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The Joshua Tree spiegato traccia per traccia

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L’album che ha fatto la storia del rock compie 30 anni. Un disco che parla della fede, del deserto e di politica

Trent’anni fa gli U2 hanno donato al mondo The Joshua Tree, uno degli album che hanno fatto la storia della musica. Era il 9 marzo 1987, le ragazze andavano in giro con i capelli cotonati, il muro era ancora in piedi. Bono Vox sembrava un sedicenne.

Siamo certi che avete ascoltato tutti, almeno una di queste canzoni storiche, ma sapete davvero di cosa parlano? È un disco malinconico, dedicato al deserto, alla religione e all’amore. Abbiamo scelto di farvi una piccola guida, traccia per traccia.

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Foto di Peter Neil, alcuni diritti riservati.

WHERE THE STREETS HAVE NO NAME

Amore e polvere del deserto. Questo è quello che trasuda dalle parole di una delle 100 canzoni più amate al mondo, soprattutto da chi sta iniziando a strimpellare le prime note di chitarra. Bono per scrivere “Where the streets have no name” si ispirò al suo viaggio in Etiopia fatto insieme alla moglie, Ali Hewson. La voce degli U2 l’ha scritta immaginando un luogo desertico in cui le vie non hanno nome, e le persone che le vivono non sono etichettate da reddito e religione.

 

I STILL HAVEN'T FOUND WHAT I'M LOOKING FOR

Questa canzone è stata composta dal paroliere e dal chitarrista degli U2 durante una festa di musica house. Bono e The Edge erano talmente annoiati che, imbracciata la chitarra, si sono messi a strimpellare. Ne è uscito fuori un inno della ricerca della propria fede, o anche di un cocktail.

 

WITH OR WITHOUT YOU

Questo brano degli U2, è probabilmente la ballad più nota della band irlandese. Sono state quasi 35 le cover di With or without you fatte dagli anni ’80 ad oggi.  Non lo sapevamo neanche noi, ma a quanto pare Bono ha un forte legame con la religione e l‘ha espresso anche in questo brano. Ma noi siamo più romantici e preferiamo dedicarla alla persona amata.

 

BULLET THE BLUE SKY

Una delle canzoni più politiche della band. Bono, per comporre “Bullet the blue sky”, si è ispirato a due suoi viaggi in El Salvador e Nicaragua. In questo testo si parla della politica degli States contro gli stati dell’America Centrale. Negli anni ’80 al potere c’era il presidente Reagan, ma a quanto pare la storia si ripete, sempre.

 

IN GOD'S COUNTRY

In questo brano torna il tema della religione. Bono prova a descrivere a parole tutte le emozioni che ha provato passeggiando sulle dune del deserto. È proprio qui il “God’s country” dove vive Dio.

 

TRIP THROUGH YOUR WIRES

Qui si parla di quelle relazioni amorose in cui lei è una psicopatica. Avete presente quelle fidanzate che vogliono a tutti i costi il ragazzo tutto per loro? Ecco, Bono parla proprio di questo, ma a quanto pare ne è pure contento.

 

ONE TREE HILL

Torniamo seri per un momento, perché questa canzone è dedicata a Greg Carrol, un caro amico della band che morì per un tragico incidente in moto. L’intero album è dedicato proprio a lui e la One Tree Hill è una collina di Auckland, in Nuova Zelanda, da dove veniva il ragazzo.

 

EXIT  

Exit è ispirato al thriller del 1955 “La morte corre sul fiume”. Si parla di un uomo religioso che scopre di avere una passione per l’omicidio.

 

MOTHERS OF THE DISAPPEARED

Questa canzone è dedicato ad un periodo storico tragico dell’Argentina, tra il 1976 e il 1983. In quegli anni la dittatura militare fece scomparire nel nulla alcuni ribelli al regime, definiti poi desaparecidos. Il brano è dedicato alle madre degli scomparsi, riunitesi nell’associazione Madri di Plaza de Mayo.

 

 Immagine di copertina di MelicansMatkinalcuni diritti riservati.