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Risparmio energetico, gli italiani tra i più virtuosi in Europa

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L’Istat pubblica il Rapporto “Noi Italia”: nel 2012 il consumo pro-capite di elettricità in Italia è stato più basso della media Ue

Gli italiani consumano meno energia elettrica in confronto agli altri cittadini europei. È questo uno dei dati contenuti nell’edizione 2014 del report Istat “Noi Italia”, fotografia del Paese che ne analizza i principali aspetti economici, ambientali e sociali.

Secondo le statistiche, nel 2012 il consumo procapite italiano è stato di 5.082,9 kWh, leggermente sotto la media europea. Più “spreconi” i finlandesi, con 14.890,3 kWh per abitante; gli svedesi, con 13.186,8 kWh; i lussemburghesi, con 12.517,5 kWh (dati Istati 2011). Rispetto al 2011 il consumo energetico in Italia si è ridotto nel settore industriale e nel domestico, come già evidenziato dal Terzo Rapporto Enea sull’efficienza energetica, mentre è aumentato il fabbisogno nel terziario e nell’agricoltura.

Stando ai dati Istat non si è verificata nel 2012 una variazione significativa nella produzione di energia elettrica – pari a 50,3 GWh per 10 mila abitanti – mentre è aumentata la quota ottenuta da fonti pulite: le rinnovabili hanno raggiunto circa il 27% nel 2012, oltre 3 punti percentuali in più rispetto al 2011. Anche su questo fronte l’Italia ha fatto meglio dell’Europa, la media dei 27 Stati membri è infatti intorno al 20,4%.

L’indagine Istat ha riguardato anche l’ambiente, con statistiche sulla spesa per la tutela delle aree verdi, sulla gestione dei rifiuti e sulle emissioni di gas serra. In quest’ultimo campo, soprattutto, i risultati dell’Italia son stati positivi: tra il 2010 e il 2011 nel nostro Paese sono state tagliate del 2,3% le emissioni di CO2, per un totale di circa 489 milioni di tonnellate.

 

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