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Jobs act, cosa cambia nei prossimi mesi - VIDEO

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Dalle tutele crescenti alla Naspi, fino al congedo parentale: ecco le novità più immediate per aziende e dipendenti previsti dalla nuova riforma del lavoro

Il jobs act è una realtà sempre più concreta. Dopo l'approvazione del 20 febbraio sono in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale quattro decreti attutativi importanti sulla riforma del lavoro: quello sui contratti a tutele crescenti e quello sui nuovi ammortizzatori sociali(la Naspi, che sarà attivo dal 1 maggio).

Da marzo comincia quella che è stata annunciata come una vera e propria rivoluzione del mercato del lavoro. Sarà un lungo processo e gli effetti non saranno immediatamente visibili. Nel frattempo vediamo quali sono e cosa comportano.

 

IN CASO DI LICENZIAMENTO

In breve dal 1 marzo il licenziamento (anche quelli collettivi) per motivi economici sarà corrisposto da un indennizzo monetario, anche in assenza di giusta causa: il reintegro del dipendente resta in piedi per i licenziamenti discriminatori, nulli e in determinati casi disciplinari in cui il giudice decide l'insussistenza del fatto.

 

TUTELE CRESCENTI

Le tutele crescenti prevedono una serie di garanzie che aumentano con il passare degli anni: in pratica più anzianità ha il dipendente, maggiore sarà l'indennizzo monetario in caso di licenziamento. Se questo avviene senza giusta causa, l'azienda versa un contributo di due mesi di retribuzione per ogni anno di lavoro, che va da un minimo di 4 a un massimo di 24 mesi. Se il lavoratore accetta la “conciliazione veloce” con l'azienda senza ricorrere al giudizio del tribunale, il risarcimento copre un mese per ogni anno di lavoro, fino a un massimo di 18 mesi.

 

PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Per le piccole imprese il reintegro sussiste solo nei casi di licenziamenti nulli, discriminatori e in forma orale. Per tutti gli altri casi ingiustificati si prevede un'indennità (che cresce sempre di un mese per ogni anno di servizio) che va da un minimo di 2 a un massimo di 6 mensilità.

 

LA NASPI

Acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, sostituisce la precedente Aspi con l'obiettivo di aiutare chi ha perso il lavoro (“disoccupati involontari”) tranne due categorie: operai agricoli e dipendenti pubblici a tempo indeterminato, regolamentati da altre tutele. In breve la durata della Naspi cambia in base ai contributi versati, partendo da un massimo di 24 mesi di retribuzione (per chi ha lavorato negli ultimi 4 anni) per poi diminuire fino a 18 mesi dall'inizio del 2017. L'importo non può eccedere i 1300 euro e, dopo i primi 4 mesi di pagamento, viene ridotta del 3% al mese. “Una rete di protezione per chi perde il posto di lavoro – come l'ha definita il premier Matteo Renzi –. Ma anche un trampolino per rilanciarsi, nonostante tutte le difficoltà del momento”.

 

CONGEDO PARENTALE

Approvati, ma ancora in via preliminare, i decreti inerenti al congedo parentale e di maternità. In particolare la novità riguarda il riconoscimento anche per i genitori adottivi: i 10 mesi di congedo possono essere richiesti fino ai 12 anni di età del bambino, mentre fino ai 6 anni si può ottenere quello parzialmente retribuito che prevede il 30% dello stipendio percepito nel mese prima della nascita del figlio