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Spreco alimentare: al via gli Stati Generali a Roma

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Nel corso della prima Giornata Nazionale si incontrano istituzioni, associazioni e imprese del settore primario. In primavera la roadmap per l'uso efficiente delle risorse

Prevenzione e solidarietà, intesa come recupero sostenibile delle risorse che il Pianeta mette a disposizione. Da qui parte la prima Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare, un incontro, voluto fortemente dal Ministero dell’Ambiente e svoltosi a Roma, per favorire l’incontro di stakeholder pubblici e privati della filiera alimentare e realizzare insieme azioni concrete per contrastare il fenomeno, sempre più in aumento in tutto il mondo. Basti pensare che, secondo dati della Fao, circa un terzo di ciò che viene prodotto nell’intero processo produttivo viene gettato via. Una situazione diventata ormai insostenibile, su cui bisogna intervenire attraverso tre direttrici: il risparmio, l’efficienza e lo sviluppo di energia rinnovabile.

PINPAS

La proclamazione della Giornata è la prima iniziativa concreta del Piano Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (Pinpas), adottato dal Ministero dell’Ambiente con un decreto del 7 ottobre 2013, e che sarà presentato ufficialmente in primavera, in sintonia con i diktat dell’Unione europea per indirizzare i Paesi membri verso una gestione più efficiente delle risorse. Si tratta di una misura urgente, a cui è stato chiamato a lavorare un Comitato di indirizzo coordinato dal presidente di Last Minute Market, Andrea Segrè, e di cui fanno parte esponenti della cultura, dell’arte e della ricerca italiani. All’incontro di Roma sono stati convocati anche gli Stati generali di prevenzione dello spreco alimentare, composti da enti, associazioni e imprese, chiamati a esprimere indicazioni e buone pratiche per ridurre l’eccessivo consumo di cibo.

DATI

Secondo la Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ammontano a circa 222 milioni le tonnellate di cibo che vengono gettate via ogni anno nei paesi industrializzati. Qui, soprattutto in Europa e Nord America, gli sprechi maggiori sono legati al consumatore, a differenza dei centri più poveri. In tutto il mondo va perso in media il 30% dei cereali, il 20% dei prodotti caseari e il 30% di pesce. In Europa, come dimostra uno studio della Commissione, entro il 2020 ci saranno 126 milioni di tonnellate di cibo che andrà sprecato, in larga parte proveniente dal comparto domestico. E l’Italia? Lo spreco alimentare nel Belpaese vale 8,7 miliardi di euro, pari allo 0,56% del Pil nazionale. Lo ha sottolineato Last Minute Market, secondo cui i primi prodotti ad essere gettati via sono quelli freschi e gli avanzi. Tuttavia, ad oggi il 52% degli italiani rivela di avere una maggiore cura nella politica familiare della spesa alimentare, un dato di sette punti superiore rispetto al 2012.

OBIETTIVI

Tra le finalità al centro della Giornata nazionale  e del Pinpas ci sono alcune richieste contenute nella Risoluzione 2012 del Parlamento europeo, e cioè dimezzare lo spreco alimentare entro il 2025 e sollecitare l’istituzione dell’Anno contro lo spreco alimentare in tutto il Vecchio Continente. Il tutto attraverso soluzioni concrete ed efficaci in termini di riduzione alla fonte della quantità di cibo che finisce tra i rifiuti nel breve e nel lungo periodo, raggiungendo entro il 2020 una  riduzione del 5% degli scarti urbani per unità di PIl, il 10% di quelli pericolosi e del 5% di quelli speciali. 

@Idart87

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