Progetto M.A.R.E., il diario di bordo di Anna Capuano, Valentina Mercuri e Angelica Orlando

Scritto da Ettore Benigni
Giornalista

La tappa 8 ha portato l’equipaggio da Ostia a Gaeta. Due delle tre ospiti: “È stato importante aver creato un gruppo affiatato e aver avuto l’opportunità di acquisire una nuova consapevolezza sull’importanza dei piccoli comportamenti di ognuno per proteggere il mare”

Nella tappa che ha portato l’equipaggio di Progetto M.A.R.E. da Gaeta a Ostia, con partenza il 25 giugno e arrivo il 28, a bordo del catamarano del centro velico Caprera c’erano tra gli ospiti di Sorgenia Anna Capuano, Valentina Mercuri e Angelica Orlando. Anna è social customer service analyst della digital energy company: “Mi occupo – spiega – della gestione dei clienti che contattano il customer care sui canali digitali, quindi Facebook, Twitter e WhatsApp, e dell’attività di performance analysis & insight generation. Gestisco questi canali da un punto di vista sia qualitativo che quantitativo: l’obiettivo è generare insight utili al miglioramento della customer experience”. Valentina Mercuri è  Business controller per l’area Mercato: “Mi occupo per esempio delle previsioni di breve, medio e lungo termine dei costi – spiega – per acquisire nuovi clienti, per servirli e per mantenerli nella nostra customer base, oltre ai costi di pubblicità e di marketing”. E infine Angelica Orlando, direttore degli affari legali, istituzionali e regolatori.

Di cosa parliamo?

L’unione fa la forza

“È stato veramente bello essere parte di questa squadra, per quattro giorni siamo stati una piccola famiglia. Prima della partenza, oltre a essere entusiasta, temevo di dover condividere spazi e tempo con persone ‘sconosciute’. Invece – sottolinea Anna – mi sono trovata a mio agio con le mie compagne di viaggio e tutto l’equipaggio: si è creato da subito e con tutti un clima di collaborazione ed entusiasmo, abbiamo condiviso bellissimi tramonti, pranzi, ma ci siamo anche confrontate sul nostro lavoro e sulla nostra vita personale”. “È stato bello – aggiunge Valentina – vedere come ogni componente del gruppo si sia impegnato a mettere a fattor comune le proprie competenze, collaborando ed essendo sempre disponibile a partecipare alle attività a bordo”. “L’esperienza a bordo è stata interessante e stimolante – prosegue Anna – Tutti siamo stati coinvolti nelle varie attività: chi preferiva cucinare, chi pulire, altri aiutavano lo skipper nelle manovre per entrare in porto. Non c’erano ruoli assegnati ma ognuno collaborava con piacere ed entusiasmo o si metteva a disposizione in base alle priorità del momento. Siamo stati una macchina ben oliata, eravamo tutti ingranaggi di un sistema che ha funzionato in maniera eccellente: un ottimo lavoro di squadra”.

Lezioni di vela

Per Anna si è trattata della prima esperienza su una barca a vela: “Ho imparato moltissimo – sottolinea – Il capitano ci ha insegnato a fare i nodi principali, a distinguerli e a comprenderne i vari utilizzi. Anche la lezione sui venti e sulla ‘pericolosità’ del mare è stata stimolante: può sembrare semplice guidare un catamarano, ma come in ogni altro ambito è fondamentale conoscere tutti i rischi e i pericoli. Il capitano ci ha dato anche consigli su come navigare rispettando l’ambiente e ci ha raccontato alcune etichette navali, tra cui quella del saluto in mare. E poi la notte passata in randa resterà per sempre nei miei ricordi: svegliarsi e guardare il sole sorgere in mezzo al mare, con la vista spettacolare dei faraglioni di Lucia Rosa e dell’isola di Palmarola, per non parlare del bagno all’alba circondata solo dal rumore delle onde e dei gabbiani”. “Altra esperienza che porterò con me è la navigazione tutta a vele. Il terzo giorno di navigazione, infatti, siamo riusciti a percorre quasi tutto il tratto a vele spiegate, e durante la navigazione il nostro capitano Alberto Radaelli ci ha anche dato delle piccole lezioni di vela insegnandoci i due concetti fondamentali ossia orzare e poggiare”. “Non potevo trovare compagni di viaggio migliori – conclude Anna – ho già nostalgia delle nostre serate passate a parlare e confrontarci, stese sulla rete a prua, mentre guardavamo le stelle”.

