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Più digitale per cittadini, imprese e PA con la piattaforma AgiD

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I progetti per una maggiore digitalizzazione della società e dell'economia in Italia sono raccolti sul portale grazie alla Coalizione nazionale per le Competenze digitali. Sostenibilità, scalabilità e impatto sul territorio sono i principi guida

Una squadra composta da associazioni, istituzioni a livello locale e nazionale, soggetti privati e organizzazioni non profit, riunite per formare la Coalizione nazionale per le Competenze digitali. L'obiettivo è promuovere e valorizzare le attività e i progetti verso una maggiore diffusione della digitalizzazione della società e dell'economia in Italia. La Coalizione, promossa dall'Agenzia per l'Italia Digitale, ha il compito di formulare e proporre progetti e soluzioni in questa direzione, raccogliendoli sull'apposita piattaforma per le competenze digitali, sulla quale si possono consultare tutte le iniziative, anche attraverso grafici e indicatori che ne facilitano la fruizione e la condivisione.

 

AUMENTARE IL LIVELLO DI DIGITALIZZAZIONE

La piattaforma è in versione beta e permette anche agli utenti di proporre modifiche per migliorarne l'usabilità: nel rispetto del modello “Policy Making 3.0” della Commissione europea, infatti, è aperta sia in fase di progettazione e monitoraggio, sia nei momenti di scambio che nel coinvolgimento degli stakeholder. Una sorta di termometro che misura e illustra il livello attuale di innovazione e di digitalizzazione in Italia, permettendo anche di fare previsioni e capire in che direzione ci stiamo muovendo. Attualmente “circa il 40% degli italiani non possiede un computer e non sa mandare una mail, né pagare un bollettino online” si legge sulla versione finale della Strategia della Coalizione nazionale per le competenze digitali 2015; l'analfabetismo digitale è diffuso soprattutto in alcune regioni del sud (Campania e Basilicata in particolare) e non riguarda solo i cittadini, ma anche le piccole e medie imprese. Nei prossimi anni l'asticella dell'innovazione si alzerà sempre di più e bisogna recuperare il gap con gli altri paesi europei, per questo la Coalizione segue delle linee guida che tengano conto di determinati aspetti per ogni progetto:

- la sua sostenibilità nel tempo;

- la scalabilità;

- la dimensione dell'impatto sui destinatari a cui si rivolge

- la sostenibilità di accesso per i potenziali beneficiari

 

I TRE TARGET PRINCIPALI

Per la precisione l'Agenda per l'Italia Digitale, attraverso la Coalizione nazionale, intende intervenire attivamente e positivamente su tre categorie principali:

Cittadini: attraverso una maggiore “consapevolezza digitale” e una capacità ulteriore di utilizzo e di partecipazione ai servizi digitali, dalla scuola alle fasce di popolazione più avanzata, con particolare attenzione ad un aggiornamento dei lavoratori verso le competenze da acquisire in un mercato in continua evoluzione;

Piccole e medie imprese: innovazione nei processi produttivi e incremento della competitività a livello internazionale;

Pubblica amministrazione: sia per i dipendenti che per i dirigenti sarà richiesta una maggiore capacità di gestire i cambiamenti in atto e i processi di interazione con il pubblico, con un ventaglio di offerte di servizi sempre più ampio e avanzato.

I PROGETTI

Finora sono 17 i progetti caricati sulla piattaforma e consultabili qua. Si va dalle attività di formazione come Crescere a pane e software (rivolta alle scuole) a quelle di alfabetizzazione digitale come Nonni su Internet (in cui gli studenti insegnano le basi di web e tecnologia ai cittadini over 60) fino all'Officina dei nuovi lavori promossa da Google e Fondazione mondo digitale con l'obiettivo di formare più di 10mila giovani tra i 15 e i 29 anni nei prossimi due anni, con più attenzione a chi non ha titoli di studio e occupazione, attraverso corsi settimanali della durata di 22 ore. Più della metà dei progetti (il 52,2%) è dedicato ai cittadini, mentre il 30,4% è incentrato sulla Pubblica amministrazione e il restante 17,4% alle imprese. Le linee di intervento invece si si compongono in una serie più variegata di attività, tra cui spiccano con il 18,9% i percorsi formativi all'interno del circuito educativo e, a pari merito, i percorsi di inclusione digitale, seguiti dal 16& dei percorsi di comunicazione, eventi e mass-media.