Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Solar Decathlon, Chiara Tonelli racconta Rhome for denCity

  1. Home
  2. My generation
  3. Solar Decathlon, Chiara Tonelli racconta Rhome for denCity

L’architetto ed ex giudice del programma di Real Time “Cortesie per gli ospiti” descrive il progetto italiano che parteciperà alle olimpiadi dell’edilizia sostenibile

Sostenibilità, innovazione e densità. La ricetta dei campioni green è tutta in questi tre ingredienti. Gli stessi che l’architetto Chiara Tonelli e il suo team di studenti ed esperti dell’Università Roma Tre hanno mixato insieme per dare vita a Rhome, il progetto che rappresenterà l’Italia al Solar Decathlon 2014, l’Olimpiade internazionale dell’architettura amica dell’ambiente. Venti finalisti, provenienti da 16 paesi e tre continenti si sfideranno il prossimo giugno a Versailles, in Francia, a suon di edifici convenienti, efficienti dal punto di vista energetico e perfettamente inseriti nel territorio di riferimento. La squadra azzurra, dopo il successo dell’ultima edizione, è pronta di nuovo a fare il pieno di vittorie.

 

“Questa competizione, in realtà, esiste in America da più di 10 anni – ha raccontato ad Energie Sensibili Chiara Tonelli -. Quando 3 anni fa è sbarcata in Europa me ne sono subito interessata e così nel 2012 ho deciso di partecipare, insieme ai miei colleghi di Roma 3, con un progetto, MED in Italy, che ha rappresentato l’Italia per la prima volta in assoluto all’interno della gara. Così siamo andati a Madrid e, nonostante le tante difficoltà, siamo riusciti a piazzarci terzi. Il successo è stato talmente grande che ci siamo rimessi subito a lavoro per l’edizione 2014, che richiede che il progetto stesso sia inserito all’interno del territori dell’Università di riferimento”.

 

È nato così Rhome, (a home for Rome) for denCity, che ripensa le periferie urbane in chiave sostenibile. La casa, infatti, costruita con materiali biodegradabili e riciclabili, come legno, sabbia e alluminio, sarà altamente efficiente, con una grande capacità di comportamento passivo, dotata di pannelli fotovoltaici che ne garantiscono l’approvvigionamento energetico. Oltre ad essere antisismica, produrrà più di quanto consuma e fornirà energia per tutto il quartiere nel quale verrà costruita.

 

“Il progetto è pensato per soddisfare tutte le prove previste dall’Olimpiade, dall’architettura all’ingegneria, dal marketing alla comunicazione, fino all’innovazione e alla sostenibilità – ha continuato l’architetto Tonelli -. Abbiamo cercato di coniugare efficienza energetica e social housing, rispettando il territorio. Partendo da Tor Fiscale, un’area alla periferia di Roma caratterizzata da un elevato tasso di abusivismo edilizio che ha inglobato i fornici dell’acquedotto romano, abbiamo concepito l’ultimo dei quattro piani di un edificio il cui impianto possa essere compatibile con questa zona. Nel nuovo quartiere nato sulle demolizioni di quello precedente, l’acqua verrà riutilizzata, ci sarà maggiore attenzione alla distribuzione dell’energia e incentivi alla mobilità pedonale e ciclabile”.

 

Per verificare che ciò funzioni è stato preso in considerazione anche un sito più centrale, di proprietà delle Ferrovie dello Stato, a Trastevere. “Il concetto chiave – ha concluso Tonelli – è quello di ri-densificare un’area prescelta della Capitale, il che non significa solo aumentare il numero di metri quadrati o cubi per ettaro occupando nuovo suolo pubblico, ma incrementare il numero di abitazioni per la stessa area, offrendo appartamenti di piccole dimensioni, che al giorno d’oggi la città non offre, per soddisfare le esigenze di giovani coppie e residenti temporanei”.