Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Moda in spiaggia: è l’estate dei costumi ecosostenibili

  1. Home
  2. What's next
  3. Moda in spiaggia: è l’estate dei costumi ecosostenibili

Che si tratti del nylon rigenerato Econyl, di cotone organico o di fibre riciclate, cresce l’attenzione verso i tessuti che allo stile riescono a unire anche il rispetto per l’ambiente

Bikini o intero, purché sia ecosostenibile. Man mano che cresce l’attenzione per il rispetto dell’ambiente sono sempre di più le startup e i brand che propongono nelle loro collezioni per la moda mare costumi da bagno che mettono al primo posto la sostenibilità, grazie all’utilizzo di materiali provenienti dal riciclo, o prodotti “a emissioni zero”. Ovviamente senza rinunciare allo stile e all’eleganza, ma coniugando questo aspetto con il rispetto per la natura. A dimostrazione del fatto che unire etica ed estetica è possibile. Ma come? Ad esempio grazie a una nuova generazione di tessuti che utilizzano materiali riciclati, a partire dalle plastiche, e al cotone organico, riducendo quindi al minimo il consumo di acqua e le emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

ragazze-costumi-da-bagno.jpg

L’ESTATE DELL’ECONYL

Tra i materiali più utilizzati nell’estate 2020 c’è l’Econyl, ossia il nylon rigenerato, una fibra che ha le stesse qualità di un filo di nylon da fonte vergine, ma che però ha il valore aggiunto di essere un prodotto di trasformazione che proviene dai rifiuti. Si tratta di un tessuto che è già stato scelto da diverse case di moda e aziende specializzate in abbigliamento sportivo, per la realizzazione di abiti, borse, costumi da bagno, abbigliamento tecnico.

Tra i brand che realizzano costumi da bagno in Econyl c’è la casa britannica Flykini, la neonata azienda ghanese Vivi-Kini, la casa di moda francese Ange des mers creata da Virginie Bernard, il brand specializzato in costumi da bagno per bambini Salty Beasts.
Non mancano poi i marchi che hanno fatto delle loro scelte di sostenibilità un tratto distintivo per affermarsi sul mercato, come nel caso di LoveOcean, società texana di Austin, che si è data proprio l’obiettivo di produrre costumi da bagno sostenibili e prodotti eticamente. Sulla stessa linea la produzione di August society, con base a Singapore, e B| The beach brand, che ha adottato il claim “If it’s good for the planet, it’s good for your soul”. L’azienda Balinese Main design, inoltre, utilizza l’Econyl per produrre bikini pensati appositamente per il surf.

EMERSUM: LA STARTUP MADE IN ITALY CHE RICICLA LA PLASTICA DELLE BOTTIGLIE

Tra le novità più interessanti del 2020 c’è quella che viene da Emersum, la startup innovativa nata con l’obiettivo di realizzare bikini utilizzando una microfibra derivata da filo riciclato dalle bottiglie di PET. Per realizzare un costume da bagno secondo la tecnica messa a punto da Emersum, servono undici bottigliette di plastica da mezzo litro - o sei bottiglie grandi - per un processo di produzione che consente di risparmiare il 94,6 dell’acqua rispetto a quella necessaria con i metodi tradizionali, e di abbattere del 31,9% le emissioni di CO2.

Dopo due anni di ricerca Emersum ha così messo a punto un prodotto interamente made in Italy, realizzato utilizzando plastica riciclata in Italia. Tessitura, finissaggio e stampa vengono realizzati nel distretto di Como, mentre della cucitura e del design si occupano aziende distribuite tra il Lazio e la Lombardia. Tutti i prodotti della startup sono certificati con lo standard 100 Oeko Tex, sistema di controllo e certificazione indipendente, uniforme a livello internazionale per le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti del settore tessile.

I BRAND ITALIANI CHE SCOMMETTONO SUI COSTUMI GREEN

Tra i marchi specializzati in beachwear che propongono costumi ecosostenibili c’è Isole e Vulcani, casa che ha alle spalle una storia iniziata nel 1989. Per l’estate 2020 propone costumi da bagno in fibra naturale senza cuciture disegnati da Daniela Fadda, in cotone organico 100% certificato Gots oltre che completamente made in Italy lungo tutta la filiera.

