Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Smart City, Italia ancora lontana dalla svolta sostenibile

  1. Home
  2. Life
  3. Smart City, Italia ancora lontana dalla svolta sostenibile

Secondo uno studio del Politecnico di Milano il nostro Paese avrebbe grandi potenzialità, poco sfruttate a causa dei bassi investimenti e da un modello di sviluppo errato

Nel processo di costruzione delle Smart City l'Italia è ancora indietro rispetto alla maggioranza dei Paesi europei a causa degli investimenti insufficienti e dalla burocrazia. È quanto emerge dal report pubblicato dall'Energy Strategy Group del Politecnico di Milano, che ha messo in luce le potenzialità e i limiti del Belpaese. 

 

MERCATO TEORICO E ATTESO 

Il mercato teorico delle Smart City italiane ammonta a 65 miliardi di euro, una cifra che però risulta più di sette volte superiore agli investimenti effettivi realizzati fino a oggi. Tuttavia, entro il 2020 il giro d'affari potrebbe raggiungere la quota di 10 miliardi di euro, con una media di finanziamenti pari a circa 2 miliardi di euro annui nel prossimo quinquennio, una progressione doppia rispetto al ritmo di un miliardo tenuto nel corso degli ultimi anni. 

Secondo gli esperti del settore, le tecnologie alle quali è associato il maggior potenziale atteso sono quelle per l'efficienza energetica (45%) e il teleriscaldamento (37%). 

 

COSTRUZIONE DI UNA SMART CITY

La costruzione di una Smart City sostenibile si fonda sul modello che prevede l'interazione dei tre “building block”: tecnologie, attori pubblici e privati, e modelli di finanziamento. Le prime sono rappresentate da tutte le modalità di trasporto innovative quali biocarburanti, veicoli a bassa emissione, sviluppo di car-pooling e car-sharing, soluzioni per l'efficienza energetica a livello domestico e urbano, fonti rinnovabili e la riduzione degli sprechi nella gestione delle risorse idriche e dei rifiuti. 

 

TECNOLGIE AFFERMATE E IN ATTESA DI SVILUPPO

Il problema dell'Italia è legato al fatto che gli investimenti in direzione delle Smart City sono legati principalmente alle cosiddette tecnologie affermate, caratterizzate da un forte sviluppo grazie all'assenza di barriere, si pensi per esempio alle novità introdotte per la pubblica illuminazione con le lampadine a Led

Al contrario, nei prossimi anni subiranno una battuta d'arresto i finanziamenti per le tecnologie volte alla produzione di energia da fonti rinnovabili come il fotovoltaico. Nonostante l'alto grado di diffusione maturato negli ultimi anni, il Politecnico prevede una sensibili riduzione delle installazioni.

Una significativa svolta potrebbe arrivare dall'investimento nelle tecnologie in attesa di sviluppo, si pensi a quelle adottate per la mobilità elettrica, frenate dai costi elevati e da fattori culturali. 

 

Leggi anche: "Smart City, dal Mise una task force per lo sviluppo"

 

MODELLO ORGANICO E ADDITIVO 

Gli studiosi del Politecnico hanno esaminato le due principali città europee e hanno stilato un indicatore del grado di smartness, che ha evidenziato il forte ritardo dell'Italia rispetto agli altri Paesi dell'Ue.

Sono arrivati alla conclusione che esistono due modelli di sviluppo sostenibile: organico e additivo. Il primo prevede forme di finanziamento PPP, partenariato pubblico-privato in grado di coinvolgere tutti i soggetti interessati. Nel secondo il ruolo centrale è assunto solo dalla Pubblica amministrazione, in questo caso tutti i finanziamenti sono legati solo alla presenza di fondi nazionali e comunitari. L'Italia ha adottato proprio quest'ultimo modello restando bloccata dalla burocrazia che spesso impedisce o ritarda l'utilizzo dei fondi statali.

Tuttavia, alcune città come Milano e Torino stanno cercando di sviluppare il modello organico che, concludono gli studiosi, porterebbe a un incremento dell'efficienza pari al 20-40%.  

 

Leggi anche: "Efficienza, la top ten della città più sostenibili del mondo"