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Accendere i termosifoni: 10 regole d’oro per risparmiare

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Da Mise ed Enea il vademecum per famiglie e imprese per ridurre gli sprechi e abbattere la bolletta energetica. Novità anche su APE e efficienza

A partire dalla metà di ottobre famiglie e imprese italiane saranno alle prese con il riscaldamento degli ambienti in cui vivono e operano. Prima toccherà a coloro che si trovano nella zona climatica “E”, come, tra gli altri, i comuni di Milano, Torino, Bologna e Venezia, poi sarà la volta pian piano degli altri. Ciò significa che i consumi energetici aumenteranno, ma per evitare brutte sorprese in bolletta il Ministero dello Sviluppo economico insieme ad Enea hanno elaborato un vero e proprio vademecum con le dieci regole base per un utilizzo più efficiente degli impianti destinati all’aumento della temperatura.

 

Leggi anche: Termosifoni, quando riaccenderli e come fare la manutenzione

 

LE 10 REGOLE  PER RISPARMIARE IN INVERNO

La guida è disponibile sui siti dedicati di entrambi gli enti coinvolti. Insieme ai consigli per abbattere i costi energetici, sono disponibili anche informazioni dettagliate in tema di APE, nuove caldaie e controlli sull’efficienza. L’inverno sarà un periodo dure per le tasche dei soggetti pubblici e privati, e per questo sarà fondamentale essere prepararti ad affrontarlo nel migliore dei modi. Ecco di seguito cosa fare per risparmiare.

Manutenzione degli impianti. È questa la prima regola se si vogliono evitare sprechi e sanzioni. Se gli impianti vengono monitorati in maniera corretta inquinano di meno. In più, chi non lo fa rischia una multa di minimo 500 euro.

Temperatura dell’ambiente. Bisogna fare attenzione e controllare che l’ambiente non sia mai troppo caldo, il che farebbe male tanto alla propria salute quanto al portafogli. Secondo la normativa in materia, è consentita la temperatura fino a 22 gradi centigradi, ma già 19 gradi sono necessari a garantire il comfort adeguato. Per ogni grado in meno si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.

Ore di accensione. A seconda delle sei zone climatiche in cui è divisa l’Italia, cambia anche la quantità di tempo in cui i riscaldamenti possono restare accessi. Nel caso dell’area “E” le ore consigliate sono 14, nell’area “A”, invece, di cui fanno parte comuni come Lampedusa, Porto Empedocle e Linosa, sono solo sei.

Cronotermostati. È consigliato l’impiego di questi moderni dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione mantenendo l’impianto in funzione soltanto quando si è presenti in casa o in ufficio.

Valvole Termostatiche. Grazie a loro, è possibile regolare la fuoriuscita dell’acqua calda all’interno del termosifone ed mantenere costante la temperatura impostata. In questo modo, il calore resta circoscritto alla zona che si intende riscaldare evitando gli sprechi.

Pannelli riflettenti. Installare questi impianti tra muro e termosifone è un modo semplice ed efficace per ridurre le dispersione di calore.

Schermare le finestre la notte. Come? Facile. Basta chiudere persiane e tapparelle oppure usare tende molto pesanti che permettono di evitare che l’aria calda si disperda verso l’esterno.

Check up. È necessario provvedere all’isolamento termico su pareti e finestre della propria abitazione o ufficio. Con molta probabilità, se la costruzione è precedente al 2008, non rispetterà le attuali normative in fatto di contenimento dei consumi energetici. In questo caso si consiglia di sostituire le finestre, usufruendo anche di incentivi come gli Ecobonus, la detrazione fiscale del 65%.

Più innovazione. È consigliato, se l’impianto a disposizione ha più di 15 anni, sostituirlo con uno di nuova generazione o altri caloriferi innovativi, come ad esempio le caldaie a biomassa, le pompe di calore o quelli che vengono alimentati con acqua preriscaldata da un impianto solare termico. Anche per questo genere di interventi si può usufruire degli Ecobonus.

Niente ostacoli. L’ultima regola per evitare consumi inutili è quella di evitare la presenza di ostacoli davanti o sopra i caloriferi, oppure usare i radiatori come asciuga biancheria. Non lasciare le finestre aperte per troppo tempo. 

 

Leggi anche: Termosifoni, come regolare la temperatura con un click

ALTRE NOVITÀ SU APE E CONTROLLI DI EFFICIENZA

Il Ministero dello Sviluppo economico e Enea ricordano anche che da fine settembre è in vigore la nuova etichettatura energetica, che definisce gli standard minimi di efficienza per le caldaie, sulla base del regolamento europeo Ecodesign. Diventa, inoltre, obbligatorio installare solo caldaie a condensazione in grado di recuperare gran parte del calore contenuti nei fumi. I produttori di questi impianti non possono più immetterli sul mercato.

Un’altra novità riguarda l’APE, l’attestato di prestazione energetica. A partire dal primo ottobre 2015 sono in vigore le nuove “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”, introdotte sempre dal Mise, insieme a un nuovo modello usare e alle nuove regole per redigere il documento.

 

Per approfondire: Sfiatare i termosifoni, ecco come si fa