniziato a circolare, ospitati da piattaforme dedicate, a partire dall’inizio degli anni 2000 come contenuti per gli iPod, i dispositivi prodotti da Apple per la riproduzione degli Mp3. Nel tempo poi tanto gli iPod che i lettori Mp3 sono stati di fatto sostituiti dagli smartphone.

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La caratteristica principale dei podcast è che sono “a tema”, quindi trattano argomenti specifici offrendo approfondimenti agli appassionati: si va dai corsi di lingue straniere allo sport alla tecnologia, fino a materie “scolastiche” come la storia o la letteratura. Un impulso importante al settore è arrivato proprio da Spotify, che all’inizio del 2019 ha acquisito una piattaforma di podcast, Gimlet media, potenziando così l’offerta di questo genere di contenuti per i propri abbonati.

PODCAST IN ASCESA...

A realizzare uno studio sul cambiamento delle abitudini degli italiani e su come utilizzano i podcast, è una recente indagine realizzata da Voxnest audience network, da cui emerge che tra i contenuti più ascoltati nelle ultime settimane ci siano quelli a contenuto religioso. I dati sono particolarmente attendibili perché Voxnest è la società a cui fa capo Spreaker, la piattaforma di podcast più utilizzata in Italia.
Secondo la rilevazione, l’ascolto di podcast è aumentato in Italia del 17% dagli inizi di gennaio, con un’impennata significativa tra la fine di febbraio e metà marzo. Una tendenza simile si è registrata anche in altri paesi monitorati da Voxnest, come la Spagna (+16%), e complessivamente in tutta l’area Ue (+21%).
Quanto infine agli argomenti, la religione ha contato su un vero e proprio boom (+1576%), seguita dal self-improvement (+484%), dal marketing (+434%), dall’arte (+347%) e dalla categoria “kids & family” (+325%).

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…E HIT MUSICALI IN FLESSIONE

Per capire come l’emergenza coronavirus stia influenzando le modalità di ascolto delle persone, sarà utile citare un’analisi realizzata da Quartz sui dati che provengono da Spotify e riferiti alle ultime settimane. Ne emerge, con riferimento alla musica in streaming, che nella settimana del 17 marzo l’ascolto delle 200 canzoni più popolari sulla piattaforma è diminuito del 23% rispetto alla settimana precedente, quando ancora non era stato disposto il lockdown, entrato in vigore il 9 marzo.
Tendenza confermata da Music Business Worldwide, che puntualizza come l'ascolto settimanale delle 200 canzoni più popolari su Spotify è sceso da 109 milioni di riproduzioni nel periodo 28 febbraio-6 marzo ai 95 milioni del 7-13 marzo.

NON SOLO CORONAVIRUS

La crescita dell’audience dei podcast, in ogni caso, non può essere attribuita soltanto all’emergenza Covid-19. A testimoniarlo sono i dati che Nielsen ha pubblicato il 26 febbraio, quando le misure di contenimento del virus non erano ancora scattate, e che si riferiscono al mercato degli Stati Uniti, ma possono rappresentare una cartina al tornasole del fenomeno su scala globale.
Nel rapporto si legge che, nelle abitudini di ascolto, i podcast stanno conquistando nuovi spazi, senza erodere ad esempio quelli normalmente dedicati alla radio o alla musica in streaming: analizzando i numeri, si rileva che 3,6 milioni di americani sono passati negli ultimi 12 mesi dall’ascolto occasionale all’ascolto quotidiano di podcast, contribuendo a un aumento del 10% degli episodi ascoltati, mentre l’audience è cresciuta complessivamente del 20%, con un tasso destinato a raddoppiare entro il 2023.
Analizzando i fattori che possono contribuire a questa crescita c’è un ascolto sempre più assiduo in mobilità tramite gli smartphone, durante il tempo libero ma anche al lavoro e in casa.

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Un fenomeno potrebbe infine contribuire in maniera decisiva per il futuro, secondo Nielsen, a una ulteriore diffusione dei podcast: gli smart speaker, che stanno prendendo piede su scala globale e si presentano come una nuova opportunità ancora tutta da sfruttare.