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Reti di imprese sociali: in Italia arriva Ashoka

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Sbarca nel nostro Paese il più grande network globale di aziende con questa vocazione, a cui già aderiscono 3000 soggetti di 80 Stati nel mondo. Valeri: “Qui tante eccellenze che però lavorano in maniera troppo isolata tra loro”

Fare rete è fondamentale per mantenere alta la competitività delle aziende. Ciò è tanto più vero per quelle a vocazione sociale, capaci cioè di creare un impatto non solo economico ma di beneficio per il benessere della comunità di riferimento attraverso innovazioni e partnership strategiche con altri soggetti. Con questo obiettivo 35 anni fa è nato Ashoka, un network internazionale che rappresenta la più grande rete mondiale di imprenditori sociali, e che finalmente, con un po’ di ritardo rispetto agli altri Paesi europei, arriva anche in Italia.

 

ASHOKA, UN SUCCESSO IN 80 PAESI DEL MONDO PER OLTRE 3000 INNOVATORI ADERENTI

L’esercito di imprenditori sociali che negli anni ha aderito ad Ashoka è numeroso. Si parla infatti di oltre 3000 soggetti distribuiti in 80 diversi Stati e uffici regionali nei cinque continenti. Dalla cura degli anziani agli interventi in ambito sanitario, dalle azioni a sostegno delle vittime di maltrattamento domestico agli aiuti ai giovani per entrare nel mondo del lavoro: di questo e tanto altro si occupano le imprese che hanno fatto rete grazie ad Ashoka e che stanno riscuotendo grande successo. Tra i fellow più importanti, ad esempio, c’è la costruzione di 60mila nuove case in Kenia, l’investimento di due milioni di dollari nelle rinnovabili negli Usa e l’accesso alla tecnologia per più di 300mila donne nigeriane.

COME FUNZIONA ASHOKA?

Ashoka seleziona, forma e connette innovatori sociali da una parte all’altra del Pianeta e sostiene lo sviluppo di nuovi modelli imprenditoriali-sociali, ottenendo risultati di grande impatto. A tutti i fellows selezionati viene fornita una borsa di studio pluriennale e l’accesso alla rete globale, ma il network non riceve alcun aiuto pubblico, contando solo su donazioni e finanziamenti da parte di aziende, associazioni ed altri enti privati.

 

Leggi anche: Responsabilità sociale e condivisione: così cambiano le imprese

 

IL NETWORK SBARCA IN ITALIA: UNA OCCASIONE PER LE PMI SOCIALI

“L’imprenditoria sociale, vero e proprio e proprio motore per l’economia di un Paese, ha una storia molto lunga in Italia, dove ha cominciato a svilupparsi già a partire dagli anni Ottanta – dichiara a Energie Sensibili Alessandro Valera, direttore di Ashoka Italia -. Non ci è stato però nessuno fino ad ora che abbia selezionato i migliori imprenditori sociali, mettendoli insieme e facendoli conoscere anche all’estero, in modo che i loro progetti di successo fossero replicabili. Questo è il nostro obiettivo, che sarà non difficile da raggiungere potendo contare su un tessuto nutrito e vivace. Secondo alcuni studi che abbiamo fatto in fase di lancio del network nella Penisola, ci sono numerose eccellenze, circa 500, sia a Nord che a Sud, ma che operano in maniera troppo isolata le une dalle altre. Noi intendiamo incentivare il confronto tra loro per poi lanciarle sul mercato internazionale”.

 

 

OBIETTIVI E PROSPETTIVE DI ASHOKA NEL NOSTRO PAESE

“Scegliamo gli innovatori sociali che riteniamo essere più meritevoli – spiega ancora Valera -. Il nostro progetto assicura una sostenibilità di tre anni: il primo è dedicato al lavoro sulla persona, attraverso corsi di formazione mirati; il secondo è quello dell’incubazione del progetto, che viene indirizzato su un modello economico-gestionale sostenibile; infine c’è l’accelerazione dello stesso, che dalla comunità iniziale deve poter essere riprodotto altrove, e quindi entrare nella vera e propria rete di Ashoka”.

Per approfondire: Startup, le procedure per il riconoscimento della vocazione sociale