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In Puglia i primi hotel biodegradabili d’Italia

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Dal 14 luglio si assisterà alla autocostruzione dei due prototipi di rifugi temporanei ecosostenibili nel Parco dei Paduli. Lazzari: “Turismo alternativo attraverso il recupero di una dimensione atavica e rurale”

La nuova frontiera della bioedlizia sono gli hotel biodegradabili: strutture ad autocostruzione temporanea create con materiali essenziali e risorse già presenti in natura. In Italia i primi due esempi di questo nuovo tipo di edifici green nasceranno in Puglia, e più precisamente nel Parco dei Paduli, una grande area rurale occupata fino al 1800 da una fitta foresta di querce, cuore pulsante del Salento. Qui i vincitori del concorso “Nidificare i Paduli, Strategie alternative del vivere in natura” avranno pochi giorni di tempo, a partire dal 14 luglio prossimo, per la produzione dei due prototipi di rifugi temporanei ecosostenibili.

 

Il Laboratorio Urbano Bollenti Spiriti delle Terre di Mezzo, nato nel 2011, l’Associazione culturale Lua e i Comuni di San Cassiano, Brotugno, Surano, Nociglia e Giuggianello avevano promosso qualche mese fa un concorso di idee per l’autocostruzione del primo villaggio turistico italiano a impatto zero con sede proprio nel Parco dei Paduli. Tra i 38 progetti arrivati da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, la giuria ne ha premiati due in particolare. A questi andrà un contributo di 7 mila euro, da utilizzare per la realizzazione dei due edifici. Paglia, canne, terra, foglie, legname di scarto e pietre: è tutto pronto per dare il via ai lavori delle nuove costruzioni.

 

“Il concorso fa parte di un progetto più ampio finanziato dalla Regione Puglia per la gestione e riqualificazione di questo grande territorio salentino – ha raccontato ad Energie Sensibili Mauro Lazzari dell’Associazione Lua,  giurato del premio -. Si tratta di 5500 ettari di ulivi secolari, famosi in tutto il mondo: basti pensare che tra il 1600 e il 1800olio rampante ottenuto da queste coltivazioni veniva esportato anche all’estero per l’illuminazione pubblica. Abbiamo voluto dimostrare con questa iniziativa che un turismo alternativo ed ecosostenibile è possibile, soprattutto in una area dove è l’agricoltura l’elemento dominante, recuperando una dimensione atavica e rurale”.

 

Si chiamano “Lovo” e “Nido dei Paduli” i due progetti che vedranno la luce nel prossimo mese. Il primo è stato ideato da un gruppo di giovanissimi architetti, tutti under 29, che operano tra Parma e Brindisi. Il principale materiale che verrà adoperato per la costruzione del rifugio è costituito dagli scarti dell’olivicoltura, mentre sacchi di juta riempiti di paglia serviranno a formare il pavimento delle stanze dell’albergo. I sassi e le pietre, invece, recuperati sul posto, delimiteranno gli ambienti.  Anche l’illuminazione sarà naturale, ottenuta con lampade ad olio derivante dalla molitura delle olive. Più green di così?

 

Un team di studenti dell’Università di Firenze è il creatore del progetto secondo classificato. “Nido dei Paduli” è caratterizzato dalla presenza di un vero e proprio nido articolato attorno agli ulivi secolari tipici di questo territorio, ottenuto dall’intreccio di canne e canniccio legati tra loro da corde. Il tetto e il pavimento sono invece realizzati grazie a legno e cartone impermeabilizzato con olio d’oliva. A partire dal 20 luglio fino a settembre sarà possibile visitare i rifugi temporanei con escursioni notturne connesse ai Puglia Open Days, la manifestazione che per tutta l’estate permette di scoprire le bellezze più nascoste della Regione.