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“Per la crescita servono meno tasse per imprese e famiglie”

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Il monito di Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio. L’Associazione ha presentato a Roma lo studio “Fiscalità e crescita economica”

Troppe tasse penalizzano la crescita economica, mortificano i consumi e lo sviluppo delle imprese. Questo l’allarme lanciato da Confcommercio-Imprese per l’Italia che ha presentato a Roma lo studio “Fiscalità e crescita economica”. L’analisi pone l’accento sul livello di pressione fiscale effettiva (quella calcolata al netto del Pil sommerso) raggiunto in Italia: oltre il 53 per cento del Prodotto interno lordo, un record tutto italiano. “La riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese – si legge nel documento – è la prima e imprescindibile azione da intraprendere”.

 

“MENO TASSE SU IMPRESE E FAMIGLIE”

Alla presentazione dello studio “Fiscalità e crescita economica” erano presenti, tra gli altri, anche il Vice Ministro dell’Economia Enrico Morando, Renato Brunetta, Capogruppo alla Camera di Forza Italia, e Filippo Taddesi, Responsabile economico nazionale del Pd; tutti concordi sulla necessità di ridurre la pressione fiscale, in particolare su imprese e famiglie. L’analisi, in particolare, sottolinea come in tutti i Paesi benchmark si riscontri una correlazione fra la diminuzione della tassazione e la crescita economica.

“Anche se nella giusta direzione, le misure varate dal Governo, e mi riferisco in particolare al bonus Irpef di 80 euro – ha detto nel suo intervento il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli -, non hanno sbloccato la prudenza delle famiglie e di fatto dato un impulso tangibile, una scossa ai consumi. Per liberare davvero ingenti risorse per fare ripartire l’economia bisogna realizzare quella poderosa operazione che da tempo chiediamo: meno tasse e meno spesa pubblica, più riforme e più lavoro”.

 

LE PROPOSTE DI CONFOCOMMERCIO-IMPRESE PER L’ITALIA

Attraverso le parole di Sangalli, Confcommercio ha consegnato agli interlocutori politici quattro proposte per cominciare da subito il processo di riduzione della pressione fiscale. Nel dettaglio:

  • Revisione dell’attuale struttura Irpef riducendo le aliquote di imposta per imprese e lavoratori
  • Deducibilità totale dell’Imu sugli immobili delle imprese, come negozi e alberghi
  • Esclusione degli immobili strumentali dalla Tasi
  • Revisione della Tari, in base al principio “chi inquina paga”.

 


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