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Il mondo celebra la Giornata delle foreste

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La festa dell’Onu dedicata ai polmoni verdi del nostro Pianeta. “Un regalo e un dovere verso le generazioni che verranno”

Quale giorno migliore dell’equinozio di primavera per celebrare la Natura? Ci hanno pensato le Nazioni Unite, che per il 21 marzo di ogni anno hanno fissato la Giornata internazionale delle foreste: una festa tutta green dedicata ai polmoni verdi del nostro Pianeta, troppo spesso minacciati da urbanizzazione, riconversione dei suoli agricoli ad altri usi e in generale da una gestione assai poco lungimirante delle risorse naturali. Sono gli alberi, del resto, l’emblema universale di un futuro sostenibile, una ricchezza da tutelare con iniziative concrete ma anche simboliche, come appunto l’istituzione di una giornata simbolicamente dedicata a loro.

 

In Italia, dove i parchi naturali coprono il 10% del territorio, l’appello dell’Onu è stato raccolto da Federparchi, Kyoto Club e Legambiente, che nel 2007 hanno fondato insieme il Comitato Parchi per Kyoto: un vero e proprio gruppo di lavoro che in poco più di cinque anni di attività ha avviato circa 30 tra campagne di informazione e progetti di forestazione sul territorio italiano, per un totale di oltre 76mila nuovi alberi piantati. 

 

Tra le iniziative in programma per la Giornata delle foreste ci sono incontri a tema nelle scuole e nelle università, e una mostra commemorativa negli uffici della Fao a Roma. Sempre la Fao ha organizzato anche una raccolta di immagini online, un album virtuale di fotografie che ritraggono boschi e aree verdi.

 

Le foreste rappresentano oggi il primo e principale serbatoio di biodiversità del Pianeta. L’80% delle specie animali e vegetali terrestri vive nei boschi e il restante 20%, compreso l’uomo, beneficia di una migliore qualità dell’aria e dell’acqua che questi polmoni verdi garantiscono. Basta pensare che un albero nel corso del suo intero ciclo di vita permette l’abbattimento di circa 700 chili di CO2.

 

Eppure ogni anno vengono perduti 13 milioni di ettari di verde. Salvaguardare questa ricchezza naturale vuol dire, come ha sottolineato il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, “avere impatti positivi sul clima, sulla biodiversità, sulla salute e il benessere di tutti i cittadini”.

 

Cosa possiamo fare, allora, per contrastare la progressiva distruzione delle foreste? “È importante seguire un percorso virtuoso che coinvolga istituzioni, associazioni e cittadini – spiega Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – Il primo passo è quello di informare e sensibilizzare le persone. Parchi per Kyoto è stato pensato anche per questo”. Forestazione e mantenimento delle aree verdi sono “temi da sempre cari a Legambiente, che promuove ad esempio iniziative per la diffusione del verde urbano – conclude Muroni –. Piantare un albero significa contribuire alla salute della Terra e dare un futuro più ecosostenibile alle generazioni che verranno”.