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Bosco Verticale, a Milano il grattacielo che diventa foresta

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Parla l'architetto Stefano Boeri, a capo del progetto: un esempio unico di edilizia green, sostenibilità vuol dire anche lavorare con elementi di naturalità

Prendete due torri, una di 120 e l’altra di 80 metri di altezza. Aggiungeteci 21 mila piante e oltre 700 alberi, tutti rigorosamente sviluppati verso l’alto. È questo il cuore del progetto del Bosco Verticale, che sta prendendo forma nell’area di Porta Nuova a Milano e che ha l’obiettivo di rigenerare l’ambiente e la biodiversità urbana, oltre a ridurre i consumi energetici e a favorire la depurazione degli spazi interni attraverso l’assimilazione delle polveri sottili da parte dei vegetali.

 

Si tratta di una innovazione nel campo dell’edilizia green. Il primo esempio di Bosco Verticale, composto da due torri, verrà realizzato ai margini del quartiere Isola della città meneghina, equivalendo ad una superficie boschiva di circa 10 mila metri quadrati. La sua caratteristica più importante è quella di preservare la biodiversità che in essa cresce e si sviluppa, ma anche di ottimizzare, recuperare e produrre energia. Le oltre cento specie di piante presenti, grazie alle loro caratteristiche, producono umidità, assorbono anidride carbonica, producono ossigeno e migliorano il comfort dell’abitare.

 

“L’idea di creare una struttura così nuova è nata nel 2007– ha raccontato ad Energie Sensibili Stefano Boeri, architetto e urbanista di fama internazionale a capo del progetto – Da una riflessione sul contesto urbano e dalla presenza  limitata di varietà di specie diverse abbiamo creato un vero e proprio manifesto che ci ha aiutato, l’anno successivo, a passare dal piano astratto a quello pratico. Più che parlare di sostenibilità, è la biodiversità il tema più importante. Qui, le foglie formeranno delle superfici continue che filtreranno la luce solare nei mesi estivi e d’inverno la lasceranno passare. Inoltre, la presenza di arbusti darà un grande contributo all’assorbimento delle polveri sottili derivanti dal traffico congestionato del centro cittadino”.

 

Entro la primavera del 2014 è previsto il completamento del sistema del sottobosco, mentre all’ inizio del 2015 dovrebbero essere pronti i 110 appartamenti progettati nelle due torri, attorno ai quali il bosco, tenuto in vita da un particolare sistema di irrigazione alimentato da acqua di recupero, formerà un microclima che ne ridurrà i consumi energetici. Tutte le specie vegetali sono state scelte in base al proprio grado di ventosità, cioè di resistenza al vento, e di umidità. Inoltre, una superficie di 500 metri quadrati di panelli solari e sistemi che usufruiscono dell’energia geotermica sono altre delle innovazione ecocompatibile del progetto.

 

“Non ci sono altri esempi del genere nel resto del Pianeta – ha concluso Boeri -. È la presenza costante di alberi posizionati sui vari piani, che a loro volta creano una superficie continua, la vera novità. Investire nel settore green non significa soltanto affidarsi a macchinari di ultima generazione, ma lavorare con elementi di naturalità”.