Sorgenia
cerca
Accedi accedi

La scienza è per tutti, deve essere accessibile

  1. Home
  2. Life
  3. La scienza è per tutti, deve essere accessibile

Serena Mizzan, presidente dell’Immaginario Scientifico di Trieste, spiega l’adesione al “Manifesto della comunicazione non ostile per la scienza” di Parole O_Stili

Per una realtà che fonda la sua esistenza sull’obiettivo che la scienza sia di tutti e per tutti, il linguaggio e la comunicazione sono fondamentali. Verso i ragazzi e verso gli adulti. Per recuperare un gap digitale che può sancire, se non affrontato correttamente, l’incomunicabilità tra le nuove generazioni e quelle dei loro genitori. In questo percorso il linguaggio non è una componente secondaria, ma il terreno comune su cui si basano la scoperta e l’esperienza. Così l’Immaginario Scientifico di Trieste, ha deciso di collaborare alla stesura e di aderire al “Manifesto della comunicazione non ostile per la scienza” promosso da Parole O_Stili.

L’Immaginario Scientifico, nato da un’idea del fisico Paolo Budinich, padre del sistema scientifico triestino, si ispira all’Exploratorium di San Francisco e accoglie in un anno 40mila studenti per dimostrare loro che ci si può divertire ed emozionare con la scienza. Presidente dell’Immaginario Scientifico è Serena Mizzan, che nell’intervista spiega l’importanza di questo Manifesto nel contesto della divulgazione scientifica.

“La nostra missione è esprimere concetti complessi con parole semplici ma corrette. Perché tanto più si ha consapevolezza, tanto più si è liberi e capaci di decidere”. Serena Mizzan

Come nasce l’esigenza di collaborare con Parole O_Stili per stilare il Manifesto di comunicazione non ostile per la Scienza?

Il tema del rifiuto delle espressioni violente sul web riguarda i ragazzi - che sono il nostro pubblico privilegiato - ma anche la modalità con cui si esprime chi parla di scienza. Gli scienziati infatti spesso usano “parole ostili”, che non permettono alle persone di capire.
La nostra scelta, invece, è quella di esprimere concetti complessi con parole semplici ma corrette: la parola è il mezzo di comunicazione centrale in questo ragionamento. Il fatto di essere coerenti rispetto a un manifesto “etico" è fondamentale: spesso per essere ostili non c’è bisogno di essere violenti, basta essere inaccessibili, o falsamente divulgativi, o scorretti.

 

Quali sono le parti più importanti del Manifesto dal vostro punto di vista?

Il primo punto è centrale, “Virtuale è reale” è un concetto chiave della nostra vision. Quando si parla di scienza, nessuno si deve nascondere dietro a uno schermo o a una tastiera per dire cose che non sarebbe disposto a dire davanti a un congresso scientifico.
E poi ritengo centrale il quinto punto, “Le parole sono un ponte”, perché è perfettamente aderente alla nostra mission di fare in modo che la scienza sia di tutti e per tutti. Il nostro fondatore Paolo Budinich in tutta la sua vita ha voluto usare la scienza per far comunicare i popoli a Est e a Ovest della cortina di ferro e a Nord e a Sud del mondo.

 

Ogni giorno avete a che fare con i bambini e i ragazzi delle scuole. Cosa fate per aiutarli a orientarsi nell’online e a comunicare nel modo migliore? 

Un esempio è il laboratorio che si chiama “Vero o falso”: poniamo una domanda di scienza ai ragazzi, diamo loro la password del Wi-Fi e nessuna indicazione: avranno mezz’ora per trovare una risposta e mettersi d’accordo. Dopo un po’ interveniamo anche in videoconferenza con esperti sul tema specifico, per spiegare come sia importante scegliere la fonte. Perché di fronte alla scienza la pagina Facebook di un pur caro amico non è la stessa cosa che l’Home Page di Nature, e spesso questo ai ragazzi non è chiaro. Cerchiamo di spiegare che non è corretto prendere la prima riga dei risultati di ricerca di Google, che potrebbe riportare la risposta più eclatante, più “cliccata”, ma non la più corretta.

 

E per la comunicazione tra i ragazzi?

In questo caso sono fondamentali le attività di laboratorio, che non sono frontali, ma informali. Diamo loro dei materiali e chiediamo di risolvere un problema pratico. Per riuscirci dovranno imparare a parlare tra di loro senza aggredirsi, a spiegarsi correttamente, ad ascoltarsi, a cooperare. Non ci sarà un vincitore, ma lo scopo è di imparare a lavorare insieme: per farlo si devono trasferire e recepire conoscenza e competenza, di persona. Poi, dal momento che il virtuale è reale, utilizzeranno lo stesso metodo anche su Internet. Quello che notiamo è che spesso i problemi nascono dalla comunicazione di persona, e non da quella via Web.

 IS_AttivitaDidattiche.jpg

Attività didattiche
bambini in aula seguono con attenzione la spiegazione della docente.

Qual è il legame tra scienza e democrazia?

Sta essenzialmente nel dare alle persone gli strumenti culturali per farsi un’opinione e poi prendere una decisione: si chiama cittadinanza scientifica. Tanto più si ha consapevolezza, tanto più si è liberi. L’importante non è credere, ma capire, dimostrare: è uno dei mantra dell’Exploratorium di San Francisco, dove la prima sezione è dedicata alle illusioni ottiche. Anche noi lo abbiamo fatto, per trasmettere il concetto che non bisogna mai fidarsi, ma si deve verificare tutto.  Se qualcuno dice che la terra è piatta, lo dimostri, ci faccia vedere gli spigoli.

 

Quali sono le differenze generazionali quando si parla di comunicazione digitale?

La nostra generazione, quella dei migranti digitali, ha completamente sbagliato l’approccio educativo verso le generazioni successive. Dobbiamo essere capaci di fare in modo che le nuove generazioni prendano il buono dalle tecnologie, superando i nostri pregiudizi. Se una famiglia non consente a un ragazzo di utilizzare il computer o di giocare ai videogiochi, considero questo fatto una sciagura. Perché un giovane che gioca con il computer per un tempo ragionevole e in modo sereno, acquisisce un’enorme quantità di saperi e competenze che saranno fondamentali nella sua vita: anche chi vorrà fare l’idraulico avrà in mano un tablet. Se la scuola calca la mano sulla proibizione, crea una distanza tra la vita quotidiana e la parte più divertente della vita dei ragazzi che, nella loro considerazione, rende la scuola inutile. In tutto questo, il “Manifesto della comunicazione non ostile per la scienza” è importante perché ci aiuta a comprendere e a condividere una modalità attenta e corretta di comunicazione.