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Ripopolare i borghi: le teorie del Mit trovano casa a Vaccarizzo

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Il paesino in provincia di Cosenza selezionato dalla startup Brit per sperimentare un prototipo di trasformazione sociale ispirato all’idea di Otto Scharmer, docente del Massachusetts Institute of Technology

Far rinascere i borghi storici e a rischio di abbandono: è il progetto al quale lavorano Federica Benatti, Renzo Provedel e Michela Rossi, che hanno fondato a metà 2018 la startup Brit team, che ha puntato la propria attenzione su un piccolo centro in provincia di Cosenza, Vaccarizzo di Montalto Uffugo. Proprio qui infatti è stato sperimentato un prototipo di trasformazione sociale ispirato alle idee di Otto Scharmer, il docente del Massachusetts Institute of Technology che ha inventato la “teoria U” e fondato il Presencing Institute.

SOCIETAL TRANSFORMATION LAB: DALLA FORMAZIONE, AI LABORATORI PER SVILUPPARE IDEE

Tutto è partito con un corso di formazione online tradotto in sei lingue con il quale il Presencing Institue è arrivato a illustrare i propri progetti a oltre 30mila partecipanti. Da questa iniziativa è poi scaturito nel 2019 il Societal Transformation Lab, laboratorio di 5 mesi con l’obiettivo di dare vita a 300 team impegnati su progetti differenti ma con un approccio di metodo comune. Tra i partecipanti è stata selezionata Brit nell’ambito del contrasto allo spopolamento dei piccoli borghi, con un team composto da un gruppo di professionisti provenienti da Emilia-Romagna, Liguria, Lazio e Calabria: tra loro anche Roberta Caruso, imprenditrice filosofica di Montalto Uffugo (CS), che ha ideato “home for creativity” - il Nomadi digitali Network - un innovativo modello di coliving, primo nel suo genere in Calabria, il vicepresidente degli Stati generali dell’innovazione Sergio Farrugia, l’architetto olistico Giada Mele, l’urban regeneration planner Giovanna Carpinello. Tutti consigliati “da remoto” dagli esperti del Mit e impegnati a mettere al centro del progetto la comunità locale e i suoi protagonisti.

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IL PROGETTO DI SVILUPPO E RINASCITA DEL BORGO DI VACCARIZZO

Il progetto è così partito ufficialmente il 28 febbraio, con una serie di interviste agli abitanti di Vaccarizzo e una serie di incontri online, il primo passo verso un percorso di co-creazione di un progetto di sviluppo e rinascita del borgo, al quale è dedicata anche la pagina Facebook “I live in Vaccarizzo”.


L’esperienza maturata con il Mit ha poi portato nel tempo a proseguire nell’impegno per il ripopolamento del borgo, che era arrivato a contare soltanto 500 abitanti. È nata così una cooperativa di comunità e un progetto di crowdfunding che ha avuto l’obiettivo di dare vita a un negozio specializzato nella vendita di prodotti a Km zero e generi alimentari locali sfusi.

Poi il progetto per l’apertura di un pub, e quello per far nascere la cosiddetta “banca delle terre” per la gestione dei terreni incolti. Tutte iniziative finalizzate ad attirare l’interesse dei giovani, e ovviamente dei visitatori che a Vaccarizzo possono trovare un home restaurant che conta su più di 40 anni di attività e un’antica filanda che nel frattempo è diventata un museo.

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DAL RIPOPOLAMENTO DEL BORGO AL PROGETTO ORIENTATO AL TURISMO

Intanto a Vaccarizzo ha iniziato anche a prendere forma un progetto orientato al turismo: un gruppo degli abitanti del borgo ha infatti deciso di affidare alla cooperativa la gestione di venti immobili, che potranno essere così venduti, ceduti in affitto o destinati ad attività di accoglienza di visitatori, dopo una ristrutturazione che coinvolgerà imprese locali, con un accesso al credito facilitato grazie all’interessamento di un istituto di credito locale destinato anche a chi voglia dare vita a nuovi progetti imprenditoriali sul posto.

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A dare infine una spinta ulteriore a questa strategia hanno contribuito Poste Italiane e l’Amministrazione Comunale, che hanno progettato la riapertura dell’ufficio postale del paese.