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Green economy, 23 proposte sostenibili per la ripresa

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Al termine degli Stati Generali dell'economia verde sono state elaborate delle linee guida inviate al Governo per la crescita del Paese: bonus, agevolazioni fiscali, sharing mobility e la tassa sul carbonio

Le imprese italiane che puntano sulla sostenibilità sono una realtà sempre più importante in tutti i settori strategici del sistema Italia. Al tempo stesso servono proposte concrete per contribuire alla ripresa economica e alla crescita di questo comparto, ancora poco sviluppato rispetto a quelli tradizionali. È questo il concetto finale emerso dalla Fiera di Rimini, dove si sono svolti nei giorni gli Stati Generali della Green Economy.

 

PIATTAFORMA PROGRAMMATICA

Promosso dal Consiglio nazionale della green economy, al meeting hanno partecipato i principali stakeholder del settore. Oltre 64 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico, hanno preso parte ai tavoli di discussione.

La rassegna, giunta alla quarta edizione, ogni anno si pone l'obiettivo di sviluppare una piattaforma programmatica per il rilancio dell'economia sostenibile in Italia, attraverso l'analisi dei potenziali positivi e degli ostacoli, nonché delle politiche e delle misure necessarie.

 

23 PROPOSTE PER OTTO SETTORI CHIAVE

Alla fine della due giorni è stato approvato un documento contenente un pacchetto di 23 proposte per la ripresa economica sotto il segno della sostenibilità. Le misure inviate al Governo riguardano otto settori strategici d'intervento: eco-innovazione e startup, capitale naturale, energia e clima, agricoltura e alimentazione, tutela della acque e dissesto idrogeologico, materiali, rifiuti ed economia circolare, mobilità sostenibile, e fondi europei.

Il gruppo di lavoro ha chiesto alle istituzioni di introdurre un green bonus a supporto delle startup, agevolazioni fiscali per le imprese che investono in eco-innovazione, strumenti finanziari e servizi sostenibili, un piano nazionale per l'energia e il clima, il rilancio dell'occupazione giovanile nell'agricoltura attraverso l'accesso al credito agevolato, un piano di adattamento climatico contro il dissesto idrogeologico, la promozione dell'economia circolare e incentivi per la sharing mobility.

 

TASSA SUL CARBONIO

Il documento finale prosegue con un capitolo dedicato alla fiscalità ecologica. In particolare, si parla dell'introduzione di una tassa sul carbonio fino al 2020, applicata inizialmente alle accise di benzina e gasolio e successivamente anche agli altri settori. L'imposta dovrebbe riguardare anche il carbonio relativo ai prodotti di importazione con le stesse aliquote nazionali. Secondo gli esperti, in questo modo si alleggerirebbe il prelievo fiscale dalle imprese e dal lavoro.

 

GAP DI COMUNICAZIONE

“Questo documento serve a qualificare la ripresa verso la green economy – spiega Edo Ronchi, membro del Consiglio Nazionale della Green Economy -. Le misure in esso contenute sono tutte in chiave di sviluppo sostenibile che vede coniugare economia ed ecologia. Servono inoltre a stimolare politiche che aiutino il Paese e le imprese a puntare sempre di più sulla green economy. Purtroppo in Italia è poco valorizzata, c'è una differenza tra la presenza reale e la percezione della sua forza e dei vantaggi. Occorre superare questo gap di comunicazione in modo tale che questa realtà, parte decisiva e qualificante della nostra economia, possa essere finalmente riconosciuta”.  

 

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