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Pmi, maggiore concorrenza sul mercato delle tariffe alberghiere

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La Camera dei Deputati ha approvato un emendamento che permetterà agli albergatori di offrire prezzi più bassi rispetto alle piattaforme di prenotazione online

Novità in arrivo per gli imprenditori che operano nel settore alberghiero. La Camera dei Deputati, con un emendamento al Ddl concorrenza, ha abolito la parity rate che consentiva alle piattaforme di prenotazioni online di offrire i prezzi più bassi sul mercato.

 

PARITY RATE

L'aula di Montecitorio ha votato favorevolmente all'unanimità, ora il testo passera al Senato ma è assai probabile che si tratti di una semplice formalità in modo da rendere efficace il provvedimento entro la fine dell'anno.

Si tratta di una vera e propria svolta per le imprese e i consumatori dal momento che il mercato sarà più libero ed efficiente. Grazie alla novità gli alberghi potranno ricevere più prenotazioni attraverso i propri portali web, generando maggiori introiti senza passare per le piattaforme d'intermediazione. Con il parity rate colossi come Booking e Expedia offrono i prezzi più bassi delle stanze gestendo una fetta considerevole delle prenotazioni, dal momento che nei siti web degli hotel in questione le tariffe sono necessariamente più alte per legge.

 

GLI ALBERGATORI

La clausola è stata sempre criticata dalle associazioni di categoria, soprattutto dalla Federalberghi, giudicandola una norma a favore delle multinazionali, le cosidette Ota (online travel agency).

“Continueremo a lavorare insieme con Booking senza problemi – afferma Alessandro Nucara, Direttore Generale di Federalberghi - Non è detto che tutte le strutture usciranno dal meccanismo della parità, le piattaforme non si devono sentire insidiate. In questi giorni ci sono state minacce eccessive da parte loro, hanno parlato di sospendere gli investimenti e addirittura di lasciare l'Italia, non succederà nulla di tutto ciò. D'altronde in Francia, dove è stato approvato un provvedimento simile, Booking continua a operare senza difficoltà”

 

IL MERCATO DELLE PRENOTAZIONI

Nonostante le dichiarazioni facciano trasparire ottimismo, il rischio di una guerra fredda tra gli imprenditori del settore alberghiero e i colossi del web appare concreta. Del resto, la posta in palio è decisamente alta dal momento che il mercato delle prenotazioni online, non solo alberghiere, vale circa quattro miliardi l'anno. Soltanto attraverso Booking.com in Italia si effettuano sette milioni di prenotazione all'anno, numeri importanti realizzati grazie ai prezzi vantaggiosi delle piattaforme.

 

VANTAGGI E SVANTAGGI

Il lavoro di Booking è vantaggioso soprattutto per le piccole e medie imprese che ricevono gratuitamente una serie di servizi: dalle recensioni dei testi, alle foto degli annunci passando per le traduzioni in 42 lingue.

In futuro questo pacchetto di soluzioni potrebbe venire meno se gli introiti delle piattaforme dovessero calare a causa del minor flusso di prenotazioni a favore di alberghi e hotel. Di conseguenza le imprese dovrebbero occuparsi delle campagne pubblicitarie in proprio, con costi decisamente alti che si ripercuoterebbero a cascata sulle tariffe delle stanze.

“Se gli hotel cominceranno a non darci più le tariffe migliori vedremo che conseguenze economiche ci saranno per la nostra azienda. - spiega Andrea D'Amico di Booking.com - Se tutto dovesse andare bene, cosa che tra l’altro mi auguro, ovviamente non cambierà nulla».