Il WEF pubblica il “Global Risks Report”, giunto alla ventesima edizione. Sul versante sostenibilità ambientale preoccupano gli eventi meteorologici estremi, la perdita di biodiversità e il collasso degli ecosistemi
I rischi percepiti come i più gravi per la stabilità e il progresso nel Pianeta, con un orizzonte a dieci anni, sono quelli legati all’ambiente: eventi meteorologici estremi, perdita di biodiversità e collasso degli ecosistemi. A scattare la fotografia è la ventesima edizione del “Global Risks Report” del World Economic Forum, pubblicato nelle scorse settimane, che si basa sui pareri di più di 900 esperti di rischi globali, responsabili politici e business leader che sono stati intervistati tra settembre e ottobre 2024. Limitando l’analisi al 2025 il pericolo più importante sono i conflitti armati tra Stati, mentre tra quelli per il breve periodo emergono la disinformazione e la misinformazione, che rimangono in prima posizione per il secondo anno consecutivo.
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L’allarme sui rischi per l’ambiente
Mettendo in fila i principali rischi legati alla sostenibilità ambientale evidenziati dal report del WEF, gli altri allarmi riguardano i cambiamenti critici dei sistemi terrestri e la scarsità di risorse naturali, che precedono l’inquinamento. Quest’ultimo è però percepito come emergenza anche nel breve termine, al pari degli eventi meteorologici estremi. Poi i gravi impatti sulla salute e sull’ecosistema di un’ampia gamma di inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo.
“Le crescenti tensioni geopolitiche, l’erosione della fiducia globale e la crisi climatica stanno mettendo a dura prova il sistema globale come mai prima d’ora – afferma Mirek Dušek, managing director del World Economic Forum – In un mondo segnato da divisioni sempre più profonde e rischi a cascata, i leader globali hanno una scelta: promuovere la collaborazione e la resilienza o affrontare un’instabilità crescente. La posta in gioco non è mai stata così alta”.
La progressione dei rischi
Una delle evidenze più interessanti del report è che gli intervistati guardano al futuro come a un periodo in cui i rischi saranno destinati ad aggravarsi e non a diminuire: si tratta di una visione che accomuna più del 50% del campione, concorde nel prevedere che i rischi sociali, come la disuguaglianza e la polarizzazione all’interno delle società siano tra i fattori che nel prossimo decennio potrebbero destabilizzare l’economia globale, esacerbando le instabilità interne ed erodendo la fiducia nei governi.
Il valore della collaborazione per affrontare le sfide
La ricetta del World Economic Forum per affrontare la situazione critica attuale è nella collaborazione: a crisi interconnesse, come i conflitti o i cambiamenti climatici – questa la lettura del WEF – si può rispondere ricostruendo la fiducia e promuovendo la cooperazione. In mancanza di questi sforzi le conseguenze potrebbero peggiorare progressivamente nei prossimi anni.
Da quest’analisi nasce la richiesta alle nazioni di dare priorità al dialogo, rafforzando i legami internazionali e favorendo le condizioni per una rinnovata collaborazione. Che si tratti di un’urgenza lo confermano i dati, con il 64% degli intervistati che vede i rischi di un ordine globale frammentato e “caratterizzato dalla competizione tra medie e grandi potenze”.
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