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Violenza di genere: serve una rivoluzione culturale

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Sorgenia e Il Sole 24 Ore chiamano il mondo della cultura, della politica e della giustizia a lottare insieme contro la violenza sulle donne

La violenza contro le donne si combatte prima di tutto con una rivoluzione culturale. È stato con questo spirito che lo scorso 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, si è tenuto l’evento “#nonseisola #sempre25novembre come fermare la violenza contro le donne” presso la sede de Il Sole 24 Ore a Milano.
L’evento è stato organizzato da Sorgenia, da tempo impegnata nella sensibilizzazione a favore delle donne vittime di violenza domestica con la campagna #sempre25novembre, e da Il Sole 24 Ore che con il blog multifirma Alley Oop, promuove il valore delle diversità e lavora per contribuire al cambiamento culturale necessario per affrontare questa piaga sociale.
Alla manifestazione, che è stata introdotta da Gianfilippo Mancini, Amministratore Delegato di Sorgenia, hanno partecipato personalità importanti del mondo della cultura, della politica e della giustizia come l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini, il magistrato Fabio Roia, la Prima Dirigente della Polizia di Stato Alessandra Simone, e rappresentanti dell’associazionismo che combatte la discriminazione di genere Pangea Onlus, La Grande Casa e Maschile Plurale.

#SEMPRE25NOVEMBRE: LA CAMPAGNA CHE AUMENTA LA CONSAPEVOLEZZA SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

“La violenza sulle donne continua a riempire le pagine di cronaca – dice l’AD di Sorgenia Gianfilippo Mancini – I numeri di questo terribile fenomeno sono sconvolgenti e lo diventano ancora di più se si pensa che l’aggressore più frequente è il partner e che, nella maggior parte dei casi, le violenze sono ripetute. A fronte di questa situazione, che è inaccettabile in una società moderna, abbiamo deciso di rilanciare la campagna #sempre25novembre per innalzare il livello di consapevolezza delle persone sul tema, che non può essere limitata al solo giorno scelto dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma deve essere continua”.

SEGNALARE IMMEDIATAMENTE LE VIOLENZE PER EVITARE CHE SI TRASFORMINO IN TRAGEDIE

L’onorevole Laura Boldrini, che ha improntato la sua carriera politica al rispetto della parità di genere, ha voluto sottolineare molto opportunamente anche il carattere di forza legato alla giornata del 25 novembre. “Questa giornata non è dedicata solo alle vittime, ma anche alle donne che reagiscono, che si battono in prima persona per la giustizia e la loro libertà, che si impegnano per sconfiggere i violenti – dice l’onorevole Boldrini - Il nostro compito, oltre a fare buone leggi che in gran parte già ci sono, è di sostenere e dare coraggio, forza e sicurezza a tutte le donne, perché non esiste nessuna ragione al mondo che le obblighi a sopportare la violenza e a cedere alle prepotenze altrui”.

Le vittime di violenza, oltre a vincere la paura, si ritrovano a combattere anche contro una giustizia che troppo spesso trasforma il processo a carico dei maltrattanti in un processo alla vittima. “Oggi in Italia abbiamo buone leggi per la protezione della vittima. La vera scommessa è saper applicare con competenza, empatia e professionalità queste leggi, che per essere applicate bene hanno però bisogno di risorse. Io credo che la magistratura debba puntare su un affinamento di competenze e sull’eliminazione di pregiudizi che spesso ci sono nei nostri palazzi”. Queste le parole del magistrato Fabio Roia, presidente della sezione Misure Prevenzione del Tribunale di Milano, che ha aggiunto anche che la difesa delle donne deve partire dalle prime denunce, dalle prime segnalazioni di maltrattamento o di stalking. 

 

Segnalare immediatamente sin dai primi atti di violenza senza aspettare che questa si manifesti in tutta la sua forza, è indispensabile per evitare che le violenze si trasformino in tragedie. “Dai maltrattamenti al femminicidio – ha detto la Prima Dirigente della Polizia di Stato Alessandra Simone - il passo, purtroppo, è breve. Per questo intervenire all'inizio della spirale di violenza è determinante per la tutela dell'incolumità della vittima”.

Il buon esito della rivoluzione culturale per sconfiggere la violenza di genere è impossibile senza la collaborazione degli uomini. “La questione della violenza contro le donne è maschile. – ha detto Alessio Miceli di Maschile Plurale – La stragrande maggioranza di chi perpetra violenza contro le donne è costituita da uomini e ragazzi; è da lì che bisogna partire: dalla cultura maschile e maschilista di dominio degli uomini sulle donne. Dobbiamo partire dalla consapevolezza e cercare di aprire i cerchi a ogni livello della società, dalle scuole alle università, alle città e alle istituzioni. Serve assunzione di responsabilità e desiderio di impostare la relazione su un altro livello, capire che un passo in avanti delle donne non è un passo indietro degli uomini”. 

 

ROMPERE IL SILENZIO È IL PRIMO PASSO PER COMBATTERE LE VIOLENZA CONTRO LE DONNE

L’impegno di Sorgenia e de Il Sole 24 Ore è anche di carattere culturale, perché fino a quando l’incultura della violenza non sarà messa a priori al bando, a poco serviranno tutti gli altri tipi di azioni. Su questa lunghezza d’onda si colloca l’intervento della Dirigente della Polizia postale e delle comunicazioni Fabiola Silvestri che aggiunge alla lista di violenze alle quali può essere sottoposta una donna, anche quelle perpetrate attraverso i nuovi mezzi digitali. “La rete ha accentuato le violenze di tipo psicologico che vedono le donne più esposte rispetto all’uomo. Le violenze più tipiche dell’era digitale sono il revenge porn, il cyber stalking e le love scam, le truffe sentimentali – ha detto Fabiola Silvestri – stiamo anche monitorando gruppi di stupro virtuale. Il revenge porn è stato elevato a figura di reato autonomo con il Codice rosso. Chi diffonde il materiale sessualmente esplicito è punito, ma spesso la vittima ha dato il consenso al possesso del materiale. Il compito della Polizia di Stato è rimuovere il contenuto, ma non possiamo assicurare che quel contenuto non riesca comunque a girare se oggetto del fenomeno della viralizzazione. Insomma da un lato occorre prestare attenzione, dall’altro rompere il silenzio è il primo passo per attuare forme concrete di tutela e protezione”.

All’evento ha partecipato anche la cantante, attrice e influencer Loretta Grace portando la sua esperienza di chi lavora ogni giorno con i mezzi informatici. “Le parole hanno un peso e possono avere ripercussioni serie sulla vita di tutti i giorni. – ha detto Loretta Grace - La violenza delle parole può influire profondamente, oggi ci sono giovani e giovanissimi vittime di cyberbullismo che decidono di togliersi la vita. Dobbiamo sensibilizzare su questo argomento, essere gentili è gratis”.

La portata dell’evento non si è esaurito nelle manifestazioni del 25 novembre ma dura nel tempo grazie agli ebook: “#hodettono. Come fermare la violenza contro le donne” e “#hodettono. Violenza sulle donne. le leggi per difendersi. Gli strumenti per tutelarsi. Le riforme allo studio”. Gli ebook sono patrocinati dal Dipartimento Pari Opportunità presso la presidenza del Consiglio dei Ministri e hanno le prefazioni dell’on. Maria Elena Boschi e del ministro Vincenzo Spadafora.