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Trovare lavoro e talenti in Rete: ecco i segreti del Social Recruiting

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Digital reputation, risorse umane, Linkedin: si è parlato di questo e molto altro nell'incontro della Social Media Week sul job seeking 2.0 visto dagli occhi dei candidati e delle aziende

“Nel 2013 il 53% delle attività di reclutamento per lavoro ha coinvolto Internet, con previsioni di crescita per il 2014 fino al 61%. I social media sono lo strumento digitale più utilizzato negli ultimi anni nel settore del recruiting”. Partendo da questi dati, che racchiudono un universo sempre più in espansione, si è sviluppato l'incontro “Cercare lavoro e talenti tra selfie, social ed employer branding: come cambiano le Hr nell'era digitale?” tenutosi il 24 settembre al MoMec di Roma, nell'ambito della Social Media Week.

 

LO STUDIO DI ADECCO GROUP

 Una domanda, quella suggerita dal titolo, cui hanno risposto i relatori, professionisti nel settore della comunicazione e nel campo delle risorse umane, da Enrico Martines, direttore formazione e sviluppo di Hewlett Packard, agli esperti di Adecco Group. Tra questi Silvia Zanella, moderatrice dell'incontro, che ha presentato la ricerca #SocialRecruiting A global study, un interessante studio che indaga le pratiche legate alla ricerca di lavoro e di personale, nell'età dei social. Punto di osservazione privilegiato per capire come cambiano le modalità di selezione e assunzione oggi, sono le aziende, con interviste a 1500 reclutatori che, insieme a 17mila candidati provenienti da 24 paesi in tutto il mondo, costituiscono il campione della ricerca. Questa copre tematiche come l'uso dei social media per fini professionali, la loro efficacia nell'incontro tra chi cerca lavoro e chi lo offre, la rilevanza della web reputation e il suo impatto nella selezione del candidato.

 

I SETTORI CHE ASSUMONO IN ITALIA

Concentrandosi su alcuni aspetti della situazione italiana, il report spiega che su 7597 imprese intervistate, il 44% ha portato a termine assunzioni grazie a internet: una percentuale che fino al 2013 si fermava al 34%. Ad assumere di più sono le grandi aziende (più di 250 dipendenti) nel 47,8% dei casi, seguite a breve distanza dalle Pmi nel 47,5% dei casi. Le piccole aziende, soprattutto sono molto inclini a usare Linkedin che può arrivare a svolgere parte del lavoro dell'ufficio HR nelle aziende più importanti. Il settore più ricercato è quello delle vendite nel 54,2% delle risposte, seguito da Amministrazione, finanza e controllo con il 45,8% e Marketing nel 40,8% dei casi; si scende con Informatica e Ricerca e sviluppo al 37% e Comunicazione e Pr al 31,7%

LE PIATTAFORME PIU' UTILIZZATE

 I risultati della ricerca forniscono un quadro complessivo della situazione a livello globale: 5 intervistati su 10 utilizzano i social media per cercare lavoro, percentuale che sale per le aziende, con 7 reclutatori su 10 che implementano le risorse umane attraverso i social. Il 73% dei reclutatori ne utilizza almeno uno per scopi lavorativi, con differenze più o meno sensibili a seconda dei casi, tra il profilo personale e quello aziendale. In testa c'è Linkedin con il 58% degli intervistati ad usarlo personalmente e il 53% per conto della compagnia; segue Facebook dove il divario si fa più significativo: il 28% degli addetti alle risorse umane ha un profilo professionale personale, contro il 53% delle pagine aziendali. Anche Twitter ha una maggiore incidenza con il brand dell'impresa che raddoppia le percentuali di utilizzo rispetto ai profili individuali (30,5 % dei primi contro il 16%).

 

IL FACT CHECKIN AZIENDALE? SI FA SUI SOCIAL

 C'è da sottolineare che in Italia l'approccio alla ricerca del lavoro è ancora improntato a dinamiche 1.0: da un lato si utilizzano i social media e il web in generale per cercare annunci online di offerte lavorative o tirocini, mentre per le aziende sono utili strumenti per il fact checking sui candidati, sulla loro reputazione professionale, ma anche per avere un profilo personale più completo.

I CONTATTI: POCHI MA BUONI

 La ricerca ha messo in evidenza alcune differenze tra job seeker e recruiter negli elementi considerati importanti per trovare lavoro e talenti. Ad esempio, per quanto riguarda il numero di contatti e follower sui social, i primi considerano importante la quantità, mentre i secondi la qualità, nell'ottica “pochi ma buoni” e selezionati in base alle proprie esigenze e competenze lavorative. Inoltre le aziende valutano molto l'impatto di premi e riconoscimenti pregressi, oltre alle esperienze lavorative, fattore che invece è meno considerato dai candidati.