Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Sì al piano Juncker: 315 miliardi per investimenti e occupazione

  1. Home
  2. What's next
  3. Sì al piano Juncker: 315 miliardi per investimenti e occupazione

Il progetto include la creazione di un Fondo europeo apposito (Feis) in seno alla Bei, per aumentare le attrattive dell'Ue verso mercati esteri. Prevista a giugno l'attivazione dei finanziamenti

Pareri unanimi e grande fiducia sull'approvazione del “piano Juncker” da parte del Consiglio europeo, avvenuta ieri in serata. Con lo stanziamento di 315 miliardi di euro per il biennio 2015-2017, l'obiettivo è quello di “promuovere gli investimenti e affrontare le carenze del mercato” attraverso la creazione di un Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis) in seno alla Banca Europea degli Investimenti, al quale partecipano gli Stati membri direttamente o attraverso le banche di promozione nazionale.

 Leggi anche: Accordo Ue sul clima, taglio del gas al 40% e rinnovabili al 27% 

PAROLA D'ORDINE: FLESSIBILITA'

Un aspetto che ha suscitato l'interesse di molti capi di governo è la posizione favorevole della Commissione sul contributo degli Stati membri, valutandoli in un'ottica di flessibilità, frutto di una mediazione tra l'applicazione rigida delle regole e una più morbida, che tenga conto della situazione interna di ogni paese. “Un primo passo nella nostra direzione” ha commentato il premier Renzi riguardo allo “scorporo” dal Patto di stabilità dei co-finanziamenti destinati ai fondi comunitari di coesione. In pratica il concetto di flessibilità si applica se uno Stato membro viola il Patto di stabilità a causa del contributo al piano Juncker.

ATTIVAZIONE DEL FONDO A GIUGNO

La Commissione europea presenterà a gennaio una proposta più concreta che i legislatori dovranno valutare per trovare un accordo comune, che da giugno 2015 si tradurrebbe nell'attivazione di nuovi investimenti. Il Consiglio europeo inoltre ha sottolineato che il FEIS sarà integrato sia ai programmi dell'Ue in corso che alle attività della BEI, ma bisogna attendere il Consiglio straordinario convocato il 12 e 13 febbraio per avere maggiori informazioni sulle modalità di governance del fondo, che saranno chiarite dallo stesso Juncker. “Il piano riaccende fiducia nell'Eurozona- dichiara il presidente della Bce Mario Draghi – ma per essere molto efficace deve rispondere a tre condizioni: rapida attuazione, investimenti con elevato ritorno e opportunità per spingere le riforme strutturali”.

Leggi anche: L'embargo alla Russia tra energia, alimentare e tessile 

AUMENTARE L'ATTRATTIVA DELL'UE

Nella nota di trasmissione conclusiva, il Consiglio invita la Commissione europea e i legislatori ad accelerare i lavori finalizzati ad aumentare l'attrattiva dell'Ue verso gli investitori, attraverso maggiore produzione, innovazione e un quadro normativo più integrativo verso i mercati dei capitali. Energia, commercio multilaterale e digitale sono alcuni dei settori da incentivare e rafforzare, attraverso una collaborazione più stretta sulle politiche economiche e monetarie.