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Efficienza e innovazione: ecco come nascono le Smart cities europee

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Dall’Itre la prima mappa ufficiale delle città intelligenti del Vecchio Continente, che definisce gli obiettivi comuni. Tra i Paesi più sostenibili c’è anche l’Italia

Efficienza energetica, innovazione tecnologica e mobilità sostenibile. Sono questi gli ingredienti per rendere le città europee più intelligenti. La ricetta arriva direttamente dal Comitato europarlamentare per l’Energia e la Ricerca (Itre), che ha recentemente pubblicato la prima mappa ufficiale delle Smart cities del Vecchio Continente: nel report sono contenuti gli obiettivi comuni, i successi raggiunti e i progetti già avviati dalle metropoli dei Paesi membri alle prese con la rivoluzione sostenibile.

Il documento, dal titolo “Mapping Smart cities in Eu”, sarà punto di partenza per tracciare una strada comune da seguire per la definizione del concetto di città intelligente, passando attraverso il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla strategia Europe 2020. Si tratta, secondo gli esperti della Commissione, di centri che affrontano i problemi di carattere pubblico puntando sull’uso dell’Itc e sulla base di una partnership multi-stakeholder. Un fenomeno, questo, che sta prendendo sempre più piede negli stati dell’Unione: il 90% di questi è impegnato infatti in iniziative che riguardano l’occupazione, lo sviluppo, il risparmio energetico e il rilancio dell’economia attraverso la sostenibilità delle attività industriali.

Sono Amsterdam, Barcellona, Copenaghen, Helsinki, Manchester e Vienna le città che hanno raggiunto i risultati migliori in materia. Ma come si configura mediamente una Smart city europea? Le analisi sono state condotte prendendo in considerazione tre diverse tipologie di agglomerati urbani suddivisi in base al numero degli abitanti, tra i 100 mila e i 500 mila residenti, e mettendole in relazione alle 6 caratteristiche che identificano potenzialmente una città intelligente. Si tratta di smart living, smart people, smart environment, smart governance, smart mobility e smart economy.

I risultati sono stati imprevedibili. I centri intelligenti del Vecchio Continente sarebbero tendenzialmente piccoli. Tra i provvedimenti più urgenti messi in atto ci sono quelli relativi all’ambiente e alla mobilità sostenibile, presenti nel 33% di questi. Attualmente, su un campione di 50 Smart cities, più di due terzi sono ancora in fase di progettazione. Nella maggior parte dei casi, i programmi sono finanziati con varietà di fondi ed implicano una collaborazione attiva tra pubblico e privato. Il mix più equilibrato è nel settore dell’energia e dei cambiamenti climatici.

I paesi con il maggior numero di Smart cities sono il Regno Unito, la Spagna e l’Italia. Tuttavia, la loro distribuzione risulta frammentata e diseguale tra i vari Stati. Cinque sono, infine, i settori che Bruxelles considera fondamentali per la crescita e lo sviluppo sostenibili e che definiscono la strategia vincente per uscire dalla crisi. Tra questi ci sono proprio occupazione, innovazione, energia, istruzione, povertà ed emarginazione

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