L'esperienza scientifica

Ma al di là dell’esperienza di navigazione, nei ricordi di Anna e Valentina è rimasto molto impresso anche il contenuto scientifico della tappa, che definiscono come un “valore aggiunto” di grande importanza, dal campionamento del Dna marino per monitorare lo stato di salute del plancton e verificare la presenza di inquinanti come le miocroplastiche e i metalli, fino ad arrivare a identificare le specie animali passate nelle acque in cui si effettuavano i prelievi. “Prima di iniziare il campionamento – spiega Anna – la biologa marina che era a bordo con noi, Benedetta, ci ha illustrato il progetto, le varie specie animali e di plancton e ci ha spiegato il senso dell’attività di campionamento”. “È stato molto interessante scoprire che con i campionamenti in cui siamo stati impegnati, i vari organismi si riescono a distinguere anche a occhio nudo – prende la parola Valentina – Abbiamo poi partecipato ad un paio di lezioni con la biologa a bordo e ci ha spiegato come il plancton sia alla base della catena alimentare e quanto sia importante per giudicare l’effettiva salute dei nostri mari. Tutti dobbiamo renderci conto degli impatti dell’inquinamento sul nostro ambiente, in particolar modo quello marino. Questa esperienza ci ha aiutato a capire, oltre all’importanza del tema, anche la sua urgenza. Non possiamo più procrastinare”.

Un bagaglio di ricordi e consapevolezze

“Questa esperienza mi ha permesso di entrare in stretto contatto con la natura e di immergermi in una nuova dimensione – prosegue Anna – Sono riuscita a staccare completamente dal caos e dalla fretta quotidiana e ho imparato ad apprezzare i momenti di tranquillità e relax. È stato proprio in queste occasioni che sono nate conversazioni e spunti interessanti sia sulla sostenibilità che su altri temi sociali. Ad esempio, durante un pomeriggio di navigazione, io e le mie compagne di viaggio ci siamo confrontate sulle nostre ultime letture. È stato piacevole consigliarci libri e autori e discutere di temi come femminismo e inclusione. Ognuna di noi infatti aveva punti di vista differenti che ci hanno portato a un dibattito stimolante”. Terminata la tappa, sia Anna sia Valentina hanno riportato a terra una serie di informazioni, emozioni e di sensazioni che rimarranno nel tempo. “Ho sempre pensato di essere una persona attenta all’ambiente – argomenta Valentina – ma mi sono resa conto che ci sono tantissime abitudini che abbiamo e che sono deleterie per l’ambiente. Questa esperienza mi ha lasciato sicuramente una consapevolezza maggiore su questi temi di quanta ne avessi prima di salire a bordo”.
Ma un’esperienza in barca è in grado di insegnare anche molto altro: “In barca è necessario collaborare e darsi da fare, ma il tempo sembra più ‘lento’, non c’è la frenesia della vita quotidiana – dice Anna – Riesci quindi ad apprezzare sia i momenti di silenzio sia quelli di confronto e collaborazione, e a goderti tutta la giornata. Poi impari a non dare per scontate le risorse: l’acqua a bordo è limitata, la corrente pure. Poni molta più attenzione in ogni gesto che compi, anche i più banali come lavare i piatti o caricare un cellulare. Limiti al massimo gli sprechi”.
E infine il bagaglio di emozioni: “Non è banale o scontato condividere cabina, letto, spazi 24/24 con persone sconosciute – conclude Anna – ma poi il legame che si crea è magico, ti senti davvero parte dell’equipaggio e soddisfatta e privilegiata nel contribuire alla riuscita del progetto”.