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Eco-innovazione: ecco la strada per la crescita del PIL e dell’occupazione

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Il Ministro dell’Ambiente Galletti e Edo Ronchi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile si sono confrontati sui vantaggi della green economy: fondi europei e fiscalità ambientale i nodi principali

Si è parlato di green economy ed eco-innovazione al Meeting di Primavera 2015 organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile a Roma.

 

Per il presidente Edo Ronchi “si tratta di un traino fondamentale per la crescita del PIL e per l’occupazione. Lo prova anche uno studio della Commissione Europea che ha individuato i cinque paesi leader dell’eco-innovazione: Germania, Svezia, Danimarca, Regno Unito e Olanda. Si tratta di aree in cui è in crescita la domanda interna e la competitività delle imprese, con un tasso di disoccupazione più basso della media UE.

 

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Non a caso i fondi che l’Unione Europea ha messo a disposizione per l’avvio e il rafforzamento delle filiere produttive verdi sono consistenti: fino a 50 miliardi di euro l’anno. Notevoli sono tra l’altro proprio le risorse dedicate ai cinque SIE (Fondi strutturali e di investimento) per l’Italia.

 

È intervenuto al meeting anche il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, che ha sottolineato come bastino le risorse economiche per spingere le imprese italiane all’eco-innovazione. “Bisogna prima di tutto abbattere le barriere burocratiche e stabilire regole semplici e certe – ha spiegato Galletti – oltre a favorire una riforma fiscale ecologica che riduca il prelievo sul lavoro e lo sposti sui consumi inquinanti e sulle emissioni”.

 

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