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Il podcast che racconta le scrittrici degli ultimi 60 anni

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La questione di genere tocca anche la letteratura? Ne sono convinte tre ragazze che, con il progetto Mis(S)conosciute, raccontano le opere di scrittrici potenti e visionarie, ma spesso considerate marginali

“Vorremmo dare un contributo all’abbattimento del soffitto di cristallo che impedisce a tante scrittrici di oggi e di ieri di emergere”. Questo è l’obiettivo del podcast “Mis(S)conosciute - Scrittrici tra parentesi”, progetto che unisce tre giovani ragazze, amiche e attente lettrici.
Si tratta a tutti gli effetti di un progetto che rivendica la parità di genere. Il podcast, infatti, racconta le vite, le visioni e le parole di scrittrici e poetesse degli ultimi 60 anni, ma al tempo stesso rivela come anche nella letteratura, le donne subiscono una forma di discriminazione. Come se le loro parole siano di secondo livello e pertanto possano essere trascurate, non tradotte e non insegnate nelle scuole.
Le Mis(S)conosciute sono, ad esempio, l'attivista anglo-egiziana Ahdaf Soueif e Sarah Kane, che ci ha lasciato uno dei più grandi repertori teatrali contemporanei, come la sua ultima opera – che scrisse prima di suicidarsi - “Psicosi delle 4.48”.
Togliamo dall'anonimato letterario queste scrittrici, perché le loro visioni – se pur spesso difficili, amare - meritano di raggiungere tutti e tutte. Perché questo è il ruolo della parola: raggiungere, oltrepassare, lasciando sempre una piccola parte di sé in chi legge con attenzione.

Come nasce la vostra idea: qual era la vostra esigenza?

L’idea di scrivere e auto-produrre il podcast accompagnato da un blog nasce da un’amicizia, quella tra noi tre - autrici e voci del progetto - e dalla volontà che abbiamo in comune di ritagliarci uno spazio di libertà e di espressione personale in cui dedicarci a ciò che ci piace e ci interessa. L’obiettivo è quello di concentrarci sul racconto di scrittrici poco note ma portatrici di poetiche e visioni di grande suggestione e potenza degli ultimi 60 anni, alcune che amiamo e conosciamo e altre che stiamo leggendo e scoprendo.
Vorremmo creare una biblioteca audio ideale in cui alla scrittura delle donne viene assegnato il giusto riconoscimento, accompagnando i nostri ascoltatori e ascoltatrici a leggere e a rileggere queste voci dimenticate e trascurate, perché è innegabile che la questione di genere sia anche in letteratura un tema scottante e urgente. Non è un caso che nei programmi ministeriali per il concorso per docenti di italiano tra gli autori di letteratura italiana di cui è richiesta la conoscenza ci sia solo una donna, Elsa Morante.

Chi sono le tre ragazze che sono dietro al progetto: di cosa vi occupate e cosa vi lega?

Siamo Giulia Morelli, Silvia Scognamiglio e Maria Lucia Schito. Siamo colleghe e professioniste del settore audiovisivo: lavoriamo come autrici, audio e video producer e social media manager. Conoscendoci meglio, abbiamo scoperto di essere tutte e tre avide lettrici e ascoltatrici di podcast, così abbiamo deciso di mettere insieme le forze e dar vita a un progetto culturale e femminista, produttivamente “leggero” da realizzare: il podcast ci è sembrata la forma naturale per la quale optare.

La vostra idea nasce dal voler raccontare storie di scrittrici non proprio mainstream, perché le chiamate "scrittrici tra parentesi"?

Le scrittrici che abbiamo raccontato nei primi tre episodi pubblicati sono Ahdaf Soueif, Sarah Kane e Ingeborg Bachmann; in cantiere abbiamo una puntata su Elizabeth Smart e una su Fabrizia Ramondino e in mente ne abbiamo varie decine su altre scrittrici italiane e internazionali. Quanti lettori conoscono le scrittrici che abbiamo citato o le hanno anche solo sentite nominare? Quanti le hanno lette? La risposta pensiamo sia: pochissimi.
Le nostre sono “scrittrici tra parentesi” perché sono percepite - soprattutto in quanto donne prima ancora che come artiste - come “trascurabili”, non fondamentali nella storia della letteratura. Insomma, poco rilevanti come tutto ciò che normalmente è messo tra parentesi in un testo. Nonostante siano tutte autrici straordinarie, dal punto di vista della scrittura e della generazione di immaginari, in quanto artiste femmine sono discriminate, più o meno consciamente, dal canone che è prettamente, tradizionalmente, maschile.

