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Dal vento un quinto dell’elettricità mondiale

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La roadmap per il 2050 dell’Agenzia internazionale per l’energia: migliorare le tecnologie on e off shore per tagliare 4,8 gigatonnellate di CO2

Entro il 2050 quasi un quinto dell’elettricità mondiale potrebbe essere prodotto nei parchi eolici. A dirlo è l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) nel report “Technology Roadmap Wind energy 2013”: oltre ai gigawatt da fonte eolica, che nei prossimi anni si auspica saranno decuplicati, aumenteranno anche gli investimenti. Leader mondiale annunciato, infine, sarà la Cina.

 

Oggi i parchi eolici contano per circa il 2,6% dell’energia generata a livello mondiale, contro il 18% della roadmap disegnata dall’Aie per il 2050. In particolare l’eolico off-shore rimane una tecnica costosa e complessa, ma con grandi potenzialità se si riusciranno a ridurre i costi del 25-45% entro il 2050. Secondo gli analisti dell’Aie sarà il perfezionamento tecnologico la principale chiave di volta di questa auspicata rivoluzione energetica: turbine più grandi ma allo stesso tempo leggere e pale dalla capacità potenziata per produrre più energia e in modo costante.

 

Ma la via del progresso non è senza ostacoli: fonti di finanziamento e policy pubbliche sono solo alcuni degli elementi che possono decretare il successo o l’insuccesso della roadmap verso il 2050. In particolare le infrastrutture di rete necessitano di miglioramenti strutturali. Altro tallone d’Achille dei parchi eolici è la variabilità delle condizioni meteorologiche in assenza di una adeguata gestione delle previsioni.

 

Oggi ci sono Paesi europei che sono in grado di estrarre dal vento circa un quarto dell’energia elettrica necessaria a coprire il fabbisogno nazionale. In alcuni Stati come il Brasile l’eolico sta già vivendo una spinta maggiore rispetto alle alternative fossili, grazie alle garanzie che offre contro possibili incrementi nel prezzo dei combustibili.

 

Lo sviluppo dei parchi eolici, infine, avrà importanti ricadute positive sull’ambiente: entro il 2050 potrebbero essere 4,8 le gigatonnellate di CO2 risparmiate ogni anno: più del totale delle attuali emissioni dell’Ue.