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“La mia energia per la Tanzania”

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I soldi risparmiati con “Porta i tuoi amici” sono impiegati per finanziare progetti di sostegno agli abitanti di Bubombi, grazie alla onlus TuttinCerchio

Bubombi è un piccolo villaggio a nord della Tanzania, a qualche ora di strada dal Lago Vittoria. Ospita una piccola comunità rurale, che ogni giorno fa i conti con le difficoltà comuni a tanti abitanti dell’Africa Equatoriale, dove mancano cure mediche, istruzione, infrastrutture e servizi che consideriamo scontati, come l’energia elettrica.

 

A Bubombi Franco Carpignano porta, virtualmente, le persone che hanno usato il suo codice amico per entrare in Sorgenia. I soldi risparmiati con il programma “Porta i tuoi amici”, infatti, Franco li devolve interamente alla sua Associazione TuttinCerchio: una Onlus di Asti, che conta circa 100 volontari, che da nove anni aiuta gli abitanti di Bubombi.

 

L’associazione benefica conta 10 soci collaboratori e una rete di volontari sparsi in tutta Italia che è nata e può esistere grazie a internet. E grazie a internet hanno lanciato la campagna di raccolta di matite usate da regalare ai bambini della Tanzania, arrivate da Firenze alla Val D’Aosta.

 

 

Come è nata la Onlus Tuttincerchio?

Tutto è iniziato otto anni fa, quando sono partito con un mio amico per fare volontariato in Tanzania. Era la mia prima volta in un posto così, dove la povertà e le differenze culturali sono tangibili ma dove tutti gli abitanti non perdono mai il sorriso. In quell’occasione ho conosciuto due missionari che si trovavano lì da anni e ci hanno fatto scoprire la bellezza di quella gente. Ritornati in Italia io e il mio amico abbiamo deciso di fondare la nostra Associazione Tuttincerchio.

 

I soldi devoluti alla Onlus in quali progetti vengono impiegati?  

I progetti attivi sono numerosi. Attualmente stiamo costruendo una scuola a Bubombi, nei pressi del lago Vittoria, uno dei laghi più grandi dell’Africa. Insieme a Sergio, un missionario che si trova in Tanzania da ormai 17 anni, abbiamo messo a punto un’invenzione abbastanza banale, ma che permette ai bambini a gli insegnanti di avere acqua calda.

Franco_02.jpg 

Di cosa si tratta? 

L’idea è stata di Sergio, proprio per questo lo chiamo il Pitagora di Bubombi, che ha ideato uno scaldacqua a rifiuti organici. Perché non so se sapete che i rifiuti organici quando si decompongono producono calore, quindi, li abbiamo inseriti in un bidone e ci abbiamo fatto passare l’acqua. E il gioco è fatto.

 

 

La scuola che avete costruito quanti bambini può ospitare?

Stiamo costruendo questa scuola che può ospitare fino a 400 bambini, dai 6 ai 13 anni, anno in cui in Tanzania finisce l’obbligo scolastico. Stiamo ultimando nove aule studio e mancano solo la sala polifunzionale e le abitazioni per gli insegnanti. Poi ci sono le borse di studio.

 

Insomma, non vi fate mancare nulla.

Sì, diciamo così. Siamo davvero fieri di poter offrire ogni anno circa un centinaio di queste, che valgono 80 euro l’una, insomma un costo irrisorio per noi ma davvero importante per i bambini della Tanzania.

 

Ci pare di capire che l’istruzione sia la vostra priorità.

Sì, è un ambito fondamentale, anche se non l’unico. Abbiamo ultimato altri progetti focalizzati, ad esempio, sull’agricoltura. A un membro della comunità, Morris, abbiamo fornito un aiuto costruendogli un mulino per pompare acqua e generare elettricità. Grazie alla nostra Onlus è riuscito a mettere su la sua fattoria per coltivare ortaggi e papaye. Inoltre, regaliamo un sacco di semi alle famiglie che vogliono avviare l’attività agricola. Poi siamo riusciti a realizzare anche progetti di tutela della salute.

 

Quali?

Con il nostro fondo riusciamo a donare una cura per i bambini che vengono colpiti dalla Malaria, che vale 5 euro, che altrimenti non verrebbero assistiti. La malaria, come anche l’Aids, sono una vera piaga per la popolazione africana e soprattutto per i bambini. 

 

Ci sembra un modo fantastico di impiegare il risparmio avito grazie a “Porta i tuoi amici”.

Non ci sono dubbi, ogni euro donato a Tuttincerchio è veramente ben speso e noi siamo veramente entusiasti dell’aiuto che forniamo, anche se ancora c’è tanta strada da fare. Ogni anno sosteniamo circa 500-600 persone a imparare un mestiere. Basti pensare alla scuola che va a sopperire la carenza di istruzione per circa 400 bambini. E soprattutto, tutti i soldi che raccogliamo li spendiamo in loco, aiutando l’economia locale a girare e diamo lavoro alla manodopera autoctona. Costruendo scuole e abitazioni insegniamo già ai ragazzi un mestiere, quello del muratore. E li aiutiamo ad aprire le loro attività commerciali, come l’officina meccanica o la falegnameria.

 

Cosa ti sta insegnando questa esperienza?

Tanto, tantissimo. la consiglio a tutti, perché ti cambia la vita. È una rivoluzione interiore, in cui i valori e la stesso modo di guardare la realtà che ci circonda vengono stravolti, ovviamente in positivo. E poi, senza alcuna retorica, posso dirvi che è veramente indescrivibile la soddisfazione che può donare un bambino che anche se non ha nulla è felice e sorridente. È una bella energia.