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Oggetti di design prodotti con materiali riciclati

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Skateboard, sedie, abiti di gala. La seconda vita delle bottiglie di plastica è meglio della prima!

Ogni anno in Europa si producono circa 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti, un’enormità difficile anche da immaginare. Il 10% è costituito da rifiuti urbani: imballaggi, scarti alimentari, vestiti, elettrodomestici. Una montagna di immondizia prodotta dalle nostre abitudini di consumo che incidono in maniera fatale sul nostro ecosistema.

Un cambio nello stile di vita e di approccio al consumo non solo è eticamente auspicabile, ma è indispensabile ai fini della sopravvivenza del nostro pianeta. La strada da imboccare è quella del riciclo e del riuso. Andiamo a scoprire qualche idea creativa per dare nuova vita agli oggetti di scarto nel pieno rispetto del nostro ambiente.

 

BUREO: DALLE RETI DA PESCA AGLI SKATEBOARD

Anche le reti da pesca possono avere una seconda vita. Ad averci pensato per prima è stata Bureo, un’azienda californiana che, a partire da vecchie reti da pesca dismesse, crea skateboard a forma di pesce e occhiali da sole alla moda. Il materiale con cui produce questi nuovi oggetti è il Netplus, ricavato proprio riciclando le reti da pesca. Dal 2013 la Bureo ne ha prodotti ben 365 mila kg, grazie alla partecipazione di più di 50 compagnie di pesca del Sud America. E il vantaggio è duplice perché la Bureo, non solo ricicla, ma paga il rifiuto ai pescatori che vengono sollevati dall’onere dello smaltimento. Insomma un circolo più che virtuoso. 

 

PER FARE IL LEGNO CI VUOLE L’ALBERO, PER FARE LA SEDIA CI VUOLE LA BOTTE

Si chiama “Le sedie del torchio” l’azienda che, a partire da vecchie botti di vino, crea sedie di design intrecciando le assi altrimenti destinate al macero. Ogni sedia è creata a mano in maniera artigianale e dunque ogni pezzo è unico, una vera e propria opera d’arte. Ogni elemento porta con sé le forme e i segni lasciati dal tempo sulle doghe della botte, formando così un piccolo ponte tra passato e futuro. Nulla è lasciato al caso, perché anche l’imbottitura è in materiale riciclato: velluto Keovelvet in PET riciclato.

 

LA LAMPADA CHE IMITA LA CARTA

Esiste una speciale lampada che, grazie al materiale con cui vene prodotta, riesce ad avere una trasparenza luminosa maggiore di quella della carta, per un effetto mozzafiato. Una vera e propria opera d'arte disegnata dallo stilista giapponese Issey Miyake e resa realtà, attraverso l'uso di plastica riciclata, da Artemide, una storica azienda specializzata nella produzione di elementi per l’illuminazione. Un oggetto di design che, quando non è utilizzato, può essere ripiegato su se stesso senza perdere la forma originaria, proprio come con gli oggetti di carta. Certo ha un solo difetto: il prezzo non è esattamente alla portata di tutti (circa 500 euro).

 

ODGER: LA SEDIA IKEA PIÙ OVVIA DI SEMPRE

Anche un oggetto di uso comune può essere un oggetto di design. È quello che hanno pensato i designer svedesi di Form Us With Love quando hanno disegnato le sedie Odger per Ikea. Una sedia composta al 70% da polipropilene, derivante quasi esclusivamente da plastica riciclata, e per il 30% da trucioli di legno ricavati da materiale di scarto. La Odger, progettata dai due designer svedesi Jonas Pettersson e John Löfgren, fondatori di FUWL, è una sedia con una seduta avvolgente e comoda che non eccede mai in stravaganze ma preferisce la funzionalità e la linea classica. Asa Hedeberg, senior product developer dell’Ikea, ha definito Odger “la sedia più ovvia che abbiamo mai realizzato”.

 

H&M: OGGI ABITI DA SERA IERI BOTTIGLIE DI PLASTICA

Design è anche abbigliamento. Dimenticate le creazioni artigianali da bancarella, gli orecchini o le spillette realizzati con i tappi delle bibite gasate, non stiamo parlando di quello. H&M ha lanciato le linee “Conscious” e “Conscious exclusive”, linee di abiti realizzati in tessuti ecosostenibili e derivanti da plastica riciclata. Gli abiti da sera sono in Bionic, un materiale che nella sua vita precedente aveva la forma di bottiglie di plastica, giocattoli, packaging e tutto ciò che inquina i nostri mari. H&M, tra l’altro, si impegna entro il 2030 a utilizzare materiali al 100% riciclati o derivanti da fonti sostenibili.