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Made in Italy, i mercati emergenti valgono 16 miliardi di euro

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Pubblicati dati Confindustria sulle previsioni di esportazione dei prodotti “belli e ben fatti” italiani: nel 2019 il primo cliente sarà la Russia

Parleranno russo le esportazioni dei prodotti BBF italiani, cioè quei beni caratterizzati da qualità di materiali e lavorazioni, cura dei dettagli, raffinatezza del design. I dati sono contenuti nel report del Centro Studi Confindustria con il contributo di ANFAO, ANICA, Assocalzaturifici, Federalimentare, FederlegnoArredo, Federorafi e SMI: nel 2019 l’import dall’Italia potrebbe valere 16,6 miliardi di euro e gran parte di questo giro d’affari riguarderebbe i paesi dell’Asia. Russia, Emirati Arabi e Cina sono, secondo Confindustria, i mercati più interessanti per le aziende italiane dell’alimentare, tessile, oreficeria e arredamento.

La crescita della capacità di acquisto dei Paesi emergenti sarà trainata da una nuova classe di “ricchi”: 202 milioni di persone benestanti e con il culto dell’Europa, in particolare dell’Italia e dei grandi marchi del nostro Paese.

In testa a tutte le classifiche la Federazione Russa: Mosca, San Pietroburgo, Urali e Volga le aree dell’immenso Paese (17 milioni di chilometri quadrati di estensione dove vivono 144 milioni di abitanti) dove le imprese italiane potranno trovare più sbocchi di mercato. Stando alle previsioni, nel 2019 i russi compreranno 400 milioni di euro l’anno di prodotti agroalimentari, 1,15 miliardi di euro di prodotti di arredamento, 1,73 miliardi di euro di capi d’abbigliamento e tessile, 900 milioni di euro di calzature, 150 milioni di euro tra occhialeria e gioielli.

Il made in Italy di alta qualità “sfonderà” in generale in tutta l’Asia, che per il Bel Paese rappresenta l’area geografica più dinamica. Gli Emirati risultano essere, in tutti i settori, il paese più facilmente accessibile, seguito spesso dalla Malesia e dai mercati europei. Al contrario il Sudamerica (specie Brasile e Argentina) rappresentano i territori più difficili da conquistare per le nostre imprese.

 

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