Noi vorremmo tirarle fuori dalle parentesi, farle conoscere e leggere, presentare ai nostri ascoltatori l’altra faccia della storia della letteratura, l’altro sguardo sulla realtà, le altre parole che l’hanno espressa, quelle delle scrittrici, perché non valgono meno, non sono meno importanti, non hanno generato meno rivoluzioni nei contenuti e nello stile rispetto ai colleghi uomini, anzi.

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Cosa volete raccontare di queste scrittrici?

Vogliamo raccontare le loro scritture non limitandoci a narrare solo romanziere e poetesse ma anche sceneggiatrici, drammaturghe e fumettiste; far emergere le loro storie personali - che spesso rivelano le motivazioni storiche e sociali che le hanno trattenute nell’ombra - e soprattutto le atmosfere che pervadono i loro testi letterari. Vogliamo raccontarle come donne e come artiste, ponendo l’accento sulle caratteristiche della loro scrittura che hanno marcato uno scarto, una differenza non ignorabile nel panorama della letteratura mondiale.

Come strutturate le puntate del podcast?

La struttura cambia da un episodio all’altro, in funzione dei temi che vogliamo approfondire e far emergere rispetto alla scrittrice oggetto della nostra attenzione.
Al racconto, scandito dall’alternanza delle nostre tre voci, di biografie e opere si alternano letture delle opere stesse, il tutto immerso in un’atmosfera sonora che restituisca immaginari e temi delle autrici. Cerchiamo di curare in modo particolare l’editing e il sound-design, fedeli all’adagio che il podcast è “un film per le orecchie”. Il nostro progetto è auto-prodotto e quindi abbastanza “casalingo” dal punto di vista realizzativo, ma cerchiamo di confezionare un prodotto il più professionale possibile e puntiamo a crescere e migliorare sempre di più.

In questo periodo di emergenza come vi muoverete?

Adesso, in tempo di quarantena, stiamo pensando di registrare una puntata un po’ rough, grezza, realizzata a distanza con mezzi di fortuna, per accompagnare i nostri ascoltatori anche in questo momento così complicato per tutti.

Cosa lega tra loro le scrittrici che scegliete?

Le scrittrici che abbiamo scelto e raccontato e quelle che racconteremo prossimamente sono autrici molto diverse tra loro, per età, estrazione sociale, provenienza, generi e stili di scrittura entro i quali si sono mosse, vicende biografiche. In comune hanno, a dire il vero, poco se non il fatto di essere voci innovative e degne di essere ascoltate ma che fino ad oggi in Italia sono state poco (o per nulla) pubblicate, tradotte e lette.
Le nostre Mis(S)conosciute sono autrici che hanno lasciato un segno la cui importanza non è stata però giustamente riconosciuta, valorizzata. Queste autrici hanno spalancato universi letterari nuovi, hanno raccontato le loro realtà, i loro immaginari in forme letterarie rinnovate, reinventate, inusitate per esprimere un mondo che prima di loro non aveva mai trovato spazio all’interno di un canone esclusivamente maschile.

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La scrittrice Ahdaf Soueif in una illustrazione di Monica Lasagni.

Qual è il vostro pubblico ideale?

Non abbiamo mai pensato ad un pubblico ideale di riferimento. Pensiamo che molti dei nostri ascoltatori - anche se noi abbiamo prevalentemente ascoltatrici, a riprova di quanto ancora sia coriaceo il pregiudizio che la letteratura scritta da donne sia destinata solo a lettrici donne e quindi sempre e fatalmente equiparata al “romanzo rosa” - siano lettori abituali, amanti della letteratura aperti e curiosi verso nuove scoperte. Ci piacerebbe che le nostre Mis(S)conosciute invogliassero i nostri ascoltatori a leggere le opere di queste scrittrici, a partecipare della loro visione e a diffondere la loro conoscenza. Segretamente speriamo che il nostro podcast possa arrivare anche a tanti uomini portandoli a leggere le autrici che raccontiamo, per superare il pregiudizio di cui sopra, per creare uno spazio fecondo in cui la differenza diventi ricchezza e non discriminazione: la letteratura, tutta, ne avrebbe davvero tanto bisogno e, ovviamente, anche la società intera.

Collaborano al progetto: l’illustratrice Monica Lasagni (@monicatrequarti), gli attori Lorenzo Cerrone e Alessandra Masi, il musicista Marco Bosco e gli SHIJO X, autori della sigla.