Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Anna Godeassi: “Con i miei disegni trasmetto emozioni di libertà”

  1. Home
  2. My generation
  3. Anna Godeassi: “Con i miei disegni trasmetto emozioni di libertà”

L’artista e illustratrice che collabora con Sorgenia per le immagini collegate al podcast #sempre25novembre: “Voglio essere metaforica, per aiutare le persone a immedesimarsi in queste storie di impegno contro violenza di genere e discriminazioni”

Gran parte dell’anno la trascorre in barca a vela. Per il resto, quando non è in viaggio per lavoro, fa base a Milano, dove si sposta principalmente in bicicletta. Si definisce “una grande riciclatrice di qualsiasi tipo di rifiuto o di oggetti”, e nella sua casa ha un terrazzo dove cura più di 120 piante, compresi gli alberi da frutto, per essere immersa nel verde anche quando è in città. È uno stile di vita improntato alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente quello adottato da Anna Godeassi, che di professione fa l’illustratrice, e che collabora con Sorgenia per raccontare con le immagini i podcast della serie #sempre25novembre. Storie di donne che sono diventate esempio della lotta per i propri diritti, per la parità di genere e per la sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne. In quest’intervista Anna racconta il suo percorso professionale e la storia del suo impegno.

anna-godeassi-esterni.jpeg

Anna, ci racconta un po’ della sua storia e del suo lavoro?

Se dovessi sintetizzare in poche parole la mia attività direi che faccio l’illustratrice, non soltanto dal punto di vista editoriale ma anche e soprattutto da quello artistico: realizzo anche video animati, sculture, oggetti di design e tele. Mi sono formata all’Istituto Europeo per il Design di Milano, e ho sempre portato avanti questa mia attività di creativa. Partecipo a progetti di comunicazione visiva, realizzo copertine per libri, brochure, disegni per riviste e quotidiani. Ho lavorato in 18 anni di attività con quasi tutte le riviste femminili italiane, e con diversi quotidiani in Italia e all’estero, come la Repubblica, il Sole24Ore, il New York Times, il Washigton Post e il Boston Globe. Attualmente collaboro mensilmente con Marie Claire. Ho partecipato a progetti di solidarietà per l’Africa, e ho realizzato alcune delle proiezioni in movimento per il festival del Jazz di Berchidda, Time in Jazz, diretto da Paolo Fresu, con cui ho realizzato anche un libro a quattro mani, che raccoglie immagini e testi: “Poesie jazz per cuori curiosi” edito da Rizzoli.

Come nasce la sua passione per il mondo dell’illustrazione, dell’arte e del design?

Nasce essenzialmente da una mia passione, che poi nel tempo si è strutturata in una professione. Disegnare, dare un’interpretazione grafica e pittorica di quello che vedevo e delle emozioni che provavo è sempre stato il mio obiettivo. L’Istituto Europeo per il Design, dove ho scelto l’indirizzo illustrazione, mi ha aiutato ad assecondare questa mia passione, e a costruire le competenze per fare in modo che l’hobby diventasse un “lavoro”, la mia attività quotidiana. Ovviamente questo percorso ha dei pro e dei contro, perché quando si lavora con i clienti è più difficile esprimersi in modo completamente libero, si deve imparare a mediare e a rispettare tempi di consegna spesso stringenti. In ogni caso quello d’illustratrice e di artista è stato finora il mio primo e unico lavoro, e ha coinciso con quello che ho sempre voluto fare. Questo probabilmente grazie anche alla mia tenacia, che mi ha consentito di entrare nell’ambiente editoriale.

Ero partita dalla passione per l’editoria per l’infanzia, poi man mano mi sono appassionata anche a quella per un pubblico adulto, e devo riconoscere che alla fine ho scoperto di essere più portata per quest’ambito, nonostante ancora oggi mi faccia piacere misurarmi con i libri e le pubblicazioni per bambini.

anna-godeassi_testa-albero.jpg

Lei collabora con Sorgenia realizzando le illustrazioni che accompagnano i podcast del progetto #sempre25novembre: quali sono i principi a cui si ispira per realizzare questi lavori, e qual è il percorso creativo che porta alla realizzazione delle illustrazioni?

Ho trovato molto stimolante impegnarmi per illustrare queste storie di donne, donne “rinate” grazie alla loro battaglia contro la violenza di genere e le discriminazioni. Sono partita dall’illustrare la storia di una ragazza che rifiuta di condividere le proprie fotografie, e che mette in guardia sull’attenzione che serve quando si tratta di far circolare la propria immagine. È un concetto importante, perché spesso - soprattutto le più giovani - non sono consapevoli dei rischi che corrono con certi comportamenti: può bastare la leggerezza di un momento per provocare danni gravi e traumi personali.

La seconda storia era quella di una giocatrice di football americano che riesce a liberarsi attraverso lo sport da un padre oppressivo, che voleva limitare la sua libertà di praticare lo sport di cui era appassionata.

La terza era la storia di una ragazza straniera che non riusciva a integrarsi perché non conosceva la nostra lingua, e che attraverso la sua battaglia per apprenderla ha costruito il suo percorso di libertà.


In realtà di questi tre racconti non ho fatto una rappresentazione didascalica: normalmente non sono descrittiva, perché per questo credo sia meglio lavorare con le foto, ma punto di più sull’aspetto emozionale. Nel primo caso, solo per fare un esempio, ho pensato che il messaggio da comunicare fosse “io scelgo”. Scelgo che immagini condividere e quindi che immagine dare agli altri di me: ho disegnato un vestito a forma di buco della serratura, per dare l’idea che gli uomini che richiedono foto di un certo tipo, o che utilizzano certi siti di incontri, debbano trovarsi di fronte donne che siano consapevoli di scegliere e di determinare che idea vogliano dare di sé agli altri. Mi piace che in un’immagine ci si possa immedesimare, senza caratterizzare troppo i volti o i personaggi. In altri casi utilizzo metafore, per astrarre l’argomento e darne una visione più ampia e leggera.

Quello della parità di genere e del contrasto alla violenza sulle donne è un argomento con sui si era già confrontata? Come sta cambiando, dal suo punto di osservazione, la sensibilità su questi temi?

Ho lavorato e lavoro tuttora per tante riviste femminili. Argomenti come la violenza domestica, quella sui bambini, i problemi relazionali tra uomo e donna sono all’ordine del giorno. Credo che in questo momento ci sia fortunatamente una grande attenzione attorno al tema della violenza sulle donne, sul valore della parità di genere e sulla battaglia per i diritti dei vari generi sessuali.

anna-godeassi-creativita-piante.jpeg

Cosa ne pensa della campagna realizzata da Sorgenia, quali sono secondo lei i punti di forza?

Credo sia molto interessante, soprattutto perché è portata avanti da una realtà che dal punto di vista della sostenibilità sociale ha dimostrato di essere molto attiva. La sostenibilità, infatti, non è un tema soltanto ambientale, e questo è bene sottolinearlo sempre. Trovo molto interessante e originale che un’azienda porti questi valori anche fuori dai confini in cui di solito sono costretti. Che si parli di parità di genere su una rivista “femminile” infatti è abbastanza scontato, e in più c’è il fatto che normalmente il messaggio arriva a lettrici già consapevoli e sensibili a questi argomenti. Parlarne invece ai clienti o al pubblico più ampio di una società che si occupa di energia significa allargare la platea dei potenziali destinatari, e quindi fare una comunicazione molto efficace, che ha una risonanza più ampia.

La foto in copertina è di Chiara Romagnoli.