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Change management: portare il cambiamento nelle imprese

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Adattarsi ai mutamenti sempre più repentini della società è essenziale per la sopravvivenza delle aziende. Tra strategie e pianificazioni, ecco alcuni spunti utili

Rapidità, dinamismo e competizione globale sono tra le costanti che regolano un mercato sempre più difficile per le aziende. Un buon manager sa che il cambiamento costante e ponderato è la chiave di lettura per le sfide che si pongono sempre più spesso non solo alle grandi imprese, ma anche alle pmi. Che si tratti di aziende, società, partiti politici o pubblica amministrazione, il change management è l'approccio consigliato non solo per aderire nel modo più congeniale e utile ai mutamenti (sociali, culturali, politici, economici) in atto, ma per farsi promotori di un cambiamento radicale che porti da uno stato attuale di cose ad uno desiderato.

 

RESISTENZA E CAMBIAMENTO

La resistenza al cambiamento è insita, fisiologica in gran parte degli esseri umani (in linea con il principio di conservazione della specie) e si traduce allo stesso modo nella gestione di un'impresa. Già nel 1974 Donald Schön, partendo da questo principio, parlava di conservatorismo dinamico che portava le organizzazione ad affrontare i cambiamenti sempre più frequenti, per poter sopravvivere grazie alla flessibilità. Allo stesso modo venti anni prima Kurt Lewin proponeva i tre stadi della transizione per spiegare come avviene il cambiamento a livello individuale: ad una iniziale fase di “scongelamento” dei frame interpretativi che regolano la nostra visione del mondo e il nostro comportamento, segue una fase di transizione fatta di confusione e provvisorietà, che porta alla terza fase di “ricongelamento” in nuove cornici interpretative e modi di vivere e affrontare la realtà.

 

PAROLA CHIAVE: TRANSIZIONE

Secondo la definizione del centro internazionale per la formazione Prosci, il change management è l'applicazione di principi ed idee provenienti da ambiti differenti, dall'economia all'ingegneria, dalla psicologia alla sociologia. L'evoluzione del corpus teorico alla base del change management si è evoluto a seconda dei cambiamenti in corso nell'economia, nella comunicazione: un trend sicuramente positivo e termometro della società in cui si vive, ma che obbliga le aziende ad un aggiornamento costante. La parola chiave, in questi casi, è transizione: passare da punto A nel quale si trova l'azienda ad un punto B che significa nuove opportunità, nuovo assetto organizzativo, cambiamento di prospettiva.

 

L'OSSERVATORIO DI ASSOCHANGE

Semplicemente una questione di cambiamento? Assolutamente no. A dicembre 2014 Assochange, associazione italiana che promuove la diffusione del change management, ha pubblicato il primo Osservatorio sul tema, con un report strutturato a partire da un questionario somministrato a 100 aziende (soprattutto multinazionali). I risultati, in breve, consegnano l'idea di molte imprese italiane consapevoli dell'importanza del cambiamento, ma impreparate sulle politiche di implementazione.

Oltre un terzo delle intervistate non destina un budget apposito al change management, non coinvolge il settore della comunicazione nei piani strategici e soprattutto non dà il giusto spazio ad una pianificazione attenta, scontando una logica verticale basata sul supporto e l'approvazione dei top management. Inoltre circa il 62% degli intervistati ammette che destinerà risorse a questo tipo di iniziative in futuro, riconoscendo come punti deboli la scarsa cultura al cambiamento e alla comunicazione all'interno dell'azienda in un'ottica bottom-up che preveda anche monitoraggio continuo delle prestazioni e maggiore coinvolgimento dei dipendenti.

 

I SEI FONDAMENTALI DEL CHANGE MANAGEMENT

Queste sono alcune delle principali mosse che caratterizzano un piano di change management, che ovviamente variano a seconda dell'organizzazione in questione, ma secondo Assochange si possono individuare sei fondamentali nella gestione del cambiamento:

  • Predisporre un team dedicato;

  • Predisporre un budget ad hoc;

  • Sviluppare e implementare delle competenze specifiche per gli obiettivi dell'azienda;

  • Mettere a punto delle metodologie e consolidarle col tempo e l'esperienza;

  • Monitorare e misurare ciò che accade e i risultati conseguiti;

  • Sviluppare una cultura del cambiamento.