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La carta artigianale da cui può nascere una vita

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Come può germogliare un fiore, piantando un semplice foglio di quaderno? Ce lo spiega Daniele Romaniello, maestro cartaio di Roma

“La mia carta è riciclata e riciclabile, ma da essa può nascere anche qualcos’altro”. Racconta così il proprio lavoro il maestro cartaio Daniele Romaniello, che ha trasformato l'attenzione per la sostenibilità in un impegno concreto.

Il suo ultimo progetto realizzato è, infatti, la “carta-semi”, un foglio molto particolare che può essere piantato per far crescere piante o fiori. Lo abbiamo incontrato nel suo laboratorio alla periferia Roma, per saperne di più.

Come nasce la tua passione per la carta artigianale?

Il mio interesse per la carta fatta a mano è iniziato all’epoca del Liceo Artistico. Trovavo stimolante il fatto che qualunque tecnica pittorica o di stampa, potesse generare risultati anche molto diversi uno dall’altro a seconda del tipo di supporto: dalle tele alle varie tipologie, appunto, di carta.
Qualche hanno dopo ebbi l’idea di aprire un piccolo laboratorio, nella periferia nord-ovest di Roma, in cui produrre i miei supporti personali; ho recuperato le antiche tecniche di produzione artigianale della carta, che prevedono prima la stesura della cellulosa su un telaio di legno, quindi la scolatura e l’asciugatura al sole di ogni singolo foglio.
Anziché, però, utilizzare come materia prima la cellulosa madre, ho cominciato a stendere sui miei telai una poltiglia che realizzo personalmente partendo da carta da riciclo, recuperata in uffici, tipografie e scuole: la sminuzzo, la ammorbidisco in acqua e poi la frullo.

foglio di carta.jpg

Perché usare carta riciclata?

Innanzitutto perché oggi è una pratica che ritengo assolutamente necessaria per il mondo in cui viviamo. E poi mi incuriosisce sempre vedere i risultati che riesco a ottenere mischiando i diversi tipi di carte che mi arrivano. Ogni foglio che realizzo è praticamente un pezzo unico, con una serie di imperfezioni che possono anche valorizzare un disegno o una stampa serigrafica.
Intendiamoci, non tutta la carta che ricevo è adatta: non può essere riciclata, ad esempio, la carta plastificata, o quella che è stampata con troppi colori o con inchiostri contenenti metalli pesanti; caratteristiche che poi non la renderebbero perfettamente biodegradabile, come invece voglio per le mie carte.
Ma anche per questo c’è un rimedio. Le carte che ritengo ancora recuperabili, dopo la frullatura, vengono sottoposte a “cottura”. Nelle ore in cui vengono bollite, le carte rilasciano i metalli pesanti che si depositano sul fondo, mentre la cellulosa rimane in superficie. Io la raccolgo e le dò “nuova vita”.

fogli di carta semi.jpg

Parliamo della “carta-semi”

Come avrete capito, la mia carta è riciclata, riciclabile, biodegradabile e compostabile. Ma sono andato oltre. Volevo davvero dare nuova vita a quella carta che rischiava di essere buttata in discarica e bruciata. Da qui l’idea di inserire dei semi all’interno delle mie carte, in modo che, alla fine della loro seconda vita, potessero averne anche una terza, contribuendo al rinverdimento dei nostri spazi urbani.
Il procedimento non è poi tanto diverso dalle mie carte tradizionali. Creo un foglio con il telaio, vi spargo sopra dei semi di erbe officinali, di ortaggi, o di fiori e poi vi stendo sopra un altro foglio; quindi lascio asciugare al sole. Il risultato è un foglio del tutto particolare, su cui una persona potrebbe scrivere un pensiero o una dedica, per poi piantarlo in un vaso o nel giardino di casa. Poi acqua, luce e aria faranno il resto, e quel “pensiero” produrrà dei germogli.

I semi possono rimanere lì, incastonati nelle mie carte per anni, per decenni. Mi piace pensare che un giorno qualcuno ritrovi qualcuno dei miei fogli nascosto in qualche cassetto e magari lo pianti in terra senza sapere quali semi contenga. Magari, dopo un po’, potrebbe nascere un fiore, o magari un'erba aromatica.

carta semi.jpg

Una visione molto romantica, oltre che “green”. In quanti la condividono?

Moltissime persone, a dire il vero. Oggi i miei clienti sono le persone più diverse: dall’artista che vuole utilizzare le mie carte come supporto per le proprie opere, al romantico che vuole scrivere su un quaderno realizzato interamente a mano. È proprio l’aspetto artigianale che rende queste carte, seppur realizzate a partire da materiale di riciclo, dei prodotti di pregio. Di certo il costo non è quello di una risma per stampanti!

Da qualche tempo organizzo nel mio laboratorio anche dei corsi per insegnare ad altri le mie tecniche. I partecipanti non sono solo studenti d’arte, ma spesso anche semplici appassionati e curiosi. Tutti però accomunati da ideali etici, artistici ed ecologici.