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Un tetto “sostenibile” per le famiglie bisognose

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In Sud America la Ong “Un Techo para mi Paìs” attraverso il lavoro dei volontari costruisce per gli indigenti edifici transitori e li aiuta a formare villaggi amici dell’ambiente

Un continente, 19 zone, 86 mila famiglie e più 500 mila volontari. Sono questi i numeri della solidarietà green di Techo, meglio nota come “Un techo para mi Paìs”, letteralmente “Un tetto per il mio Paese”, una organizzazione no profit che opera dal 2001 nelle aree disastrate dell’America Latina. Un vero e proprio esercito di uomini e donne che hanno detto no alla povertà estrema, realizzando piani di costruzione di abitazioni sostenibili e implementando programmi di inclusione sociale.

 

Nel corso di questi anni quasi mezzo milione di individui si è data da fare per costruire per  86 mila nuclei familiari case transitorie chiamate “mediaguas”. Si tratta di edifici prefabbricati, costruiti con pannelli di legno messi insieme in meno di un giorno.  Per il montaggio delle abitazioni, i volontari lavorano a stretto contatto con i soggetti che andranno ad occuparle, che sono in larga parte abitanti degli “slums”, accampamenti tipici di questa parte del Nuovo Continente, in cui si trova quasi il 24% del totale della popolazione.

 

L’impatto a lungo termine sulla vita delle persone più indigenti, trattandosi di soluzioni provvisorie, è in fase di valutazione in uno studio condotto dalla Banca Mondiale e dall’Università di Berkley, in California. Ma la Ong non dà solo la possibilità di avere un tetto sicuro dove vivere dignitosamente. Importante è anche il programma di inclusione sociale portato avanti dalla rete di volontari. Istruzione, salute, sviluppo e vocazioni sono i settori privilegiati.

 

Una volta avviate le prime attività, l’organizzazione coinvolge i residenti supportandoli in interventi mirati alla realizzazione di vere e proprie comunità e villaggi sostenibili, che riescano a vivere con ciò che producono, anche attraverso la realizzazione di abitazioni permanenti. L’obiettivo è dare loro una esistenza lontana dalla povertà estrema ma anche ad impatto zero, insegnando a sfruttare a pieno le risorse che hanno già a disposizione.

 

Dal Perù ad Haiti, passando per il Cile e l’Argentina, “Un techo para mi Paìs” è stata protagonista nel processo di superamento delle difficoltà economiche di queste popolazioni, trasformando le baraccopoli in nuclei autosufficienti attraverso il lavoro congiunto di volontari e famiglie bisognose.