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Suonare Beethoven e gli U2 con un piatto, un albero o uno skateboard - VIDEO

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La tecnologia di Mooges permette di “suonare” qualsiasi cosa. L’ha brevettata un italiano a Londra, che nel 2017 ha ottenuto 1 milione di sterline

Chi non si è mai improvvisato un vero batterista tamburellando sulla propria scrivania o sul volante della propria auto mentre va in ufficio? Se pensate che la musica, in questi casi, è solo nella vostra testa, un giovane padovano trapiantato a Londra può farvi ricredere, grazie a una tecnologa rivoluzionaria. Lui è Bruno Zamborlin e la sua invenzione si chiama Mogees.

Si tratta di un piccolo sensore in grado di rilevare le vibrazioni emesse dagli oggetti quando vengono colpiti e, collegandosi a un’app specifica, trasformarli in musica.  Se non ci credete, guardate pure il video all’inizio di questo articolo.

L’idea di Zamborlin è piaciuta molto, tanto da fargli ottenere lo scorso anno un finanziamento da 1 milione di sterline (al cambio attuale circa 1.134.000 euro). L’immissione di capitale, al quale ha partecipato anche la nostra Italian Angels for Growth, permetterà a Mogees di espandersi anche al mercato ludico e industriale.

Ma cosa può essere trasformato in uno strumento musicale da Mogees? Semplicemente qualsiasi cosa: un tavolo, una porta, una pentola, una ringhiera, gli occhiali che indossate, la vostra bicicletta o il vostro skateboard, persino l’albero del vostro giardino e le sue foglie. Il limite sembra essere solo la fantasia.

 

MUSICA E MACHINE LEARNING

Mogees non è però un semplice sensore ma è dotato di un’intelligenza artificiale che gli permette essere “istruito” dal proprio utente. Attraverso il cosiddetto machine learnng, quindi,  Mogees può imparare ad  assegnare un determinato suono a un determinato materiale. Dopodiché una serie di app,  sviluppate dalla startup di Londra, permette di utilizzare  questi suoni per creare interi brani musicali assolutamente inediti proprio perché realizzati con strumenti che prima, semplicemente, non esistevano. “È così quindi – ci spiega Zamborlin – che Mogees diventa un meta-strumento, cioè uno strumento per creare nuovi strumenti (musicali)”.

 

OBIETTIVO: DEMOCRATIZZARE LA MUSICA

Bruno Zamborlin, con una laurea in informatica e un dottorato in Tecnologie Musicali, ripete spesso di voler “democratizzare la musica”. Mogees infatti può essere usato da tutti, musicisti, DJ, semplici appassionati e persino bambini. Per questi ultimi ha sviluppato, sull’app principale di Mogees, la divertente modalità “Song”, la quale incorpora  delle melodie “pre-sequenziate” che vengono poi “arrangiate” in tempo reale dall’utente, che decide strumento, timbro e ritmo dell’esecuzione. Un bambino può quindi eseguire  la celebre “Per Elisa” di Beethoven battendo semplicemente una forchetta e un coltello sui fornelli della cucina di casa.

La facilità di Mogees ha portato la giovane startup, attraverso il progetto europeo “Erasmusic”, nelle scuole francesi, spagnole, ceche, finlandesi e olandesi.  Con Mogees i bambini  possono infatti imparare a fare musica e ad apprendere al contempo i primi rudimenti del pensiero computazionale. Un passo (musicale) verso il futuro.

 

UN SUCCESSO ALLA “GUITAR HERO”

Già nel 2013, quando Zamborlin lanciò Mogees per la prima volta, raggiunse il proprio goal di 20mila sterline in appena ventiquattro ore, sostenuto in gran parte da investitori italiani tra cui l’incubatore d’impresa M31 di Padova.  Oggi la startup londinese può vantare l’appoggio di marchi di livello mondiale, tra cui “lo stesso inventore di Guitar Hero – racconta con orgoglio Bruno – che ci ha preso sotto la sua ala annoverandosi tra i nostri distributori USA”.

 

Il sensore di Mogees, acquistabile senza altri accessori anche su Amazon, non costa più di 50 euro e si può subito cominciare a utilizzare grazie a un’intera serie di app gratuite che l’azienda londinese ha sviluppato in base alle skills musicali dell’utente. Che dite, suona bene?