Simile la filosofia di Repainted beachwear, che per i propri costumi da bagno ha l’ambizione di far andare di pari passo la tradizione sartoriale e la sostenibilità, utilizzando lycra italiana rigenerata che si ottiene dalla lavorazione di materiali di scarto raccolti in mare, come i tessuti plastici di alcuni rifiuti, delle reti da pesca e delle boe.

Dedicata alle surfiste la produzione di Adalù, casa fondata proprio da un’appassionata delle tavole, Valeria Donati, che ha voluto portare il made in Italy anche nel campo dei costumi pensati per questo genere di attività, privilegiando nella scelta dei tessuti tecnici quelli che rispettano la natura e provengono dal riciclo.

Trovano invece la loro prima ispirazione in Sardegna i costumi da bagno di Balajanas, casa fondata da Anna Matta proprio in ottica green: i costumi vengono messi su mercato in serie limitate e vengono confezionati con materiali ottenuti dal riciclo di fibre di plastica raccolte in mare.

100% made in Italy anche le creazioni per la moda mare di Undswim, che utilizzano Lycra derivata da plastica recuperata negli oceani e riciclata in Italia: i costumi vengono prodotti tra Como, Bergamo e Rimini utilizzando fornitori che si impegnano sull’efficienza idrica, sull’utilizzo di energie rinnovabili, sulla gestione dei rifiuti e sulle basse emissioni di CO2. Seguendo una linea di comportamento che si sta facendo largo negli ultimi anni, anche Undswim non lancia collezioni stagionali, per consentire una durata maggiore ai costumi grazie a un design essenziale e minimalista.

Punta sulla sostenibilità anche Soseaty, che per i costumi da uomo utilizza il 100% di poliestere riciclato e per quelli da donna il 65% di Econyl. Il brand si impegna inoltre a utilizzare impianti di produzioni che siano a meno di 300km di distanza dalla sede dell’azienda, e sceglie per gli imballaggi fino ai sacchetti per la spedizione il cartone riciclato, impegnandosi a compensare le emissioni di ogni singolo recapito.

coppia-mare-costumi-sostenibili.jpg

I MARCHI INTERNAZIONALI

Che l’ecosostenibilità non sia più una scelta di nicchia e che abbia sfondato anche negli ambienti più autorevoli del mondo della moda lo testimonia anche il fatto che i costumi da bagno “attenti alla natura” sono riusciti a ritagliarsi la propria visibilità anche su vetrine di primo piano come quella di Vogue. Il mensile faro di punta per il fashion ha dedicato, infatti, un approfondimento proprio agli stilisti che hanno scelto per le loro proposte materiali provenienti dal riciclo o prodotti rispettando l’ambiente, come nel caso del cotone organico. Tra i brand citati dalla versione italiana della rivista di moda ci sono Stay Wild, brand creato da Natalie Glaze insieme a Zanna Van Dijk, Lido, linea ideata da Daria Stankiewicz e ispirata al Lido di Venezia, Chimborazo Milano, brand interamente made in Italy di Francesco Rubini che prende il nome dal vulcano più grande dell’Ecuador, e che dona una percentuale del fatturato a sostegno dei ricercatori per la salvaguardia del pianeta e delle aree marine protette italiane. Tra gli altri brand citati dalla rivista compaiono poi All sisters di Patricia e Alba Caballero, che utilizza tessuti Oeko tex, Léa the Label, che ha scelto l’Econyl per le proprie creazioni, Und Swimwear, creata a Bologna da Margherita Bojola e Giada Fratini, che hanno scelto la Lycra eco-sostenibile e il tulle certificato Oeko Tex, la casa californiana Anemone, creata da Joshua Shaub e Lauren Arapage a Los Angeles, Ozero, brand creato a Kuala Lumpur da Elena Cheurina, Onne swimwear, brand creato nel 2017 dalla creativa Gisela Cid, e la casa ucraina U-R-So, nata dalla creatività di tre ragazze appassionate di costumi da bagno.