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In Italia le bollette energetiche più care d’Europa

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Presentati i dati del dossier della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Il conto pagato da famiglie e imprese nel 2012 per gas ed elettricità è di 160 miliardi di euro

Bollette energetiche più salate per gli italiani, addirittura più alte del 18% rispetto alla media europea. E’ quanto emerge dal dossier presentato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile nel corso del convegno “I costi dell’energia in Italia” organizzato in preparazione degli Stati Generali della Green Economy 2013. E non solo. Secondo i dati dell’ente, il conto pagato da famiglie e imprese per gas, elettricità e carburanti è stato di oltre 160 miliardi di euro, il 10% in più rispetto al 2011.

 

Se solo si allineassero i prezzi nostrani a quelli del resto dell’Unione, secondo la Fondazione, si risparmierebbero in un anno ben 25 miliardi di euro. Su questi risultati pesano tasse elevate, grande dipendenza dalle fonti fossili rispetto agli altri Stati del Vecchio Continente, così come la presenza di un mercato del gas e dell’elettricità con prezzi molto elevati. Basti pensare che per il solo gas naturale le famiglie italiane pagano dal 24% al 35% in più rispetto alla media comunitaria, mentre sulle aziende, soprattutto quelle piccole e medie, a gravare di più sono i costi legati all’elettricità, fino all’86% più alti.

 

Per non parlare delle voci cosiddette “nascoste” che appesantiscono la bolletta, come i sussidi pagati ai combustibili fossili, attraverso agevolazioni fiscali, e che, a differenza di quelli per le rinnovabili, non rientrano in bolletta e non contribuiscono a formare i prezzi dell’energia, ma che vengono comunque pagati dai cittadini e dalle imprese attraverso la fiscalità generale. E poi ci sono quelle “esterne” legate ad esempio ad ai danni alla salute e all’ambiente.

 

Il dossier della Fondazione esamina anche quanto incidono gli incentivi alle rinnovabili: per i costi diretti, nel settore elettrico questi hanno raggiunto nel solo 2012 i 10 miliardi di euro, il 17% della bolletta elettrica nazionale. Sul piano invece dei costi e dei benefici indiretti, il saldo economico è positivo: è stato infatti ridotto il prezzo medio orario dell’energia elettrica ed è stata creata più ricchezza e occupazione.

 

“Quello energetico – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile - è uno dei settori produttivi più importanti a livello nazionale, con un giro d’affari in crescita, attorno al 20% del Pil e quasi mezzo milione di posti di lavoro creati. Quello dei costi dell’energia è un tema strategico che va affrontato seriamente, anche perché tali costi sono molto probabilmente destinati a crescere e a incidere sempre di più sulla nostra economia. Guardare solo ai prezzi dei prodotti energetici è fuorviante, e i risultati di una analisi esaustiva sui veri costi dell’energia potrebbe fornire una rappresentazione molto diversa da quella usuale, con una situazione per l’Italia molto migliore di quanto generalmente si pensi.”