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Contro lo spreco alimentare il 78% degli italiani

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Secondo Last Minute Market 8 connazionali su 10 si dicono contro l’eccedenza di cibo. In Italia perdite per più di 1000 euro al mese a famiglia

No allo spreco alimentare. Ben 8 italiani su 10 si dicono contro questa pratica sempre più diffusa. I dati arrivano direttamente da Last Minute Market, l’iniziativa sociale nata tra le aule dell’Università di Bologna sotto la supervisione di Andrea Segrè, che ha condotto un sondaggio in vista della Giornata Mondiale dell’Ambiente, dedicata quest’anno proprio a questo tema, presentati a Torino nel corso degli Smart City Days. Il 78% dei cittadini del Belpaese chiede anche l’assunzione di responsabilità di ciascuno per evitare che le risorse alimentari vengano gettate via senza alcuna possibilità di utilizzo.

Addirittura, in una ipotetica città, proiettata nel futuro, e più precisamente nel 2050, il 67% degli intervistati immagina leggi che prevedano sgravi fiscali per chi adotta soluzioni antieccedenze, mentre per il 67% è nelle scuole che dovrebbe partire la sensibilizzazione su come fare economia domestica senza sprecare cibo, con corsi obbligatori che possano spiegare come sfruttare bene in cucina tutti gli alimenti che si hanno a disposizione senza gettarli via.

Le motivazioni alla base della lotta dello spreco sono innumerevoli: c’è chi lo fa per ragioni economiche, chi per etica, definendolo immorale nei confronti “di chi muore di fame”, e chi infine per la sostenibilità ambientale, dal momento che si produrrebbero meno rifiuti da smaltire. Si tratta di un problema molto sentito in tutto il mondo: la FAO ricorda, infatti, che ogni anno 1,3 i miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate e, contemporaneamente, nel Mondo 1 persona su 7 soffre la fame. Fra queste, 20 mila bambini sotto i 5 anni muoiono per cause legate alla malnutrizione.

E in Italia? Secondo l’Osservatorio a livello domestico si sprecano mediamente il 17% dei prodotti ortofrutticoli acquistati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini. Per una famiglia italiana questo significa una perdita di 1.693 euro l’anno. Inoltre, il 3% dei consumi finali di energia nel nostro Paese, pari ai consumi di 1.650.000 italiani, è attribuibile allo spreco alimentare dal campo alla tavola. Il cibo buttato dalle aziende prima di arrivare sulle nostre tavole é di circa 3,6 milioni di tonnellate all’anno, il che comporta anche l’emissione di oltre 3 milioni di tonnellate di CO2. A livello idrico, quello che rimane “non raccolto” corrisponde alla quantità d’acqua del Lago d’Iseo, circa 1,2 miliardi di metri cubi.