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L’Europa mette al bando le buste di plastica

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Agli Stati membri la scelta su come limitarne l’uso. Il ministro Orlando: “La proposta va nella giusta direzione della protezione dell’ambiente e dell’uomo”

Una sorta di tassa sull’utilizzo o addirittura il divieto di vendita: sono solo due delle misure che gli Stati europei potrebbero adottare per limitare la circolazione delle buste di plastica. La Commissione europea ha adottato la proposta per la loro messa al bando: l’obiettivo, come sottolineato dal commissario Janez Potočnik, è quello di ridurne progressivamente il consumo fino all’80%.

 

Ogni anno i cittadini europei buttano fino a otto milioni di sacchetti di plastica. I peggiori per l’ambiente sono quelli ultrasottili (di spessore inferiore a 50 micron), assai diffusi perché leggeri e poco deteriorabili ma proprio per questo pericolosi per gli ecosistemi naturali, in particolare per quello marino. Le microparticelle che compongono le buste infatti, se non correttamente smaltite, possono resistere nell’ambiente per centinaia di anni.

 

Dal 1950 al 2008 la produzione mondiale di plastica è passata da 1,5 milioni di tonnellate l’anno a 245 milioni di tonnellate. A farne le spese sono soprattutto pesci e mammiferi marini: secondo l'Unep la plastica rappresenta dal 60 all'80% del totale dei rifiuti negli oceani, in Italia il record spetta al Tirreno centro-meridionale con 13,3 detriti ogni chilometro quadrato.

 

La proposta della Commissione è stata definita sulla base delle misure già attuate in alcuni Stati membri e sull’appello lanciato dai ministri dell’Ambiente Ue. “Sostengo con convinzione l’iniziativa della Commissione europea – ha detto Andrea Orlando – e rivendico con orgoglio che l’Italia in questa materia è all’avanguardia, avendo una normativa che mette al bando i sacchetti che non siano di materiale biodegradabile e compostabile”.