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Imballaggi in plastica: ecco come i produttori devono smaltirli

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In Italia esiste una rete di impianti per la raccolta e l’avvio al riciclo di materiale da packaging di provenienza non domestica

Più di un terzo degli imballaggi dei beni venduti al consumatore finale non riguarda la confezione del prodotto, ma l’impacchettamento per la sua distribuzione dalla fabbrica ai negozi. Sono i cosiddetti “imballaggi secondari e terziari”: contenitori in plastica, polistirolo, fusti e cisternette il cui smaltimento è a carico di chi li produce. Questi scarti sono assimilabili ai rifiuti urbani, ma spesso vengono trattati anche come “rifiuti speciali”.

 

GLI IMBALLAGGI IN PLASTICA

La plastica è un materiale molto diffuso per gli imballaggi: è leggero, consente di creare contenitori di grandi dimensioni ed è facile da pulire. La gestione dei rifiuti di plastica è affidata al consorzio nazionale COREPLA, che per aiutare i produttori di imballaggi (responsabili del corretto ritiro e avvio a riciclo dei rifiuti) ha istituito alcuni centri di raccolta per la plastica derivante da confezioni di provenienza non domestica e quindi non ritirati dal servizio pubblico.

 

LA MAPPA DEGLI IMPIANTI

Gli impianti per il recupero degli imballaggi di provenienza aziendale sono distribuiti in tutto il territorio nazionale. Sul sito di COREPLA è stata allestita una mappa geografica che indica la localizzazione dei diversi circuiti di recupero. A seconda del tipo di plastica gli imballaggi di scarto possono essere destinati a piattaforme PIA, nel caso di rifiuti non riciclabili provenienti da attività economiche; piattaforme PIFU, se si tratta di fusti o cisternette provenienti dall’industria chimica, che devono quindi essere bonificati; piattaforme PEPS per gli imballaggi in polistirolo espanso di grandi dimensioni.

 

L’INDUSTRIA DELLA PLASTICA           

Secondo gli ultimi dati raccolti da COREPLA l’industria della plastica in Europa è un business da 283 miliardi di euro l’anno, tra produttori e trasformatori. A livello mondiale il settore ha subito il contraccolpo della crisi economica, ma dal 2010 i numeri sono in risalita e oggi circa un milione e mezzo di lavoratori europei è impiegato in questa industria. L’Italia è il secondo paese dell’Ue per la domanda di materie plastiche, dopo la Germania. Per quanto riguarda gli impieghi, la maggior parte finisce nel packaging (39,4%), seguito dai settori costruzioni (20,5%), auto (8,3%) ed elettronico (5,4%).

 

L'ELENCO COMPLETO DEGLI IMPIANTI COREPLA


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