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Alizeta, la crescita del Burkina Faso passa dalle donne

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L’associazione dal 2004 è attiva con progetti per aiutare lo sviluppo locale, ad esempio con il microcredito, nel rispetto della cultura del luogo. E le protagoniste sono le donne

Sostenere uno sviluppo rispettoso della cultura locale, combattendo la visione e la prospettiva di una povertà senza riscatto. È il punto di partenza di Alizeta, la Onlus attiva in Burkina Faso con una serie di iniziative, molte delle quali dedicate alle donne, per offrire loro i mezzi per conquistare l’indipendenza economica.

Il primo passo in questo senso dell’associazione risale al 2004, quando i fondatori presero la decisione di impegnarsi in prima persona dopo un viaggio in Mali. “Poi il caso, gli incontri, le scelte ci hanno portato in Burkina Faso, dove abbiamo deciso di mettere radici e lavorare”, spiegano da Alizeta.

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Nel Paese dell’Africa occidentale francofona, che oggi conta su centri urbani sviluppati come Ouagadougou e Bobo Dioulasso, ma anche su aree rurali estremamente povere, tutto è partito dal dialogo con i capi dei villaggi e con la popolazione, per capire quali fossero le reali necessità e i problemi più urgenti da risolvere direttamente dalla voce degli interessati. Poi i contatti con il prefetto, con la missione cattolica locale, con la chiesa protestante, con i musulmani, con gli insegnanti locali e con il personale medico e paramedico impegnato nell’area.

PROGETTI DI CRESCITA, SOPRATTUTTO PER LE DONNE

Tra le iniziative mirate ad aiutare la popolazione locale, e soprattutto le donne, a trovare un’indipendenza economica ci sono quelle legate al microcredito, che hanno consentito e consentono la realizzazione di progetti in diversi campi, a partire ad esempio dall’agricoltura e dall’allevamento, ma non solo. Alizeta ha, infatti, finanziato anche progetti di microimprenditoria al femminile legati alle attività di sartoria, per la produzione di saponi e di collane, con i manufatti che vengono poi venduti anche nei mercatini solidali e agli eventi a cui l’associazione partecipa, e contribuiscono ad assicurare loro mezzi di sostentamento, stimolando anche l’imprenditorialità. 

“All’inizio è stato difficile mettere a fuoco gli obiettivi della missione. Quando i bisogni sono così tanti, stabilire le priorità è fondamentale per non disperdersi in troppi rivoli e depotenziare l’intervento” spiegano da Alizeta. La scelta è stata quella di non farsi fagocitare completamente dalle emergenze, ma di concentrarsi su interventi che potessero avere una prospettiva di sviluppo durevole, contribuendo a formare non soltanto professionisti, ma anche cittadini responsabili e consapevoli, motivati a restituire quello che hanno imparato alla comunità da cui vengono. “La nostra missione - aggiungono dall’associazione - è stimolare una crescita non solo economica ma anche culturale e di responsabilità, che aiuti questa popolazione ad affrontare le sfide che la modernità pone loro”.

IL CENTRO POLIFUNZIONALE SIÈGE

Alizeta Italia ha oggi due basi a Toéssé, in Burkina Faso, a Sud della capitale, dove vivono 40mila persone suddivise in 38 villaggi. Si tratta dei centri SiègeCren, entrambi alimentati con pannelli solari.
Il Siège conta su un ettaro di terreno recintato, messo a disposizione dal capo villaggio più di 15 anni fa, nel 2004, su cui sorgono un campo di calcio, una biblioteca, una sartoria, tre locali da 150 mq complessivi per le attività, con tavoli, sedie, scaffali, cucina, 10 posti letto, 10 computer, e anche un orto didattico e aree per le attività all’aperto. Oggi il progetto, ormai avviato, è gestito da un’associazione locale, Me Toécé. Le attività principali sono l’erogazione di borse di studio, il cineclub, i gemellaggi con altre scuole all’estero, le attività didattiche nella sala studio e quelle sportive della squadra di calcio.

IL CENTRO DI RECUPERO ED EDUCAZIONE NUTRIZIONALE

Il Cren sorge, invece, su un terreno di due ettari concesso dal ministero della Sanità; ha l’obiettivo di combattere la malnutrizione e si occupa sia di bambini gravemente denutriti, sia di bambini orfani di madre, o con la madre che non può allattare, ad esempio nel caso delle madri sieropositive. Conta su un magazzino per il deposito di cereali, una struttura che ospita l’ambulatorio e i servizi connessi, un hangar per la formazione, una sala riunioni, un orto didattico e un pozzo.

PROGETTI ATTIVI IN BURKINA FASO A SUPPORTO DELLA COMUNITÀ

Tra le attività ci sono inoltre i corsi sanitari che si svolgono durante l’estate nei locali che vengono messi a disposizione dalle scuole statali e le attività a Nanoro, dove l’associazione si appoggia all’ospedale S.Camillo.
Per finanziare queste attività Alizeta si basa sui contributi dei privati e il sostegno di aziende, associazioni e fondazioni, e anche grazie al fundraising realizzato attraverso eventi o mercatini.

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“Lavoriamo in Burkina Faso da oltre 10 anni. La nostra storia non è solo la storia dei nostri progetti, è anche la storia di un percorso umano, fatto di affetti e dialogo, di scontri e delusioni, di una crescita comune, che un gruppo di burkinabè e un gruppo di italiani hanno fatto insieme. Nessuno di noi, può dire oggi di essere la stessa persona che era dieci anni fa. Ci siamo modificati a vicenda - spiegano ancora da Alizeta - abbiamo aperto i nostri orizzonti a una dimensione culturale e umana che è oggi la nostra vera ricchezza che ci aiuta a proseguire su questa strada”.

Nel corso degli anni Alizeta ha finanziato anche:

  • la realizzazione di 14 pozzi nei villaggi più disagiati,
  • la ristrutturazione e la realizzazione di nuove aule scolastiche, 
  • l’avvio di due biblioteche.