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Un imprenditore su 10 extraUe: ecco l’identikit delle Pmi italiane

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I dati Unioncamere sul secondo trimestre 2014: saldo positivo per le imprese gestite da stranieri, la maggior parte proviene da Marocco e Cina

Sono aumentate di 7 mila unità le imprese gestite in Italia da cittadini stranieri, che provengono soprattutto da Marocco, Cina, Albania e Bangladesh. È il quadro sull’imprenditoria italiana compilato da Unioncamere per il secondo trimestre del 2014: da aprile a giugno il saldo complessivo tra iscrizioni e cessazioni di imprese individuali nel nostro Paese è stato di 16.103 aziende; di queste, 7.079 (pari al 44%) sono gestite da cittadini extra-comunitari. Nel complesso del panorama imprenditoriale del Belpaese, le imprese di immigrati contano per il 9,96%.

 

MAROCCO, CINA, ALBANIA I PAESI DI PROVIENIENZA

Per quanto riguarda la provenienza dei titolari e i settori di attività, il Marocco è il Paese natale della maggior parte degli imprenditori (il 19,3%), che operano per lo più nell’ambito dei trasporti e del commercio; seguono i cinesi, che rappresentano il 14,1% di tutte le ditte individuali straniere e lavorano soprattutto nel manifatturiero e nella ristorazione. Nel settore delle costruzioni operano principalmente cittadini di origine albanese, mentre i cingalesi svolgono attività nel terziario: servizi di informazione e comunicazione, noleggio, servizi alle imprese.

Interessante notare come il 90% delle imprese gestite da immigrati marocchini abbia la propria sede tra Calabria (55%) e Valle d’Aosta (35%), due regioni dove la comunità nordafricana è più radicata. Gli imprenditori del Bangladesh scelgono soprattutto il Lazio (circa un terzo risiede nelle cinque province); stessa percentuale per i senegalesi in Sardegna e per i cinesi in Toscana. La Liguria è scelta soprattutto dagli albanesi (qui si è stabilito il 22% dei titolari d’azienda extraUe); il Friuli Venezia Giulia dai serbi e la Lombardia dagli egiziani.

 

TRA LE PROVINCE IN TESTA PRATO, ULTIMA ENNA

A livello provinciale, infine, è Prato la zona dove risiede la percentuale più alta di imprenditori individuali non comunitari, con il 39,67%. Seguono Milano (21,36%), Firenze (18,99%), Reggio Emilia (18,70%), Trieste (17,31%) e Roma (16,88%). Al contrario, chiude la classifica la provincia di Enna con solo l’1,67% di titolari stranieri.

 

 

Federica Ionta

 

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