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Sharing economy, arriva la carica dei monopattini elettrici

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Andrea Giaretta (Dott): “Dovremo dare vita a un sistema in grado di autosostenersi, senza ripetere gli errori che hanno causato il flop di alcuni servizi di bike sharing”

Con la firma del decreto ministeriale che fissa le norme per le sperimentazioni, i Comuni potranno pubblicare i primi bandi. Da qui ai prossimi mesi, quindi, nelle città italiane potrebbero iniziare a vedersi sciamare nuove flotte di piccoli veicoli elettrici: monopattini, hoverboard, segway. È la cosiddetta micromobilità elettrica che finalmente, dopo una lunga attesa, può contare su una norma nazionale che ne definisce le possibilità e i limiti di utilizzo. Si apre così la strada a una nuova forma di sharing che potrebbe presto rendere più smart le nostre città, più sostenibile il traffico e migliore la qualità dell’aria nei centri urbani.
Se per hoverboard e segway è necessaria una buona dose di equilibrio e qualche ora di allenamento, il discorso cambia per i monopattini, che sono molto più semplici da usare oltre che più comodi per i piccoli spostamenti. A dimostrarlo c’è l’uso che già se ne fa nei centri di molte città europee, come ad esempio Parigi, Bruxelles, Berlino, Lisbona per citarne alcune, oltre che, al di là dell’Atlantico, a New York.

 

LE NUOVE NORME

Una parte importante del decreto attuativo licenziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, riguarda i requisiti di sicurezza per gli utenti: alle sperimentazioni saranno ammessi soltanto i monopattini con motore dalla potenza nominale massima di 500W, certificati CE secondo la direttiva 2006/42.
I mezzi dovranno essere dotati di:
segnalatore acustico,
freno con leva meccanica,
fanali a luce fissa anteriore e posteriore.
Potranno circolare nelle aree pedonali, sulle piste ciclabili, nelle zone con limite di velocità a 30 Km/h, e nelle aree che i Comuni saranno chiamati a delimitare, con un limite di velocità di 20 Km/h che scende a 6 nelle aree pedonali.
I conducenti, maggiorenni o minorenni ma con la patente per il motorino, avranno l’obbligo di utilizzare un giubbotto catarifrangente per muoversi di notte.

 

UN NUTRITO GRUPPO DI STARTUP PRONTE A PARTIRE

A voler sperimentare la micromobilità elettrica in Italia si sono candidate già diverse aziende, spesso forti di esperienze fatte altrove in Europa. E uno dei palcoscenici prediletti per l’inizio dei test è Milano, dove il Comune ha già iniziato a lavorare ai bandi. A popolare questo mercato si candidano così Helbiz, fondata nel 2017 a New York, Lime, sempre statunitense, Flash, che è stata fondata a Berlino, e l’olandese Dott. Ma allargando lo sguardo il panorama su scala internazionale sarebbe ancora più ampio.

 

IL CASO DI DOTT

Tra i protagonisti di questa nuova era della mobilità sostenibile si affaccia in Italia una startup olandese, Dott, che ha già sperimentato la propria flotta di monopattini nella capitale francese e in quella belga, oltre che a Lione, e che aspettava proprio la firma del ministro Toninelli sul decreto per poter passare alla fase operativa. Qualche test è già stato portato a termine, come in occasione della Design week e del Fuorisalone di Milano.
Dott mette in campo una flotta di mezzi appositamente progettati per lo sharing e per l’uso in città, con una serie di accorgimenti che ne rendono la guida più comoda e sicura rispetto ad altri modelli in commercio. A guidarla nel nostro paese con il ruolo di general manager è Andrea Giaretta, mentre il team è composto da persone che hanno già avuto esperienze nel campo della sharing economy.
"A Parigi siamo tra i primi tre player nel nostro campo, mentre a Bruxelles lottiamo per la prima posizione - spiega Giaretta - Non abbiamo in programma di ‘sbarcare’ aggressivamente in molte città, ma siamo alla ricerca delle condizioni giuste per sviluppare il nostro business. Per questo dialoghiamo con le amministrazioni e ci auguriamo che si creino i presupposti per dare una svolta responsabile e seria” a questo genere di mobilità.

 

COME NEL CAR SHARING, TUTTO SI BASA SU UN'APP

Ma cos’è nello specifico Dott? È un servizio di free floating con i veicoli che si possono sbloccare e bloccare tramite un’app da scaricare sullo smartphone. “Il concetto di base è semplice o ormai ben conosciuto dopo l’arrivo nelle nostre città del car e del bike sharing - prosegue Giaretta - Per questo abbiamo concentrato la nostra attenzione sul veicolo, che è customizzato per l’utilizzo che proponiamo e prodotto con caratteristiche ad hoc. Può contare su

  • un doppio freno, uno meccanico e uno Abs elettronico,
  • un sistema di ammortizzazione che consente di muoversi anche su terreni sconnessi,
  • ruote da dieci pollici anziché da otto, quindi più larghe delle rotaie dei tram, per consentire agli utenti una maggiore stabilità”.

Quanto alle tariffe del servizio, stando a ciò che succede su scala internazionale, dovrebbero attestarsi in generale attorno ai 15 centesimi per ogni minuto di utilizzo.

 

LA GEOGRAFIA DELLE CITTÀ PIÙ FRIENDLY PER I MONOPATTINI ELETTRICI 

Tra le prime amministrazioni ad aver messo mano ai bandi c’è Milano, ma sono diversi i centri urbani che iniziano a focalizzarsi sulla green mobility, da Firenze alla riviera romagnola, passando anche da Roma. “Finora ho incontrato molte amministrazioni - sottolinea Giaretta - ora si tratterà di capire le tempistiche dei bandi e i principi a cui saranno ispirati: ci aspettiamo contesti sensati dal punto di vista del business, perché sarà fondamentale adottare un approccio responsabile ed evitare flop come quelli di alcuni bike sharing. Uno dei criteri per scegliere se sbarcare o meno in una città, dove dar vita a un team che gestisca le attività, è che si possa contare su numero di veicoli congruo, né troppo grande né esiguo, che consenta ai player di autosostenersi e ripagare i costi operativi. Ci auguriamo - conclude Giaretta - che la selezione dei player si basi sulla qualità, con la giusta dose di flessibilità a seconda delle stagioni e dei periodi dell’anno”.