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Tasi 2014 spiegata: mini-guida in 10 Domande Frequenti

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Come si calcola, dove e quando si paga, come devono comportarsi proprietari e inquilini: le risposte per essere preparati sulla Tariffa sui servizi indivisibili

l 16 ottobre è alle porte quando quasi 15 milioni di italiani residenti in 5279 Comuni sono chiamati a pagare la Tasi, la Tasi sui servizi indivisibili che insieme a Tari e Imu costituisce la cosiddetta IUC (Imposta Unica Comunale).

Per non arrivare impreparati al pagamento dell'imposta ecco 10 domande frequenti e risposte utili per fare il punto della situazione.

 

1. COS'È LA TASI E PERCHÉ SI PAGA?

La Tariffa sui servizi indivisibili è stata istituita con il comma 639 della Legge di Stabilità per il 2014, con lo scopo di sostenere i Comuni nelle spese di quei servizi che, essendo utilizzati da tutti i residenti, non possono essere a carico del solo fruitore. È il caso della manutenzione degli spazi pubblici, strade, dell'illuminazione, ma anche della sicurezza e dell'anagrafe.

 

2. COME SI CALCOLA LA TASI?

Il calcolo della Tasi è simile a quello dell'IMU, ma le aliquote sono espresse in millesimi. Per calcolare l'importo si fa riferimento alla rendita catastale dell'immobile, rivalutandola del 5% e moltiplicando il risultato per il coefficiente che varia in base al stabile (da 160 per le abitazioni a 55 per negozi e botteghe). Su questo valore si applica l'aliquota decisa dal comune, con le eventuali detrazioni. Un modo per districarsi agilmente può essere rivolgersi alle amministrazioni comunali per conoscere le aliquote decise e le eventuali esenzioni, per poi utilizzare alcuni portali che facilitano il calcolo.

 

3. PROPRIETARI E INQUILINI: CHI PAGA LA TASI?

Il pagamento è a carico sia del proprietario dell'immobile che del detentore, cioè chiunque utilizza di fatto quell'immobile senza esserne proprietario, anche in difetto di un regolare contratto scritto. In pratica verrà pagata anche dagli inquilini che abitano in affitto o che hanno a disposizione alloggi di edilizia residenziale pubblica. In casi di nudo proprietario e usufruttuario, invece, non si configura alcun detentore. L'intero importo dell'imposta farà carico all'usufruttuario.

 

4. COME SI PAGA LA TASI?

Per pagare la Tasi si può compilare il modulo F24 o il bollettino di conto corrente postale, dividendo il versamento in due rate.

 

5. SCADENZE: QUANDO SI PAGA?

Per i Comuni che hanno deciso l'aliquota a maggio, il pagamento è avvenuto il 16 giugno, mentre gli altri che hanno deliberato dopo il 31 maggio pagano il 16 ottobre. I rimanenti 652 comuni senza delibera hanno l'ultima scadenza il 16 dicembre, in un'unica soluzione.

 

6. QUANTO PAGANO GLI INQUILINI?

A seconda del comune in cui ci si trova, gli inquilini dovranno pagare una quota che va dal 10% al 30 % dell'importo dovuto per l'immobile, considerando l'aliquota come la seconda casa; il restante 90% o 10% è a carico del proprietario. In mancanza di indicazione si assume il minimo del 10%. La percentuale varia in base ai comuni: ad esempio a Milano è del 10%, a Roma è del 20% mentre a Torino, Palermo e Firenze gli inquilini sono esentati. Non essendo obbligatorio indicare questo valore catastale nel contratto, sarà premura dell'inquilino contattare il proprietario per conoscere questi dati, calcolare quindi l'imposta e scoprire qual è l'aliquota da pagare che ha deciso il comune.

 

7. SONO PREVISTE ESENZIONI?

 I Comuni può definire riduzioni o agevolazioni in casi di particolari situazioni soggettive. Per questo è importante conoscere la delibera che, oltre alle aliquote può stabilire anche delle riduzioni di imposta a favore di alcune tipologie di nuclei familiari. La norma specifica che i Comuni possono adottare l’ISEE per riconoscere agevolazioni alle famiglie in condizioni di disagio economico.

 

8. COSA SI INTENDE PER “SOLIDARIETÀ TRA INQUILINI”?

Se un detentore non paga la sua quota, il comune non può rivalersi sul proprietario, e viceversa. Se il proprietario paga integralmente la tariffa non libera automaticamente l'inquilino in affitto, a meno che non venga comunicato preventivamente al comune. Tra gli inquilini di un appartamento, invece, ci si basa sul concetto di solidarietà: nel caso l'importo non venga da loro pagato, il comune può rivolgersi per l'intera somma ad uno solo o a tutti i detentori presenti.

 

9. COS'È IL MINIMO DI LEGGE?

Nel caso l'importo spettante ai detentori non superasse il minimo di legge dei 12 euro, può non essere versato.

 

10. QUAL È LA DISCIPLINA PER GLI IMMOBILI DI LUSSO?

Per gli immobili in categoria di pregio come dimore signorili, ville e castelli si paga anche la Tasi, sempre con aliquota massima del 3,3 per mille, ma il totale di Imu e Tasi non puo' superare il 6,8 per mille. 


Mario Luongo 


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