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I progetti italiani per combattere lo spreco alimentare

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Dal Manifesto dell'Università di Pollenzo al progetto MISTRAL: come coinvolgere cittadini, università, enti pubblici e privati in iniziative contro lo sperpero di cibo

Lo spreco alimentare è una delle tematiche più controverse e dibattute degli ulimi anni, sottolineando differenze insanabili tra le zone del mondo in cui la popolazione muore di fame e altre in cui il cibo gettato comporta costi elevatissimi. In uno studio del 2013 dell'ONU su agricoltura e alimentazione, la FAO ha sottolineato come questa differenza sia esagerata: 750 miliardi di dollari in cibo sprecato ogni anno, contro 870 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo. 

 Leggi anche: LMSC, il portale contro lo spreco alimentare che parte dal quartiere 

IL MANIFESTO DI POLLENZO  

A livello globale si sta risvegliando una coscienza etica sul problema che porta organizzazioni mondiali, stati, associazioni private, università a trovare una soluzione che ponga fine o almeno attenui lo spreco alimentare. Ad esempio è italiano il Manifesto per la politica alimentare, ma si rivolge a tutta l'Europa, "ridefinendone  l'identità  a partire da un elemento centrale come la questione agricola e la sicurezza alimentare" come ha commentato il ministro delle Politiche Agricole  Maurizio Martina. Precisamente viene dall'Università di Scienza Gastronomiche di Pollenzo, dove è stato presentato lo scorso giugno con l'ambizioso obiettivo di diventare un punto di riferimento in questo settore, convogliando saperi e settori diversi: dalla biodiversità alla tecnologia, dal benessere al diritto del cibo, dalla giustizia all'agricoltura.

Un testo che trascende gli steccati accademici e si propone alla società, come sostiene Carlo Petrini, presidente dell'Università: "Non è un documento chiuso all’ambito accademico ma un lavoro di ricerca e condivisione aperto ai contributi di quella moltitudine di persone che dedicano la loro vita alla produzione del pane quotidiano, alla distribuzione del cibo e alla sua fruizione intelligente. Anche in vista delle grandi sfide che questo momento ci pone, prima fra tutti la vergogna della morte per fame, che non ha più senso in un mondo dove quasi il 40% della produzione viene buttato via".

Non è un caso che il tema centrale dell'Expo 2015 di Milano sarà il cibo e la sicurezza alimentare con una gran varietà di iniziative e programmi dedicati al tema cibo sostenibile, come Feeding  Knowledge

 Per approfondire: Sicurezza alimentare, il tour di Expo Milano e Feeding Knowledege

IL PROGETTO MISTRAL 

Dalla collaborazione tra università, regione ed enti privati è nata nel 2012 un'altra importante iniziativa in questo settore. Si chiama MISTRAL, acronimo di Misura Italiana dello Spreco a Tavola e del Rifiuto Alimentare, ed è frutto del lavoro congiunto degli atenei di Trieste e Udine, della regione Lombardia attraverso il progetto Foodcast e della regione Friuli Venezia Giulia. A fare da cornice, fondamentale per lo sviluppo del progetto, il Master in Complex Action 2012 della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. L'obiettivo principale di MISTRAL è rispondere alla crescente domanda di cibo in relazione ad una parallela crescita della poplazione mondiale. Per fare questo è necessario:

  • individuare i margini di intervento applicabili lungo la catena che porta dalla produzione del cibo alle nostre tavole
  • capire a fondo le dinamiche sociali che influenzano le scelte del consumatore 
  • diffondere una maggiore consapevolezza dei costi ambientali ed economic che lo spreco alimentare comporta

Per fare questo il progetto MISTRAL ha ideato un questionario per tracciare un profilo dei consumatori e delle loro abitudini, dividendoli per zone geografiche, età, caratteristiche del nucleo familiare. Parallelamente sul portale  è attiva una sezione dedicata al diario degli sprechi per annotare i cibi che finiscono nel cestino e i motivi dello spreco, per consentire un'analisi approfondita a partire dagli utenti stessi. 

Il coinvolgimento dei consumatori è un focus importante in queste iniziative che, oltre la sensibilizzazione sulle tematiche legate al cibo, auspicano una partecipazione attiva e diretta a livello comunitario come condizione imprescindibile per un cambiamento radicale nei consumi.