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I rifiuti al Sud: sei città a confronto sulla raccolta differenziata

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Secondo la ricerca condotta dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Comieco, Salerno è la più virtuosa. Con una corretta gestione della carta e del cartone si risparmierebbero 130 milioni di euro

Un Paese che corre ancora a tre diverse velocità, ma con modelli di eccellenza che possono fungere da volano per l’intero sistema nazionale di gestione dei rifiuti solidi urbani. È questa, in sintesi, la fotografia scattata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Comieco nella ricerca “Sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone nel Sud Italia”. Il Meridione, infatti, risulta in ritardo rispetto ai livelli nazionali, con una raccolta pro capite inferiore ai 26 chilogrammi per abitante, contro i 60 del Nord e i quasi 59 del Centro. Anche se non mancano gli esempi virtuosi.

 

L’obiettivo dello studio è pertanto quello di avanzare proposte concrete per superare le inefficienze che penalizzano i cittadini e i territori, ma anche il settore industriale, che potrebbe beneficiare di un miglioramento del sistema in termini di approvvigionamento di materie prime, dato che molti sono gli impianti che trattano carta e cartone in queste zone, soprattutto in Campania, che guida la classifica con le sue quattro cartiere.

 

Sei le città esaminate: Salerno, Napoli, Reggio Calabria, Cosenza, Palermo e Trapani. Tutte hanno registrato tra il 2005 e il 2012 un calo nella produzione dei rifiuti, e pertanto esistono in particolare sulla carta e sul cartone grandi potenzialità di crescita. Tuttavia, forti rimangono le differenze. Se Salerno è la più virtuosa per raccolta differenziata, che supera il 68%, e per quantità di questi materiali raccolti per abitante, Palermo ha fatto riscontrare solo il 12%, rappresentando insieme a Trapani le due città che hanno prodotto più rifiuti (oltre 496 Kg per abitante all’anno).

 

Le altre, sebbene con proprie specificità, si attestano su livelli di raccolta differenziata al di sotto del 20%, tranne Napoli che raggiunge il 28%. Inoltre, Salerno risulta essere il centro con il minore tasso di sofferenza nei pagamenti della Tarsu, circa il 60%. Viceversa, il livello più alto è rappresentato da Palermo, con l’86%, insieme al minor tasso di copertura dei costi del servizio.

 

Per quel che riguarda più specificamente il settore della carta e del cartone, questo riesce ad alimentare solo in parte l’economia locale. Tuttavia, lì dove ciò è avvenuto, e cioè a Salerno e Napoli numerosi sono stati i vantaggi economici e occupazionali, che hanno di conseguenza favorito anche il crescere della raccolta differenziata.

 

Si è calcolato, infatti, che l’incremento di questa pratica potrebbe portare a risparmiare ben 130 milioni di euro per il mancato smaltimento e incenerimento dei rifiuti, oltre ad una crescita occupazionale per 11 mila unità. Senza contare i benefit ambientali: in primis, meno spreco di materie prime e riduzione dello smaltimento finale. “La ricerca è stata condotta per individuare i punti deboli della filiera di questo tipo di rifiuti al Sud – ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile -. Per superare queste criticità occorrono provvedimenti che puntino a coprire i costi di gestione degli scarti, ma anche la creazione di impianti per il loro riciclo. Insomma, bisogna promuovere l’efficienza in questo campo”.