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Ambiente e lavoro: i green jobs nell’agenda del Ministro Galletti

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L’incontro del 17 luglio a Milano tra i ministri europei si è concentrato sulle misure e gli strumenti che coniugano crescita economica e tutela delle risorse energetiche

L’ambiente come risorsa da tutelare, ma soprattutto come volano per il rilancio economico e la creazione di posti di lavoro. È l’approccio che il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti sta portando avanti, soprattutto in chiave europea, per coniugare crescita e ecologia. La riunione informale dei ministri europei dell’Ambiente e del Lavoro cominciata ieri a Milano, si inserisce tra i piani che caratterizzeranno il Semestre italiano di presidenza europea sul tema ambiente, sia a livello nazionale (come il decreto ministeriale #Ambienteprotetto) che europeo (come l’indagine sul riciclo dei rifiuti urbani).

 

INTEGRAZIONE TRA POLITICHE ENERGETICHE E AMBIENTALI

La sinergia tra ambiente e occupazione si evidenzia anche attraverso il ruolo del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha fortemente voluto l’incontro e, durante il discorso di apertura dei lavori ha osservato: “Il processo di trasformazione che stiamo vivendo non è solamente il frutto di una lungimirante decisione politica. Si tratta piuttosto di un inevitabile cambiamento, che va gestito attraverso la piena integrazione tra le politiche energetiche, le politiche ambientali e le politiche del lavoro”.

 “In un contesto in cui la crescente scarsità di risorse produce tensioni a livello globale - ha continuato il ministro - l'approvvigionamento di energia elettrica rappresenta una delle maggiori voci di costo per le imprese, influenzando le scelte degli imprenditori.”

All’incontro erano presenti anche i Commissari europei Laszlo Andor e Janez Potocnik, il Direttore Generale dell’ILO (International Labour Organization) Guy Ryder e Simon Upton, direttore Ambiente dell’Ocse.


L’IMPORTANZA DEI GREEN JOBS

Un focus importante è stato fatto sul ruolo dei green jobs, alla luce dei dati pubblicati lo scorso 2 luglio dalla Comunicazione della Commissione Europea: fra il 2002 e il 2011 sono stati creati in Europa circa 4 milioni di “lavori verdi”, di cui quasi un milione nel periodo 2007-2011, all’inizio della recessione economica. Un dato che acquista ancora più valore in prospettiva futura: secondo il report fino al 2030 possono essere creati più di 20 milioni di posti lavoro a livello europeo.

 

IL REPORT EEA

L’Europa, negli ultimi anni, si sta muovendo nella stessa direzione. Il report “Resource-efficient green economy and EU policies” pubblicato il 15 luglio dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha sottolineato l’importanza dell’innovazione come driver principale per invertire l’inefficienza che caratterizza l’attuale gestione delle risorse. “Non è solo una questione di invenzioni, ma di incoraggiare la diffusione e l’utilizzo di nuove tecnologie verdi” - ha spiegato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo di EEA – che propone soluzioni come la riduzione delle tasse sul reddito, invece di tassare l’utilizzo di risorse inefficienti o che inquinano l’ambiente. “Le tasse ambientali – prosegue il report – potrebbero incoraggiare la creazione di posti di lavoro, ma sono poco utilizzate in Europa, arrivando nel 2012 al 2.4% del Pil”. 

 

@MarioLuongo6

 

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