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L’alga amica dell’ambiente: così la spirulina “smaltisce” la CO2

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Il progetto di tre studenti dell’ITI S. Cannizzaro di Catania vince il premio Fondazione Foist 2020. È un esempio di economia circolare: dai mangimi, alle bioplastiche, a un colorante blu

Utilizzare la spirulina, una microalga caratterizzata dal colore verde azzurro e dalla forma a spirale, per ottenere due obiettivi: contribuire allo smaltimento dell’anidride carbonica e valorizzare la biomassa per ottenere prodotti ad alto valore aggiunto. È questo l’obiettivo del progetto ideato lo scorso anno da tre studenti dell’ITI S. Cannizzaro di Catania, coordinati dalla loro professoressa di chimica, Lidia Mastruzzo. Si tratta di un’idea messa a punto grazie alla collaborazione con un’azienda del territorio, la “Plastica Alfa” di Caltagirone, e che è valsa ai tre giovani la vittoria del premio Fondazione Foist con la selezione per il concorso europeo “I giovani e le scienze 2020” presso la Fast, Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche. I tre studenti, Daniele Cantarella, Samuele Murgo e Antonino Messina sono stati premiati in una cerimonia online - a causa dell’emergenza Covid-19 - il 9 marzo. Questo riconoscimento ha inoltre dato loro diritto a presentare la loro idea a Sciences Mexico, che era previsto dal 7 all’11 dicembre a Hermosillo, nel Paese centroamericano, ma che purtroppo non si terrà a causa dell’emergenza sanitaria globale in corso.

IN COSA CONSISTE EFFETTIVAMENTE IL PROGETTO "LA SPIRULINA: ALGA AMICA DELL'AMBIENTE"

Tutto parte dalla microalga, tra le prime forme di vita comparse sulla terra, che faceva parte della dieta delle civiltà precolombiane, che oggi si è guadagnata la fama di essere un superfood per le sue proprietà nutritive, e che oggi trova diverse applicazioni anche - ad esempio - nel campo della cosmetica. Oltre a queste caratteristiche la spirulina, però, è uno strumento che può assolvere il compito di “smaltire” la CO2 prodotta dalle aziende, per essere così utilizzata - ad esempio - all’interno di una bioraffineria.
Ad avere l’intuizione di utilizzare la spirulina per lo smaltimento dell’anidride carbonica è stata proprio l’azienda di Caltagirone, che ha così avviato una collaborazione con l’ITI S. Cannizzaro per dare vita a un impianto prototipo su scala di laboratorio ma che simula le condizioni di un impianto su scala industriale. “Abbiamo prodotto a scuola, in laboratorio, questo prototipo - spiega la professoressa Mastruzzo - simulando con grande attenzione e in scala le condizioni che poi si sarebbero verificate negli impianti produttivi, per studiare quali fossero le condizioni ottimali per la crescita dell’alga e per valorizzare in un secondo momento la biomassa prodotta. Grazie al risultato del nostro lavoro ciò che avevamo realizzato in laboratorio è poi stato trasferito nell’impianto pilota presente in azienda”.

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ECONOMICA CIRCOLARE: IL VALORE AGGIUNTO DEL PROGETTO

Il progetto ha anche un valore come esempio di economia circolare: si va infatti dall’assorbimento dell’anidride carbonica, per abbassare l’impatto ambientale dei sistemi industriali classici, fino alla produzione di una biomassa vegetale formata da una serie di composti organici e inorganici che possono trovare applicazione in diversi settori industriali, come quelli delle bioplastiche, dei biocombustibili, dei mangimi e della nutraceutica. “Siamo arrivati a estrarre dalle biomasse che risultano da questa lavorazione la ficocianina - aggiunge la professoressa - un complesso organico molto interessante per il settore alimentare, che può essere la base di un colorante caratterizzato dal suo blu intenso”.

DAL LABORATORIO SCOLASTICO ALL’AZIENDA: L’APPLICAZIONE DEL PROGETTO

Proprio la collaborazione con un’azienda del territorio è uno dei punti qualificanti del progetto secondo la professoressa Mastruzzo: “Come docente di chimica dal mio punto di vista questa partnership è stata un risultato importante, un’occasione per introdurre i ragazzi alla conoscenza di un mondo che in futuro potrebbe costituire per loro anche un’opportunità di crescita dal punto di vista lavorativo. I fotobioreattori che abbiamo istallato presso la nostra scuola, infatti, potranno trovare applicazione negli impianti di Plastica Alfa qui in Sicilia, in Puglia e in California, ma potrebbero diventare anche una best practice che si diffonderà su scala più ampia”.

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SOSTENIBILITÀ E COINVOLGIMENTO DEI RAGAZZI: IL RUOLO CHIAVE DELLA SCUOLA

A muovere i tre studenti però non è stata soltanto la passione per la chimica, e nemmeno soltanto la possibilità di aprirsi una strada per un futuro nel mondo del lavoro. Al centro del loro impegno c’è stata anche la voglia di impegnarsi per la sostenibilità e per la difesa dell’ambiente: “La scuola e costantemente impegnata a sensibilizzare i ragazzi verso le tematiche ambientali, dalla lotta all’inquinamento all’economia circolare, anche per metterli nella condizione di fare qualcosa per il bene comune. Alcuni hanno già sviluppato questa sensibilità attraverso un percorso autonomo, ma per molti altri la scuola può svolgere un ruolo di primo piano, soprattutto in un contesto come il nostro, dove anche fare la raccolta differenziata è ancora un miraggio. È vero che la sensibilità dei ragazzi sta progressivamente aumentando negli ultimi anni - conclude Mastruzzo - ma è anche vero che poi tutti devono fare i conti con una realtà dove la sostenibilità non è ancora una priorità riconosciuta in modo generalizzato”.

UTILIZZIAMO L’ANIDRIDE CARBONICA PRODOTTA PER CREARE VALORE

A confermare la lettura della professoressa è Daniele Cantarella, uno dei tre studenti che hanno firmato il progetto: “L’economia circolare è stato il motore che ci ha spinto - sottolinea - la nostra priorità è stata quella di voler difendere l’ambiente con la consapevolezza che la situazione ambientale e climatica è tutt’altro che rosea. Grazie al nostro impegno e alle nostre ricerche siamo orgogliosi di aver collaborato a realizzare un’idea innovativa che ha un potenziale grande e che può dare un impulso all’economia circolare: anziché inquinare utilizziamo l’anidride carbonica prodotta dalle industrie per creare valore, che si può tradurre in cosmetici, fertilizzanti, o mille altri usi ‘virtuosi’ che contribuiscono all’economia green”. Finito il percorso delle superiori lo scorso anno, oggi Daniele studia lingue orientali all’università di Catania, ma non ha dimenticato la spirulina: “Questo progetto per noi è ormai come un figlio appena nato - conclude - che vogliamo continuare a curare e aiutare a crescere. Anche se oggi non studio più chimica è qualcosa di cui andrò sempre orgoglioso e che farò del mio meglio per valorizzare”.